25.3838 · Interpellanza · 2025-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
L’approvvigionamento economico del Paese poggia su settori ben identificati: energia, alimentazione, agenti terapeutici, logistica, TIC e industria. Per la maggior parte di essi esistono indicatori, come i kWh o le Kcal.
Leggendo l’analisi della situazione dell’Ufficio dell’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) del 26.06.25 emerge un evidente squilibrio: i settori tradizionali - energia, alimentazione, medicinali - sono oggetto di analisi dettagliate (rischi, flussi, riserve), mentre il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) è riassunto così: «I sistemi funzionano normalmente». Non c’è alcun riferimento a componenti critici, a dipendenze dal cloud o a infrastrutture di dati. Questa leggerezza è in contrasto con la realtà strategica.
La recente decisione degli Stati Uniti di limitare l’accesso della Svizzera ai chip impiegati per l’intelligenza artificiale ne è un esempio lampante. Ciò solleva una domanda fondamentale: abbiamo una strategia chiara e coordinata per garantire il nostro approvvigionamento di componenti digitali critici? Queste risorse, ormai essenziali per la ricerca, la sanità, l’economia e l’amministrazione, rivestono un interesse strategico nazionale.
Ora, come per l’acqua o l’elettricità, la resilienza digitale di un Paese deve poter essere valutata sulla base di indicatori concreti e strutturati: ad esempio, la capacità di calcolo disponibile (GPU), le infrastrutture critiche localizzate sul territorio, i dati archiviati sotto la giurisdizione svizzera, la disponibilità di software essenziali, la ridondanza delle reti.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
È disponibile oggi una mappatura delle dipendenze digitali critiche della Svizzera (software, hardware, servizi cloud, reti, IA, ecc.)?
Esistono indicatori quantitativi che consentono di valutare la resilienza dell’approvvigionamento digitale?
Quali sono i partner economici e statali coinvolti nella sicurezza dell’approvvigionamento digitale?
L’UFAE prevede di integrare un approccio più sistemico per il settore delle TIC, paragonabile a quanto avviene per l’energia o i medicamenti?
In che modo la Svizzera, nel settore digitale, può passare da una posizione di dipendenza a quella di partner imprescindibile nelle catene del valore critiche?
Quali sono le buone pratiche in questo settore? Come si posiziona la Svizzera rispetto ad esse? A quali Paesi possiamo ispirarci?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1L’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) tiene un inventario delle infrastrutture critiche particolarmente importanti per la Svizzera. In esso sono elencate anche quelle essenziali nel settore delle TIC (centri di calcolo, nodi di rete ecc.). Vengono inoltre registrate le interdipendenze tra le diverse infrastrutture critiche. Vi si aggiunge l’inventario dei beni protetti, aggiornato costantemente dalle unità amministrative.Domande 2 e 4Nell’ambito della strategia della Confederazione per la protezione delle infrastrutture critiche (PIC), la resilienza dei settori IT e delle telecomunicazioni viene periodicamente verificata e migliorata. I lavori in tal senso vengono svolti in collaborazione con l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) e l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS). Dal 1° aprile 2025, inoltre, vige l’obbligo di segnalare i ciberattacchi alle infrastrutture critiche, che vengono poi analizzati dall’UFCS per valutare il livello di minaccia. Nel 2024, quando è stato istituito l’UFCS, sono stati trasferiti dall’UFAE all’UFCS i compiti di prevenzione, in particolare gli standard minimi per le TIC. Attualmente l’UFAE in collaborazione con il sistema di milizia sta elaborando una nuova strategia TIC che comprende anche il monitoraggio contestuale delle prestazioni rilevanti per l’approvvigionamento. Un monitoraggio centrale e completo da parte della Confederazione non è attualmente ritenuto opportuno perché esiste già uno stretto interscambio con le aziende TIC svizzere, che gestiscono sistemi di monitoraggio specifici nei rispettivi settori. Domande 3 e 6Tra gli attori statali coinvolti nella fornitura di servizi digitali figurano l’UFAE (sicurezza dell’approvvigionamento), l’UFCS (cibersicurezza), l’UFPP (infrastrutture critiche) e l’UFCOM (infrastrutture di comunicazione).I partner economici sono gestori di infrastrutture critiche, fornitori di servizi TIC e di telecomunicazioni, fornitori di servizi cloud e associazioni di categoria come asut ed economiesuisse. Molti di essi sono integrati nel sistema di milizia dell’Approvvigionamento economico del Paese (AEP).Gli sviluppi internazionali, in particolare le iniziative dell’Unione europea come la NIS2, sono oggetto di un monitoraggio costante. I relativi requisiti sono stati integrati anche nella revisione della legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn; RS 128) e nella nuova ordinanza sulla cibersicurezza (OCS; RS 128.51). Domanda 5
In un panorama digitale interconnesso a livello mondiale, le dipendenze internazionali sono inevitabili. La Svizzera rafforza la propria posizione nelle catene del valore critiche attraverso una stretta collaborazione negli organismi multilaterali (ad es. il gruppo di lavoro dell’OCSE sulla sicurezza digitale, «Working Party on Digital Security») e partenariati bilaterali.Con la mozione 23.3002, il Consiglio federale è stato incaricato di migliorare la sicurezza dei dati digitali sensibili e di promuovere soluzioni di archiviazione nazionali. Inoltre, conformemente al postulato 22.4411, sta elaborando un rapporto sulla sovranità digitale della Svizzera, in cui l’analisi delle dipendenze digitali riveste un ruolo centrale.Grazie a investimenti mirati in infrastrutture affidabili (ad es. Swiss Government Cloud) e in competenze strategiche, la Svizzera continua a rafforzare la propria sovranità digitale.