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25.3875 · Interpellanza · 2025-06-20

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

1. Il Consiglio federale ha davvero deciso di rinunciare allo Studio pilota sugli agenti inquinanti nell’organismo | Studio svizzero sulla salute che aveva pianificato?

2. Se sì, per quale motivo?

3. Quali sarebbero, in linea di massima, le possibilità di finanziamento per uno studio di questo tipo?

Begründung

Gli effetti dei PFAS sono ancora poco noti. Recenti studi indicano in particolare che l’esposizione a questi composti chimici può danneggiare la placenta e mettere quindi a rischio la salute del feto durante la gravidanza.La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e la legge sui prodotti chimici obbligano la Svizzera a mettere a disposizione le basi scientifiche necessarie per la protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi.Il Consiglio federale si è impegnato a condurre uno studio rappresentativo a lungo termine sulla salute della popolazione svizzera volto a mostrare, per la prima volta, possibili correlazioni tra l’esposizione a prodotti chimici e la prevalenza di malattie.Ricerche di questo tipo – dette studi longitudinali – vengono condotte ad esempio in Germania (NaKo su 200 000 persone), in Francia (Constance su 200 000 persone) e nel Regno Unito (UK Biobank su 500 000 persone). Sembrerebbe che questo progetto urgente e indispensabile per la Svizzera sia stato recentemente bloccato.È quindi lecito chiedersi se la Confederazione stia adempiendo il suo mandato di ricerca conformemente alla legge sulla protezione contro le sostanze e i preparati pericolosi.

Stellungnahme des Bundesrates

1. I dati relativi alla salute ricoprono un ruolo fondamentale per la ricerca e la politica sanitaria, in quanto costituiscono la base di studi scientifici, decisioni mirate e interventi nell’ambito della salute pubblica. Per questo motivo, dal 2018 al 2022 l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è stato capofila di uno studio pilota per creare una coorte nazionale della popolazione con il biomonitoraggio umano (human biomonitoring, HBM). Lo studio pilota ha permesso di confermare la fattibilità di una coorte di questo tipo, di valutare la disponibilità della popolazione a parteciparvi volontariamente e di validare le infrastrutture e i processi necessari a creare la coorte e a svolgere la relativa ricerca. Grazie allo studio pilota, inoltre, è stato possibile rilevare dati importanti per stimare l’impatto sulla popolazione svizzera delle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS), del glifosato (un pesticida) e di metalli rilevanti per la salute (tra cui piombo e mercurio). 2. Fermo restando che i costi di uno studio di coorte a lungo termine sono elevati (all’incirca 10–12 milioni di franchi per anno con un numero di partecipanti pari a 100 000), sono state sondate le possibilità di finanziare e organizzare una coorte nazionale di questo tipo. Nel corso dei lavori è emerso che, nonostante l'elevato interesse per uno studio di questo tipo, il finanziamento da parte di terzi si è rivelato estremamente difficile. Tenuto conto di questo aspetto e alla luce della complessa situazione finanziaria della Confederazione, l’UFSP in accordo con il Dipartimento federale dell’interno (DFI) per il momento hanno dovuto decidere di non portare avanti il progetto. I risultati ottenuti sinora saranno illustrati in un rapporto che verrà pubblicato sul sito dell’UFSP nel quarto trimestre del 2025. In questo modo, le conoscenze acquisite circa l’attuazione di uno studio sanitario potranno eventualmente essere utilizzate in un secondo momento.3. Da parte della comunità accademica sussiste l’interesse di procedere con questa iniziativa. Per esempio, l’organizzazione mantello delle scuole universitarie swissuniversities raccomanda che il progetto Imaging and Omics Platform for Swiss Citizen Health (IOP4CH) sviluppato da SwissTPH in collaborazione con l’Università di Basileasia incluso nel messaggio sulla promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni 2025 – 2028 (messaggio ERI 2025–2028). Questo progetto infatti potrebbe essere un punto di partenza per una coorte nazionale.