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25.3886 · Interpellanza · 2025-06-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Lo scorso maggio il Consiglio federale ha adottato un rapporto sulla promozione delle nuove leve, in particolare delle donne, nell’ambito delle professioni tecniche e scientifiche. Il rapporto mostra che persistono ostacoli da superare per riuscire ad aumentare la quota femminile nel settore MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia). Quest’ultimo, infatti, è afflitto da una carenza di personale qualificato e uno dei motivi è proprio la bassa percentuale di donne.

Su richiesta della Confederazione, le Accademie svizzere delle scienze hanno formulato una serie di raccomandazioni per promuovere in modo mirato l’aumento delle giovani donne nel settore.

Una delle misure proposte prevede l’attuazione di una strategia nazionale per la promozione delle materie MINT e la creazione di un centro di competenza per il coordinamento degli attori.

Un’altra raccomandazione mira a introdurre misure specifiche come quote e bilanci di genere (gender budgeting), ovvero l’allocazione di fondi in funzione del genere per favorire la parità tra i sessi. Queste misure volontarie sarebbero temporanee e permetterebbero di ovviare alla scarsa presenza femminile.

Il tasso del 15 % di giovani donne che lavorano in settori quali l’informatica e l’ingegneria è stabile da molti anni e dimostra che dovremmo intensificare i nostri sforzi. La Svizzera, infatti, è il fanalino di coda tra i Paesi occidentali, tant’è che si posiziona dopo l’Italia, la Romania, la Polonia e la Grecia.

Sebbene gran parte della responsabilità della formazione e dell’orientamento spetti alle istituzioni cantonali, la Confederazione deve fare la propria parte e formulare proposte, in particolare per quanto riguarda il coordinamento con i partner.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.

  • Nonostante vi sia un rapporto specifico, come mai si rifiuta di seguire le raccomandazioni degli esperti e si accontenta di applicare solo le misure già in essere, che si sono dimostrate insufficienti?

  • La carenza di personale qualificato nel settore MINT, in particolare di donne, non avrà ripercussioni a medio termine sulla reputazione della Svizzera in ambito scientifico a livello internazionale?

  • I risparmi previsti dal Consiglio federale nel pacchetto di sgravio non saranno dannosi per l’intero sistema formativo, di cui spesso ci vantiamo?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale riconosce l’importanza di aumentare la quota femminile nel settore MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnologia). Come affermato nel rapporto del 14 maggio 2025 (www.sbfi.admin.ch/it > Formazione > Spazio formativo svizzero > Temi trasversali e intersettoriali > Promozione del settore MINT), ritiene che al momento non sia necessario intervenire a livello federale attraverso nuove iniziative. Infatti, alcune misure proposte nel contesto dello studio esterno esulano dalla competenza della Confederazione. Il Consiglio federale invita quindi i Cantoni e tutte le altre parti interessate ad analizzare i risultati del rapporto e dello studio esterno e, se necessario, ad adottare ulteriori misure nel proprio ambito di competenza.
La creazione di un centro di competenza apporterebbe solo un valore aggiunto limitato, visto che già dal periodo ERI 2013–2016 le Accademie svizzere delle scienze svolgono con successo numerosi compiti di coordinamento delle misure e di networking tra gli attori nel quadro del mandato MINT (https://accademie-svizzere.ch > MINT Svizzera > MINT 2025–2028). Inoltre, per promuovere le nuove leve nel settore MINT, e in particolare la partecipazione femminile, la Confederazione preferisce misure volontarie all’introduzione di quote obbligatorie o al ricorso al gender budgeting. Ad ogni modo la promozione mirata delle nuove leve, in particolare delle ragazze e delle donne, resta un obbiettivo primario per la Confederazione.

2. Il Consiglio federale condivide la preoccupazione espressa in merito alla carenza di personale qualificato nel settore MINT e riconosce che la sottorappresentanza femminile determina la presenza di un potenziale troppo poco sfruttato. Per porre rimedio al problema e contribuire così a mantenere l’eccellenza della Svizzera in quanto polo scientifico e d’innovazione, la Confederazione sostiene da molti anni misure e iniziative mirate. Tra le misure finanziate tramite la legge sulla formazione professionale (art. 54 e 55 LFPr; RS 412.10) ricordiamo l’organizzazione delle fiere regionali delle professioni, i campionati delle professioni (SwissSkills) e la Giornata Nuovo Futuro. Anche le scuole universitarie svolgono un ruolo fondamentale nella formazione e nella formazione continua del personale qualificato. Dispongono infatti di apposite reti di cooperazione e cercano talenti in modo attivo e innovativo, soprattutto nel settore MINT. La quota femminile tra gli studenti MINT nelle scuole universitarie è passata dal 36 per centro nel biennio 2013/2014 al 39,4 per centro nel biennio 2022/2023, mentre nelle SUP è passata dal 18 per cento al 23 per cento. Per quanto riguarda il dottorato, il 42 per cento dei dottorandi MINT è rappresentato da donne (www.bfs.admin.ch > Pubblicazioni > Le discipline MINT nelle scuole universitarie: edizione 2024). Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) presta particolare attenzione a una partecipazione adeguata delle scienziate ai suoi strumenti di promozione e alla promozione delle giovani ricercatrici. Si impegna inoltre per condizioni quadro favorevoli nei suoi strumenti di promozione e sostiene misure nei settori del mentoring, della consulenza e del networking per le nuove leve femminili. Alla fine del 2024 la percentuale di donne che partecipavano ai progetti promossi dal FNS ammontava circa al 40 per cento mentre nella direzione di progetti era del 34 per cento.

3. Il Consiglio federale attribuisce molta importanza al settore ERI. In un contesto finanziario complesso è necessario assicurare la stabilità delle finanze pubbliche, altrettanto essenziale per garantire condizioni quadro stabili nel settore ERI. Le misure di consolidamento del bilancio saranno attuate in maniera mirata nell’ottica dell’efficienza e del mantenimento della qualità del sistema ERI svizzero. Inoltre, i Cantoni e le scuole universitarie possono far fronte alle conseguenze delle misure di sgravio applicabili dal 2027 (Pacchetto di sgravio 27) con un aumento delle tasse. Il messaggio concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2027 sarà presumibilmente licenziato dal Consiglio federale all’attenzione del Parlamento a settembre 2025.