Gaza: quali sanzioni intende adottare il Consiglio federale nei confronti del governo Netanyahu?
25.3927 · Interpellanza · 2025-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Quali misure intende adottare la Svizzera nei confronti del governo israeliano per prevenire il rischio di genocidio evidenziato dalla Corte internazionale di giustizia?
Quali sanzioni intende adottare la Svizzera in risposta alle dichiarazioni dei membri del governo Netanyahu, tese a incoraggiare la costruzione di nuovi insediamenti di coloni nella Striscia di Gaza, affinché possa essere controllata integralmente?
Quali provvedimenti di natura economica, diplomatica e legale può prendere la Svizzera, autonomamente o di concerto con altri Stati oppure altre organizzazioni internazionali, nei confronti del governo israeliano?
Come si può giustificare il fatto che la Confederazione non abbia imposto sanzioni a Israele, considerando che ne ha già comminate diverse alla Russia, in particolare in seguito all’aggressione bellica nei confronti dell’Ucraina?
Begründung
Con l’ordinanza del 26 gennaio 2024, la Corte internazionale di giustizia ha imposto allo Stato di Israele di «adottare tutte le misure a propria disposizione per prevenire atti genocidari nei confronti dei palestinesi nella Striscia di Gaza». In questo contesto, gli ha ordinato di «adottare tutte le misure a propria disposizione per prevenire e punire l’incitamento diretto e pubblico al genocidio nei confronti dei palestinesi nella Striscia di Gaza». In quanto firmataria della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, la Svizzera si impegna a garantirne l’applicazione (come avviene, del resto, per le Convenzioni di Ginevra; art. 1). La Confederazione rispetta il diritto internazionale (art. 5 cpv. 4 Cost.). Secondo le stime dell’UNICEF, dal 7 ottobre 2023 a Gaza sono state uccise 54 000 persone, per lo più civili, tra cui più di 15 000 bambini. L’assedio decretato dal governo israeliano, in atto dal 2 marzo 2025, non consente alla popolazione civile di usufruire degli aiuti umanitari, relegandola di fatto in uno stato di carestia. In tal modo lo Stato di Israele viene meno agli obblighi a cui è soggetto in quanto Potenza occupante. Il 10 giugno 2025, in seguito alle dichiarazioni dei ministri israeliani Ben-Gvir e Smotrich, che incitavano alla violenza contro i palestinesi nell’ambito della loro campagna volta a impadronirsi di Gaza e a favorire l’insediamento di nuovi coloni in loco, il Regno Unito, la Norvegia, l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda hanno annunciato il divieto di ingresso nei propri territori per entrambi gli esponenti del governo di Israele nonché il congelamento dei loro beni. In questo contesto la Svizzera non si sbilancia, né sta pianificando di comminare sanzioni al governo Netanyahu. Eppure, in seguito all’aggressione bellica russa nei confronti dell’Ucraina, ad esempio, non ha esitato ad adottare tutta una serie di sanzioni economiche.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel comunicato stampa del 28 maggio 2025, il Consiglio federale esprime la propria apprensione per l’intollerabile sofferenza della popolazione nella Striscia di Gaza e chiede un accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari nonché un immediato cessate il fuoco. L’Esecutivo esige un rigoroso rispetto del diritto internazionale e condanna tutte le violazioni compiute da Israele e Hamas. La Svizzera tiene a ricordare, a livello bilaterale e multilaterale, che lo sfollamento forzato della popolazione e l’atto di affamare i civili quali strumenti bellici sono severamente vietati dal diritto internazionale umanitario e costituiscono crimini di guerra. Il nostro Paese ha preso atto delle misure cautelari emanate dalla Corte internazionale di giustizia in data 26 gennaio 2024, 28 marzo 2024 e 24 maggio 2024. Tali provvedimenti sono vincolanti per le parti belligeranti. Di conseguenza la Svizzera si aspetta che Israele si conformi alle misure in questione. In quanto potenza occupante, secondo le Convenzioni di Ginevra lo Stato di Israele ha una particolare responsabilità in termini di protezione della popolazione civile. In occasione della sua visita in Medio Oriente del 10 e 11 giugno 2025, il Consigliere federale Ignazio Cassis ha ricordato l’importanza di tali impegni durante l’incontro con il ministro israeliano degli affari esteri Gideon Sa’ar. 2.+3. Dal 2002, la politica svizzera in materia di sanzioni è disciplinata dalla legge federale sull’applicazione di sanzioni internazionali (legge sugli embarghi, RS 946.231), secondo la quale la Confederazione può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni volte a far rispettare il diritto internazionale pubblico adottate dall’ONU, dall’OSCE o dai principali partner commerciali della Svizzera. Di conseguenza, le sanzioni comminate dalla Svizzera si basano su provvedimenti adottati a livello internazionale, nella prassi si tratta di sanzioni dell’ONU e dell’UE. La legge sugli embarghi non costituisce tuttavia una base legale per l’imposizione di sanzioni da parte della Svizzera. Al momento né l’ONU né l’UE hanno imposto sanzioni nei confronti del governo israeliano o dei suoi membri. 4. Il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di adottare le sanzioni dell’UE nei confronti della Russia in modo da potenziarne l’impatto. Come già menzionato, attualmente né l’ONU né l’UE hanno decretato sanzioni contro il governo israeliano o i suoi membri.