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25.3948 · Mozione · 2025-07-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali in modo che:

  1. la distribuzione a domicilio capillare degli invii postali continui a essere garantita per ogni casa abitata tutto l’anno in Svizzera.
    In particolare occorre garantire che la distribuzione a domicilio non si limiti agli insediamenti composti al minimo da cinque case per ettaro o a tempi di percorrenza massimi di due minuti, come previsto nell’avamprogetto di revisione parziale dell’ordinanza sulle poste (cfr. art. 31 cpv. 1 lett. a e b AP-OPO);

    e

  2. gli attuali requisiti qualitativi per i tempi di consegna di lettere, pacchi e quotidiani in abbonamento nell’ambito del servizio universale postale non siano ridotti, bensì mantenuti almeno al livello attuale (97 % per le lettere, 95 % per i pacchi e i quotidiani in abbonamento).

Una minoranza della commissione (Jauslin, Hurter Thomas, Schaffner, Silberschmidt) propone di respingere la mozione.

Begründung

La limitazione della distribuzione a domicilio proposta nell’avamprogetto di revisione parziale dell’ordinanza sulle poste comporterebbe di fatto uno smantellamento della rete di distribuzione esistente, in particolare nelle zone rurali, nelle fattorie isolate e negli insediamenti sparsi. Ciò limiterebbe una componente essenziale dell'attuale servizio universale postale. Questa modifica viene introdotta senza una base legale, solo per via di ordinanza, nonostante abbia una portata rilevante. La pianificazione a lungo termine delle infrastrutture e del personale della Posta si baserebbe in futuro su criteri che renderebbero difficile o impossibile una correzione successiva. Il servizio universale sancito dalla legge richiede una distribuzione equivalente in tutte le regioni. In tale contesto la consegna fisica continua a svolgere un ruolo centrale, in particolare in considerazione del volume di pacchi in costante aumento. Le alternative digitali non possono sostituire in tutti i casi in modo equivalente la consegna fisica.

Inoltre, il Consiglio federale propone di ridurre i requisiti qualitativi per i tempi di consegna di lettere, pacchi e quotidiani in abbonamento, rispettivamente dagli attuali 97 e 95 per cento al 90 per cento. Tale riduzione costituisce un peggioramento della qualità del servizio pubblico, senza che siano state chiarite in modo esaustivo le ripercussioni sulla popolazione, sulle regioni o sui processi operativi. I requisiti relativi ai tempi di consegna sono un elemento centrale del servizio universale: la loro riduzione avrebbe un impatto diretto sull'affidabilità della distribuzione e sulla fiducia della popolazione nel servizio pubblico. Al massimo, avrebbe senso escludere dall’analisi alcuni picchi come il Black Friday. Quest’ultimo non può però essere un motivo sufficiente per peggiorare in generale la puntualità.

È quindi opportuno un chiarimento dal profilo giuridico. Il mandato del servizio universale della Posta deve essere garantito sia a livello di portata (distribuzione a domicilio) sia di qualità (tempi di consegna) e dev’essere sostenuto dal Parlamento.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La digitalizzazione si ripercuote fortemente sul principale settore di attività della Posta Svizzera. Negli ultimi vent'anni, il volume delle lettere si è dimezzato e i pagamenti in contanti effettuati allo sportello sono diminuiti di tre quarti. Si tratta di una tendenza irreversibile che mette a repentaglio il finanziamento del servizio universale. Il Consiglio federale ritiene che una modernizzazione del servizio postale universale sia inevitabile. Pertanto, il 14 giugno 2024 ha deciso una revisione totale della legge sulle poste (RS 783.0) con orizzonte temporale 2030. Il 13 agosto 2025 il Consiglio federale ha stabilito i parametri chiave della revisione di legge. Il Parlamento deve poter condurre la discussione relativa al servizio universale del futuro senza pressioni temporali. A tale scopo, il finanziamento del servizio universale dev'essere garantito sino all'entrata in vigore della LPO sottoposta a revisione. Il Consiglio federale intende raggiungere tali obiettivi con la revisione dell'ordinanza sulle poste, anch'essa decisa il 14 giugno 2024 (RS 783.01). L'avamprogetto da porre in consultazione prevede, oltre all'estensione del servizio universale alle nuove offerte digitali, un allentamento dei requisiti normativi che attualmente limitano fortemente la Posta nella distribuzione. Si tratta in primo luogo di ridurre i requisiti per i tempi di consegna uniformandoli al 90 per cento e, in secondo luogo, di tornare al concetto di insediamento che era stato in vigore sino al 2020. Tali misure dovrebbero consentire alla Posta di risparmiare, dal 2026, fino a 45 milioni di franchi l'anno.
Già nel 2024 la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale aveva depositato una mozione (24.3816) che chiedeva al Consiglio federale di rinunciare, fino alla conclusione della revisione della legge, a modifiche dell'ordinanza. La mozione è stata respinta dal Consiglio degli Stati (seconda Camera) l'11 marzo 2025. L'attuazione della presente mozione non ostacolerebbe l'estensione, tramite ordinanza, del servizio universale alle offerte digitali. Tuttavia, poiché tutti gli agevolamenti previsti nel progetto di revisione di ordinanza posto in consultazione non verrebbero introdotti, il Consiglio federale è convinto che il finanziamento del servizio universale non sarebbe garantito sino all'entrata in vigore di una legge sulle poste sottoposta a revisione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.