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25.3962 · Interpellanza · 2025-09-08

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Sul suo sito, la SUVA dichiara che, in qualità di investitrice istituzionale, è «attenta alla responsabilità e alla sostenibilità degli investimenti». In questo ambito segue le norme della legislazione svizzera, ma anche gli accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera e i dieci principi dell’UN Global Compact.

Esaminando i suoi investimenti, consultati nell’ambito di una domanda ai sensi della LTras, emergono però alcuni dati che fanno riflettere:

  • Titoli di Stato israeliani: CHF 15 464 742.40

  • Banca Hapoalim: CHF 6 746 573.66

  • Banca Leumi: CHF 2 848 153.26

Gli investimenti nel debito pubblico israeliano sono altamente problematici, in quanto lo Stato d’Israele è attualmente accusato di gravi violazioni del diritto internazionale documentate dall’ONU: uso della fame come arma di guerra, attacchi contro la popolazione e distruzione di infrastrutture civili essenziali. In questo contesto, la CPI ha emesso un mandato di arresto nei confronti di B. Netanyahu, accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Quanto agli altri investimenti, le due banche figurano sulla lista nera dell’ONU per il ruolo che hanno avuto nel finanziamento e nel sostegno economico delle colonie illegali. La CIG ha dal canto suo rammentato che gli Stati non devono riconoscere tale situazione come lecita o contribuire al suo mantenimento.

A Ginevra, la CPEG ha dichiarato la sua intenzione di disinvestire dalle obbligazioni israeliane. Sul piano internazionale, diversi importanti investitori istituzionali (Danimarca, Norvegia, Irlanda) hanno già disinvestito da imprese coinvolte nel sostegno a colonie illegali o nell’approvvigionamento dell’esercito israeliano.

Considerando che la SUVA è un istituto di diritto pubblico assoggettato alla vigilanza del Consiglio federale, pongo a quest’ultimo le domande seguenti (si veda l’interpellanza Dandrès 25.3963 «Investimenti di Suva e PUBLICA legati a Israele e ai territori palestinesi»):

  • Ritiene che questi investimenti siano compatibili con una politica d’investimento etica e sostenibile?

  • Ritiene che gli investimenti di un istituto pubblico in titoli di uno Stato coinvolto in un conflitto armato e accusato di gravi violazioni del diritto internazionale siano compatibili con la neutralità svizzera?

  • Se la risposta è no, intende intervenire nei confronti della SUVA affinché disinvesta dai titoli interessati?

  • Quali misure intende adottare per impedire che in futuro gli istituti assoggettati alla sua vigilanza effettuino investimenti legati a violazioni dei diritti umani o del diritto internazionale?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce l’importanza del dibattito politico e sociale sulla trasparenza degli investimenti finanziari, di particolare attualità anche nel contesto dei conflitti in Medio Oriente. Esaminerà i rischi giuridici e reputazionali delle imprese soggette alla sua vigilanza in relazione a eventuali attività commerciali nei territori palestinesi occupati, tenendo conto in particolare anche della situazione giuridica internazionale ai sensi del parere della Corte internazionale di giustizia del 19 luglio 2024. 1. L’istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI/Suva) è un istituto di diritto pubblico della Confederazione dotato di personalità giuridica propria. In qualità di organo direttivo strategico, il Consiglio dell’INSAI ha il compito di decidere in merito alla strategia d’investimento dell’istituto. Nell’ambito dell’alta vigilanza esercitata sull’INSAI (art. 61 cpv. 3 della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni [LAINF; RS 832.20]), il Consiglio federale deve verificare il rispetto delle basi legali, come già avviene per i rapporti e i conti annuali dell’INSAI. Nel 2015, PUBLICA, l’INSAI e altri grandi investitori istituzionali hanno fondato l’Associazione svizzera per investimenti responsabili (SVVK-ASIR) per garantire che i loro investimenti siano compatibili con la legislazione svizzera e con le convenzioni internazionali ratificate dalla Svizzera. Queste norme costituiscono il fondamento del regolare processo di screening, dialogo ed esclusione adottato dalla SVVK-ASIR. Tale approccio è conforme alle linee guida dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici in materia di pratiche responsabili per gli investitori istituzionali. I portafogli di investimento dei membri dell’associazione sono quindi regolarmente verificati in base ai criteri ESG (Environment, Social, Governance), che comprendono anche i diritti umani. Sia PUBLICA sia l’INSAI seguono le raccomandazioni della SVVK-ASIR e osservano non solo le disposizioni giuridiche vigenti, ma, su base volontaria, anche prescrizioni più rigorose relative agli investimenti, che si fondano su norme ampiamente accettate dalla popolazione svizzera. Le direttive pertinenti e la lista di esclusione possono essere consultate sul sito della SVVK-ASIR. (www.svvk-asir.ch > News und Downloads > Richtlinien e www.svvk-asir.ch > Ausschlussliste). 2. Il diritto della neutralità si applica soltanto ai conflitti internazionali, e non è questo il caso. 3. e 4. Come esposto al punto 1, non è opportuno un intervento di vigilanza nel quadro dell’alta vigilanza esercitata sull’INSAI poiché finora non è emerso alcun elemento che indichi una violazione delle basi legali vigenti da parte dell’istituto. L’INSAI, inoltre, si attiene volontariamente agli standard più severi dell’ASIR. Ciò vale anche per PUBLICA (cfr. Interpellanza Dandrès 25.3963 «Investimenti dell’INSAI e PUBLICA legati a Israele e ai territori palestinesi») e Compenswiss.