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25.4005 · Interpellanza · 2025-09-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il 21 luglio e il 1° settembre scorsi centinaia di viticoltori si sono riuniti nella Svizzera romanda per lanciare un segnale di allarme e in alcuni casi manifestare il proprio sconforto di fronte al crollo dei prezzi che mette a rischio molte aziende. La concorrenza dei vini esteri importati sta diventando talmente aggressiva che il crollo delle vendite di vini indigeni non permette più ai viticoltori di smerciare la loro produzione a prezzi che consentono di remunerare in qualche modo il loro lavoro.

Gli acquirenti effettuano acquisti di vini esteri in grandi quantità per poche decine di centesimi il litro, rendendo sempre più difficile per i nostri produttori competere con loro. L’anno scorso le vendite di vini prodotti in Svizzera sono diminuite dell’8 per cento. La flessione del volume delle vendite va di pari passo con un crollo dei prezzi, che per alcune aziende può comportare diminuzioni del reddito del 10-20 per cento su base annua. Doversi adattare a un calo dei redditi così rapido con costi fissi che, al contrario, tendono ad aumentare, è segno di un mercato che oltre a non essere più efficiente è caratterizzato da una concorrenza ad armi impari, la quale mette a rischio la produzione in Svizzera.

Il nostro Paese rischia di diventare una monocoltura economica terziaria. Le perdite di know-how, di ricchezza culturale, di paesaggi unici e rinomati nel mondo, che la scomparsa del nostro settore vitivinicolo comporterebbe, sono inestimabili e vanno ad aggiungersi a perdite di portata comparabile nella produzione agricola in generale, ma anche nell’industria. Sull’arco di breve tempo il nostro Paese è stato ed è tuttora confrontato con il rischio, in alcuni casi diventato realtà, di scomparsa di rami di produzione come quello del vetro, dell’acciaio o del vino, tanto per citare solo alcuni esempi.

Di fronte a tale rischio e alla situazione critica in cui versa il settore vitivinicolo, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande di cui sopra.

1) Il Consiglio federale condivide la constatazione che il settore vitivinicolo sta attraversando una grave crisi e può valutarla oggettivamente?

2) In caso affermativo, quali sono le misure urgenti di sua competenza che il Consiglio federale intende adottare?

3) Nel 2025 è possibile e previsto un aiuto finanziario urgente utilizzando le riserve di credito?

4) Ѐ possibile e prevista una migliore considerazione del maggiore carico di lavoro per ettaro che nel 2026 consentirebbe al settore vitivinicolo di beneficiare di aiuti più cospicui nel quadro dei pagamenti diretti?

Begründung

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Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Il comunicato stampa pubblicato il 29 aprile 2025 dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) riferiva di un calo significativo del consumo di vino in Svizzera, in particolare dei vini indigeni. L’assenza di condizioni meteorologiche avverse durante la fioritura e la crescita degli acini, le rese massime fissate dai Cantoni a livello di quelle del 2024 e le condizioni nel complesso favorevoli fino all’autunno hanno consentito una vendemmia abbondante e di grande qualità. In tale contesto la situazione tesa del mercato vinicolo e le molteplici sfide che gli operatori vitivinicoli devono affrontare sono note al Consiglio federale. Il 18 agosto 2025 il Capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha incontrato le organizzazioni nazionali dell’economia vitivinicola e i rappresentanti dei Cantoni per fare il punto della situazione. Le organizzazioni hanno formulato sei proposte di misure per affrontare la situazione attuale. Per quelle a breve termine il Capo del DEFR ha rammentato la possibilità di mutui esenti da interessi per ovviare alle difficoltà finanziarie. Unitamente alle organizzazioni è in atto un’analisi approfondita delle proposte nell’ambito di un gruppo di lavoro guidato dall’UFAG.3. I mutui a titolo di aiuto per la conduzione aziendale, concessi sotto forma di mutui esenti da interessi, servono a ovviare a difficoltà finanziarie temporanee non imputabili ai richiedenti. Altri aiuti per il 2025 non figurano attualmente tra le proposte della categoria e porrebbero la questione del loro finanziamento poiché non sono iscritti nel preventivo.4. Mediante i pagamenti diretti la Confederazione indennizza le prestazioni fornite dall’agricoltura a favore della collettività e al contempo contribuisce al reddito delle aziende agricole. Le aziende vitivinicole ricevono contributi per il paesaggio rurale, la sicurezza dell’approvvigionamento, la biodiversità e i sistemi di produzione nonché per l’agricoltura biologica. Questi nel 2024 si sono attestati a 47.4 milioni di franchi. I contributi per i vigneti in zone declive compensano soprattutto gli ostacoli alla meccanizzazione del lavoro e tengono già conto dell’intensità del lavoro per ettaro. Il Consiglio federale non intende considerare ulteriormente il fattore lavoro nella definizione dei pagamenti diretti per l'anno 2026.