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25.402 · Iniziativa parlamentare · 2025-01-31

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 24.10.2025

La CSEC-N ha adottato il proprio controprogetto indiretto all’iniziativa popolare sui fuochi d’artificio (25.402). Prima di procedere all’esame del controprogetto, la Commissione ha preso atto del rapporto sui risultati della consultazione. Ha completato il progetto posto in consultazione introducendo una minoranza supplementare che intende mantenere il diritto vigente per quanto concerne l’ottenimento di un permesso d’uso per i pezzi pirotecnici da spettacolo (art. 14 cpv. 2 della legge federale sugli esplosivi). Il progetto e il rapporto saranno trasmessi al Consiglio federale per parere e al Consiglio nazionale per l’esame nella sessione invernale 2025. Inoltre, la CSEC-N propone alla propria Camera, con 21 voti contro 0 e 3 astensioni, di raccomandare la reiezione dell’iniziativa popolare sui fuochi d’artificio (24.080).

Comunicato stampa del Consiglio federale del 26.11.2025

Il Consiglio federale si esprime sul controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio»

Il 26 novembre 2025 il Consiglio federale ha adottato un parere in merito al controprogetto indiretto della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) all’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio». Esso ritiene che l’iniziativa popolare e il controprogetto indiretto si spingano troppo oltre, ma accoglie con favore il divieto di fuochi d’artificio destinati esclusivamente a produrre uno scoppio e una chiara regolamentazione delle competenze dei Cantoni.

L’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio» chiede di vietare la vendita e l’uso di fuochi d’artificio rumorosi, permettendo tuttavia autorizzazioni eccezionali per eventi di importanza sovraregionale. La CSEC-N ha deciso di presentare un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare, che vuole vietare in particolare i fuochi d’artificio destinati esclusivamente a produrre uno scoppio. Essa vuole inoltre estendere l’obbligo del permesso d’uso e d’acquisto nonché definire più chiaramente le competenze dei Cantoni per quanto riguarda le limitazioni d’uso di fuochi d’artificio. Questo dovrebbe consentire di ridurre l’inquinamento fonico e i suoi impatti negativi sulle persone e gli animali.

Necessità d’intervento per fuochi d’artificio destinati esclusivamente a produrre scoppi

Il 26 novembre 2025 il Consiglio federale si è espresso in merito al controprogetto indiretto della CSEC-N, riconoscendo che i fuochi d’artificio possono provocare rumori e impattare negativamente l’ambiente, le persone e gli animali. Molte persone collegano tuttavia i fuochi d’artificio alla tradizione, come per esempio alle celebrazioni del 1° agosto. Il controprogetto indiretto comporterebbe un onere amministrativo maggiore per l’Amministrazione e i privati e avrebbe forti ripercussioni economiche negative per il settore pirotecnico. Per questo motivo, il Consiglio federale ritiene che il controprogetto indiretto si spinga troppo oltre.

Il Consiglio federale accoglie tuttavia con favore il divieto di fuochi d’artificio destinati esclusivamente a produrre scoppi senza effetti luminosi, considerati fastidiosi da un numero sempre maggiore di persone. Il Consiglio federale sostiene la possibilità per i Cantoni di decidere in autonomia come disciplinare l’uso dei fuochi d’artificio.

Wortlaut

La legge sugli esplosivi ed eventualmente altri atti normativi sono adeguati tenendo conto dei seguenti aspetti.

  • In caso di utilizzo di pezzi pirotecnici da spettacolo occorre provvedere affinché persone e animali non siano esposti a pericoli sproporzionati e affinché i fuochi d’artificio siano rispettosi dell’ambiente.

  • La Confederazione disciplina l’autorizzazione all’acquisto e all’uso di pezzi pirotecnici da spettacolo che causano troppo rumore.

  • Le disposizioni relative al permesso d’acquisto e al permesso d’uso vengono adeguate di conseguenza.

Begründung

La richiesta di proteggere popolazione, animali e natura dagli effetti negativi dei fuochi d’artificio è attualmente sostenuta da quasi il 70 per cento della popolazione (studio gfs 2024). Un divieto come quello previsto dall’iniziativa popolare è tuttavia eccessivo. Per questo motivo occorre presentare un controprogetto indiretto con una disposizione a livello di legge volta a minimizzare per quanto possibile gli effetti nocivi.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 11.12.2025

Iniziativa fuochi artificio, ok a controprogetto

Un controprogetto indiretto verrà proposto come alternativa all'Iniziativa sui fuochi d'artificio, con l'obiettivo in particolare di vietare i petardi. Lo ha deciso oggi, per 97 voti a 85 (sette astenuti), il Consiglio nazionale. Gli Stati devono ancora esprimersi.

L'iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d'artificio", presentata nel novembre 2023, chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati. Nello specifico, intende vietarne la vendita e l'uso ai privati, tranne per quelli che non causano frastuono, come bengala o vulcani. Prevede alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, come le celebrazioni del 1° agosto, sulla base di deroghe concesse dai Cantoni.

Il governo è contrario al testo, ritenendo che le ripercussioni negative dei fuochi d'artificio siano limitate nel tempo e nello spazio. Inoltre, molte persone li collegano alla tradizione, come per esempio al Natale della patria o al Capodanno, ha ribadito in aula il consigliere federale Albert Rösti. I Cantoni e i Comuni dispongono poi già delle fondamenta giuridiche per restringere, se necessario, la vendita e l'uso di materiale pirotecnico.

Durante il dibattito odierno, sostanzialmente tutti si sono opposti all'iniziativa. "Non tiene conto dello spirito di festa rispettoso che contraddistingue la Svizzera", ha ad esempio messo in luce Benjamin Roduit (Centro/VS).

Addio petardi

Malgrado questo scetticismo, per rispondere alle preoccupazioni della popolazione la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale (CSEC-N) ha proposto un controprogetto indiretto più flessibile, che mira, con una modifica a livello di legge, a ridurre al minimo gli effetti nocivi dei fuochi. "Secondo un recente sondaggio, circa due svizzeri su tre approverebbero l'iniziativa", ha motivato la scelta di redarre un compromesso la relatrice Regina Durrer-Knobel (Centro/NW).

Il controprogetto rinuncia a un divieto generalizzato, ma proibisce i fuochi d'artificio destinati esclusivamente a produrre uno scoppio senza effetti luminosi, vedasi i petardi. UDC e PLR hanno combattuto, invano, anche questa proposta alternativa, giudicando che si spingesse a sua volta troppo oltre.

"La libertà in Svizzera muore passo dopo passo, con sempre più divieti", ha affermato Rémy Wyssmann (UDC/SO), criticando soprattutto le norme centralizzate confezionate da Berna. "Si tratta dell'ennesimo tentativo di alcune cerchie di introdurre più burocrazia e costi, il tutto per due occasioni all'anno", si è detto d'accordo Lorenzo Quadri (Lega/TI).

L'importanza di mantenere le tradizioni è stata spesso sollevata da quei partecipanti alla discussione diffidenti nei confronti di iniziativa e controprogetto. "Si vuole vietare la gioia di vivere", si è lamentata Therese Schläpfer (UDC/ZH), citando ad esempio la visione dei fuochi del Primo agosto dal Monte Brè come un momento di convivialità.

Animali, ambiente e salute

La sinistra ha invece mostrato simpatia per alcuni aspetti sollevati dall'iniziativa, con vari deputati che hanno rimarcato come i fuochi siano deleteri e fonte di panico per gli animali, sia domestici sia selvatici. Stando a Christophe Clivaz (Verdi/VS), "i botti li disorientano e li spingono alla fuga". "Mi vengono già i brividi pensando a quello che passerà la mia cagnolina il 31 dicembre", ha dichiarato Meret Schneider (Verdi/ZH), senza dimenticare "le persone traumatizzate dalla guerra o particolarmente sensibili al rumore".

Per quanto riguarda la problematica ambientale, secondo Simona Brizzi (PS/AG) i fuochi causano concentrazioni di polveri fini sopra i valori limite. "Ogni anno provocano 1300 tonnellate di rifiuti", ha pure ricordato. Non da ultimo vi è la questione sanitaria: "Molti giovani riportano danni all'udito", ha deplorato Gabriela Suter (PS/AG), facendo notare che si potrebbe rinunciare alle esplosioni assordanti per privilegiare show di droni e spettacoli silenziosi.

La Camera del popolo ha infine accettato il controprogetto della CSEC-N, che di fatto vieta quegli articoli che generano solo rumore, come i petardi. Tuttavia, rispetto alla versione originale, ha rifiutato di estendere l'obbligo di permesso per l'utilizzo di fuochi.

"Chiedere alle persone di svolgere dei corsi per usare fontane a basso rischio al compleanno di un bambino è sproporzionato", ha argomentato Regine Sauter (PLR/ZH), sottolineando pure l'eccessivo fardello amministrativo annesso. Un'opinione condivisa anche da Rösti: il governo è favorevole al controprogetto, ma non agli ulteriori vincoli per acquisto e uso che inizialmente la commissione vi aveva inserito.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2026

Verso un divieto dei petardi in Svizzera

A meno di sorprese, in futuro lo scoppio di petardi verrà vietato in Svizzera. Dopo il Consiglio nazionale, oggi anche gli Stati hanno approvato (39 a 5) il controprogetto indiretto, che prevede tale proibizione, all'iniziativa popolare che intende vietare i fuochi pirotecnici. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per una divergenza minore.

L'iniziativa popolare è stata in seguito respinta, sull'esempio di quanto già deciso dalla Camera del popolo poiché giudicata eccessiva e poco rispettosa del federalismo. Questo oggetto è pronto per le votazioni finali.

Poiché tuttavia, stando ad alcuni sondaggi, l'iniziativa avrebbe buone possibilità di essere accolta dal popolo, il parlamento ha deciso di preparare un controprogetto indiretto mediante una modifica della Legge federale sugli esplosivi che riprende alcuni elementi dell'iniziativa, in particolare vietando quei fuochi d'artificio che fanno solo rumore, senza produrre alcun effetto visivo.

Nel corso del dibattito odierno il plenum, diversamente dalla raccomandazione della sua commissione preparatoria, non ha voluto sottoporre ad autorizzazione l'uso di quei fuochi d'artificio della categoria F3 (grandi razzi per esempio), acquistabili a partire dai 18 anni.

Chiedere un'autorizzazione in vista della festa nazionale del primo di agosto, per esempio, comporterebbe un enorme dispendio burocratico per i comuni che si vedrebbero confrontati con migliaia di richieste, stando a Mauro Poggia (MCG-UDC/GE).

Il costo medio di un'autorizzazione di 50-150 franchi sarebbe superiore a quanto speso per acquistare il fuoco che si vuole accendere, ha sottolineato il "senatore" ginevrino, sostenuto anche dal consigliere federale Albert Rösti, oggi presente in aula dopo l'operazione alla schiena.

L'iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d'artificio", presentata nel novembre 2023, chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati.

Nello specifico, intende vietarne la vendita e l'uso ai privati, tranne per quelli che non causano frastuono, come bengala o vulcani. Prevede alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, come le celebrazioni del 1° agosto, sulla base di deroghe concesse dai Cantoni.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2026

Controprogetto fuochi d'artificio, iter parlamentare terminato

Dopo che oggi il Consiglio nazionale ha tacitamente eliminato l'ultima divergenza, minore, che l'opponeva agli Stati, l'iter parlamentare concernente il controprogetto all'iniziativa popolare che intende vietare i fuochi pirotecnici può definirsi concluso. Resto solo la scoglio delle votazioni finali all'ultimo giorno di questa sessione estiva, una pura formalità.

La divergenza eliminata oggi concerneva il nome della base legale del controprogetto: alla modifica della Legge federale sugli esplosivi è stata aggiunta la precisazione "Importazione e uso di fuochi d'artificio". Concretamente, la controproposta prevede il divieto dei petardi che fanno solo rumore, senza produrre alcun effetto visivo.

Le camere non hanno invece voluto sottoporre ad autorizzazione l'uso di quei fuochi d'artificio della categoria F3 (grandi razzi per esempio), acquistabili a partire dai 18 anni. Questo punto è stato criticato dal comitato d'iniziativa: "I fuochi d'artificio rumorosi ad uso privato rimarrebbero ampiamente non regolamentati, nonostante i disagi evidenti che causano". In queste condizioni, scrivevano gli iniziativisti in una nota dopo l'adozione del controprogetto agli Stati, "il ritiro dell'iniziativa appare molto improbabile".

L'iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d'artificio" chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati. Nello specifico, intende vietarne la vendita e l'uso ai privati, tranne per quelli che non causano frastuono, come bengala o vulcani. Prevede alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, come le celebrazioni del 1° agosto, sulla base di deroghe concesse dai Cantoni.

Notizia ATS

Votazione finale, 19.06.2026

Fuochi d'artificio, bocciato controprogetto

Colpo di scena stamane al Consiglio nazionale: al voto finale, il plenum ha respinto (114 voti a 79 e sei astenuti) il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare che vuole vietare i fuochi d'artificio. La controproposta prevedeva il divieto dei soli petardi.

Concretamente, il popolo voterà sulla proposta di modifica costituzionale "Per una limitazione dei fuochi d'artificio" che chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell'ambiente dal rumore e dalle emissioni a essi legati.

Nello specifico, intende vietarne la vendita e l'uso ai privati, tranne per quelli che non causano frastuono, come bengala o vulcani. Prevede alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali, come le celebrazioni del 1° agosto, sulla base di deroghe concesse dai Cantoni.

Il controprogetto voluto dal Consiglio federale (secondo cui l'iniziativa avrebbe qualche possibilità di essere accolta alle urne) e poi trattato dal Parlamento, prevedeva il divieto dei petardi che fanno solo rumore, senza produrre alcun effetto visivo. Le camere non hanno invece voluto sottoporre ad autorizzazione l'uso di quei fuochi d'artificio della categoria F3 (grandi razzi per esempio), acquistabili a partire dai 18 anni.

Questo punto è stato criticato dal comitato d'iniziativa: "I fuochi d'artificio rumorosi ad uso privato rimarrebbero ampiamente non regolamentati, nonostante i disagi evidenti che causano". In queste condizioni, scrivevano gli iniziativisti in una nota dopo l'adozione del controprogetto agli Stati, "il ritiro dell'iniziativa appare molto improbabile".

Argomentazioni che hanno convinto anche il gruppo ecologista (favorevole all'iniziativa), che questa mattina ha respinto il controprogetto. A sostenerlo sono così rimasti soltanto i deputati socialisti e del Centro, un numero insufficiente per garantirne l'adozione.

Informazioni

Segreteria della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC)

wbk.csec@parl.admin.ch

Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC)