25.4040 · Interpellanza · 2025-09-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Lo scorso 14 febbraio 2025 sono ufficialmente iniziati i lavori di scavo del secondo tubo della galleria autostradale del San Gottardo con la prospettiva di terminarli nel 2030 per poi procedere con il risanamento di quello esistente entro il 2033. Si tratta di un'opera vitale per il Cantone Ticino e di lavori che, oltre al carico che un cantiere così importante comporterà per tutta la regione, modificheranno il volto del paese di Airolo.
Dopo l’annuncio dello scorso mese di luglio da parte dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) di aver dovuto, già in giugno, fermare lo scavo con fresa meccanica a sud a causa di «condizioni geologiche complesse» e procedere per mezzo chilometro con l’esplosivo per un ritardo previsto di 6-8 mesi e un maggior costo di 20 milioni, un’inchiesta giornalistica parla ora di un possibile ritardo sino a due anni.
Al fine di avere sin da subito, per quanto possibile, le necessarie informazioni ufficiali per la popolazione toccata dal cantiere e, più in generale, conoscere le prospettive temporali e finanziarie aggiornate per un’opera così importante, si chiede al Consiglio federale:
Qual è la reale situazione relativa alle «condizioni geologiche complesse» (leggasi: instabili) nei primi metri dello scavo sul fronte sud?
Tale rischio era noto, rispettivamente è stato considerato negli imprevisti per il calcolo delle tempistiche e dei costi di realizzazione del secondo tubo?
Ad oggi, quale ritardo può essere prospettato sulla fine dei lavori di realizzazione del secondo tubo, originariamente prevista per il 2030?
Ad oggi, quali costi supplementari possono essere prospettati rispetto ai 2,14 miliardi di franchi preventivati per la realizzazione del secondo tubo?
Quale influsso hanno le suddette difficoltà di scavo iniziali sul fronte sud rispetto all’organizzazione del cantiere e agli effetti che questo ha sulla regione e sulla popolazione locale?
Una volta superata questa difficoltà geologica iniziale, sono da attendersi altre incognite di tale portata nell’avanzamento da sud o da nord per la realizzazione del secondo tubo della galleria autostradale del San Gottardo?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il primo tratto della galleria del San Gottardo sul versante sud attraversa un ammasso di rocce degradate e frantumate dal ritiro dei ghiacciai. Questa situazione era già conosciuta dallo scavo del primo traforo e considerata nelle recenti perizie geologiche redatte per la realizzazione della seconda canna, grazie anche a sondaggi e indagini complementari eseguiti nel frattempo. 2. Il rischio era noto ed è stato ponderato, anche se non ci si aspettava un evento di tale portata. Erano comunque state predisposte delle misure preventive, proprio per potere far fronte a questo rischio, e sono state considerate delle riserve, tanto nel preventivo dei costi quanto nei tempi di realizzazione. 3./4.Secondo i dati attualmente disponibili, gli adeguamenti previsti sul cantiere comportano un ritardo di circa 6–8 mesi e costi aggiuntivi stimati tra i 15 e i 20 milioni di franchi. Tanto il budget quanto il calendario prevedono riserve appositamente programmate per incognite di questo tipo, che sono sempre da mettere in conto per la costruzione di gallerie. Il budget approvato potrà essere rispettato. Sono inoltre al vaglio misure per contenere il più possibile le ripercussioni sulla tabella di marcia, ad esempio organizzando il lavoro su tre turni, sette giorni su sette, anticipando alcuni interventi o avanzando per un tratto più lungo dal versante nord. L’obiettivo di garantire l’apertura della seconda canna entro fine 2030 rimane valido. 5. Le ripercussioni sulle aree di cantiere a cielo aperto saranno minime: si renderà necessaria una gestione leggermente diversa dei depositi temporanei, comunque già predisposti anche per queste evenienze. Gli effetti sulla popolazione locale saranno praticamente impercettibili; le autorità interessate vengono aggiornate regolarmente. 6. La natura è imprevedibile e la geologia, seppur attentamente studiata e indagata, non è una scienza esatta. Ciononostante, le zone note più a rischio del Guspis e del Mesozoikum vengono trattate preventivamente attraverso i cunicoli di accesso, mentre la zona della Serie della Tremola, grazie alle misure ora implementate, potrà essere superata in sicurezza e nei tempi previsti.