Verificare la collaborazione dei PF con le università israeliane e l'industria degli armamenti
25.4041 · Postulato · 2025-09-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di commissionare uno studio indipendente per verificare quali contatti il PFZ, il PFL e i loro membri intrattengono con università e scuole universitarie israeliane. Andrà chiarito in particolare se e in che misura sono state trasmesse conoscenze utili in ambito militare (ossia per i cosiddetti beni a duplice impiego) alle scuole universitarie, all’industria degli armamenti (tra cui l’impresa Israel Aerospace Industries) o a istituzioni militari.
Begründung
È appurato che le scuole universitarie israeliane collaborano strettamente con l’esercito e l’industria degli armamenti. I risultati delle ricerche scientifiche vengono sistematicamente utilizzati in applicazioni militari mentre imprese come Elbit Systems o Israel Aerospace gestiscono programmi e reclutano personale nei campus universitari. In proposito, svolge un ruolo importante l’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi di puntamento, che hanno causato la morte di innumerevoli civili nella Striscia di Gaza. Presso il PFZ e il PFL sono in corso numerosi progetti di cooperazione con scuole universitarie israeliane, anche nei settori dell’apprendimento automatico e del trattamento dei dati, particolarmente suscettibili di essere sfruttati in relazione ai beni a duplice impiego. Considerando l’uso militare documentato dei risultati di questo tipo di ricerche e gli obblighi della Svizzera in quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, è necessario uno studio indipendente per fare luce sulla questione e garantire che nessun istituto di ricerca svizzero contribuisca indirettamente a gravissime violazioni del diritto internazionale.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Le relazioni scientifiche tra la Svizzera e Israele si fondano su contatti diretti e orientati all’eccellenza, in linea con l’autonomia degli attori nel settore svizzero dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI). Non esistono trattati internazionali per la cooperazione nel settore ERI tra la Svizzera e Israele. La collaborazione con le istituzioni israeliane – così come con altri partner nazionali e internazionali – avviene principalmente nel quadro di cooperazioni specifiche tra ricercatori. I progetti di ricerca vengono sostenuti con strumenti di finanziamento su base competitiva, come i programmi quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione, l’iniziativa europea per l’innovazione EUREKA, i programmi di promozione del Fondo nazionale svizzero (FNS) o le borse d’eccellenza della Confederazione per ricercatori e artisti stranieri. Il Consiglio federale non ha una visione d’insieme sulla cooperazione diretta tra attori svizzeri e israeliani nel settore ERI. Spetta agli attori ERI decidere sui progetti di cooperazione internazionali. Prima di avviare nuovi partenariati vengono valutati i rischi giuridici, etici e reputazionali e, se necessario, vengono consigliate misure per ridurre i rischi progettuali che possono arrivare fino al rifiuto della collaborazione. Allo stesso tempo, bisogna salvaguardare la libertà accademica dei ricercatori. Nei due PF varie unità sono coinvolte in questi processi. Il servizio di controllo delle esportazioni del Politecnico di Zurigo esamina per esempio i progetti di cooperazione tra i ricercatori del PFZ e i partner stranieri, tra cui quelli israeliani, anche per quanto riguarda le applicazioni dual use. A livello istituzionale esiste una cooperazione sotto forma di Memorandum of Understanding (MoU) tra il PFZ e un centro di ricerca israeliano, il Weizmann Institute of Science. Dal 2022 non si sono più svolte attività nel quadro di questo memorandum, che scade nella primavera del 2026. Al Politecnico di Losanna vari servizi, tra cui il Research Office, il Development Office, il Global Ethics Partnership Committee e il servizio di controllo delle esportazioni si occupano di individuare i rischi in relazione a nuove cooperazioni istituzionali, anche con ricercatori israeliani. Nell’estate del 2024 il PFL ha inoltre effettuato un’analisi approfondita di tutti i progetti in corso con partner israeliani (https://middleeast.epfl.ch/ > Rapport du Global Ethics and Partnership committee). In generale va ricordato che i risultati della ricerca – a prescindere che siano il frutto di una cooperazione internazionale e siano finanziati con fondi pubblici o privati – vengono in genere pubblicati e sono pertanto accessibili in tutto il mondo. Ciò corrisponde all’idea di fondo della cosiddetta «scienza aperta» (Open Science). Anche sui progetti specifici tra ricercatori del settore dei PF e ricercatori di istituzioni israeliane c’è trasparenza. Sia il FNS (https://data.snf.ch/) che i programmi quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione (https://cordis.europa.eu/search) dispongono infatti di banche dati pubbliche. Al momento presso i due PF sono in corso circa dieci progetti di cooperazione finanziati dal FNS, 30 finanziati da Orizzonte Europa e alcuni finanziati da ulteriori fondazioni e sostenitori. I progetti di ricerca del FNS e dell’UE sono soggetti alle regole delle istituzioni di promozione della ricerca pubbliche. Gli attuali regolamenti del FNS e di Orizzonte Europa non consentono alcun tipo di ricerca a fini militari. Anche le scuole universitarie sono soggette alla legislazione sul controllo delle esportazioni, tra cui la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI; RS 946.202) e la legge sul materiale bellico (LMB; RS 514.51). Le domande di esportazione dei beni soggetti ad autorizzazione (che oltre alle merci comprendono anche software e tecnologie) vengono valutate singolarmente secondo i criteri della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. Come ha osservato il Consiglio federale nelle sue risposte agli interventi parlamentari 25.3561, 25.3560, 24.3350, 23.4467 e 21.1039, da molti anni il nostro Paese non autorizza più alcuna esportazione definitiva di materiale bellico verso Israele, compresi i beni immateriali come il know-how. Per quanto riguarda i beni utilizzabili a fini civili e militari (beni a duplice impiego) e i beni militari speciali, compresa la relativa tecnologia, le domande di esportazione vengono esaminate caso per caso. Le esportazioni verso Israele non vengono autorizzate se soddisfano un criterio di rifiuto ai sensi della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego o se vi è motivo di ritenere che le merci fornite dalla Svizzera vengano utilizzate nei conflitti in corso o per sostenere Israele nell’occupazione illegale del territorio palestinese. Visti i processi di riduzione dei rischi già implementati dalla Confederazione e dagli attori ERI (p. es. nell’ambito della sicurezza scientifica) nonché i regolamenti e le banche dati pubbliche delle istituzioni di promozione della ricerca, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario esaminare ulteriormente la collaborazione tra attori ERI svizzeri e università israeliane.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.