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25.4079 · Postulato · 2025-09-23

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Le recenti decisioni di alcuni Cantoni germanofoni di rinviare l’apprendimento di una seconda lingua nazionale e le reazioni che hanno provocato nella Svizzera francese hanno messo in luce le differenze tra le varie regioni linguistiche nella percezione del concetto di coesione nazionale, sancito dall’articolo 2 della Costituzione federale.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che i metodi di apprendimento di una seconda lingua nazionale non sono sempre adatti all’età degli allievi (soprattutto nella scuola elementare) e che la padronanza di tale lingua da parte del corpo docente non sempre è garantita, per non parlare dei differenti requisiti di formazione degli insegnanti nelle diverse regioni linguistiche. Pertanto, l’obiettivo di rafforzare la coesione interna attraverso l’apprendimento di una seconda lingua nazionale non è sempre raggiunto.

Infine, è pur vero che conoscere una seconda lingua nazionale può rappresentare un vantaggio nella vita professionale, ma soltanto se la padronanza di tale lingua è sufficientemente buona, il che non sembra essere sempre così.

Il Consiglio federale è quindi invitato ad analizzare la situazione e a presentare un rapporto in collaborazione con i Cantoni e i rappresentanti del mondo economico che risponda alle domande seguenti:

  • I differenti requisiti richiesti per la formazione del corpo docente nelle diverse regioni linguistiche del Paese hanno un impatto sulle competenze e sul numero di insegnanti, e di conseguenza anche sulla qualità dell’insegnamento di una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola elementare?

  • I requisiti relativi all’apprendimento della seconda lingua nazionale sono realistici e armonizzati tra le varie regioni del Paese? Requisiti irrealistici (ad es. troppo severi) e/o non ben armonizzati (diversi a seconda del Cantone) possono infatti avere un influsso negativo sulle decisioni dei Cantoni in materia di apprendimento delle lingue (ad es. la scelta di rimandare l’apprendimento di una lingua per evitare un sovraccarico dell’orario scolastico nella scuola elementare o perché non viene raggiunto il livello auspicato).

  • Il livello di conoscenza di una seconda lingua nazionale richiesto al termine della scuola dell’obbligo o delle formazioni liceali o professionali può contribuire, e in che misura, a migliorare le opportunità sul mercato del lavoro svizzero?

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale rimanda al proprio parere in risposta al postulato Christ 25.4009 e sottolinea l’importanza dell’insegnamento di una seconda lingua nazionale dal livello primario fino al termine della scuola dell’obbligo. Qualora i Cantoni non dovessero attenersi al cosiddetto «compromesso sulle lingue», il Consiglio federale sarebbe disposto a intervenire per stabilire i parametri fondamentali per l’insegnamento di una seconda lingua nazionale nella scuola dell’obbligo. Definire le modalità concrete di un insegnamento efficace rimane tuttavia di competenza dei Cantoni.Le questioni sollevate dal postulato riguardano aspetti pedagogici e curriculari (formazione degli insegnanti e obiettivi didattici) che rientrano nella competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale rispetta questa ripartizione delle competenze e raccomanda di rivolgere le richieste del presente postulato direttamente all’attenzione dei Cantoni.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.