Quando l'imposizione minima dell'OCSE sarà attuata in modo da preservare l'attrattiva e la competitività della Svizzera?
25.4080 · Interpellanza · 2025-09-23
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Come stabilito nella disposizione transitoria dell’articolo 129a (Imposizione speciale dei grandi gruppi di imprese) della Costituzione federale, la Confederazione «utilizza la propria quota del gettito lordo dell’imposta integrativa, al netto delle maggiori uscite per la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri generate da tale imposta, per promuovere ulteriormente l’attrattiva della piazza economica svizzera». Quali misure ha adottato finora la Confederazione per rafforzare l’attrattiva della piazza economica svizzera?
Qual è il quadro o il sostegno che la Confederazione propone ai Cantoni, nel rispetto delle loro prerogative in materia fiscale, al fine di mettere in atto, come negli altri Paesi, le suddette misure di promozione, che includono anche i crediti d’imposta (non) rimborsabili? Quali sono i lavori in corso in questo ambito?
Il settore marittimo è un attore economico importante in Svizzera, specialmente nei Cantoni in cui sono insediati armatori e commercianti di materie prime. La Confederazione intende sfruttare il principio previsto dalla disposizione transitoria dell’articolo 129a, secondo cui «gli utili e le perdite correlati al traffico marittimo internazionale non sono presi in considerazione» nell’imposizione minima con l’aliquota del 15 per cento? Attualmente 21 Paesi dell’Unione europea hanno istituito un regime fiscale speciale per il traffico marittimo. Cosa intende fare la Svizzera per rimanere competitiva in questo settore?
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che se non propone misure di sostegno all’economia a livello federale per compensare l’imposizione minima dei grandi gruppi di imprese, vi è un notevole rischio che una parte consistente della sostanza fiscale defluisca all’estero?
Mentre i nostri vicini europei stanno introducendo misure di sostegno a favore dell’economia, tra cui anche i crediti d’imposta (non) rimborsabili, ponendo l’accento sulla decarbonizzazione, sulla transizione energetica nonché sulla ricerca e lo sviluppo, la Svizzera rimane inerte. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che le misure di sostegno sotto forma di crediti d’imposta (non) rimborsabili contribuirebbero al raggiungimento dei nostri obiettivi climatici e di transizione energetica?
Begründung
L’attuazione in Svizzera dell’imposizione minima dei grandi gruppi di imprese ha fatto sì che il nostro Paese perdesse uno dei pilastri della sua attrattiva fiscale ed economica. Molte multinazionali estere hanno infatti stabilito la loro sede europea o un grande ufficio nel nostro Paese proprio grazie al nostro regime fiscale vantaggioso.
Mentre i nostri partner e concorrenti sostengono la loro piazza economica per colmare la perdita di attrattiva causata dall’imposizione minima, la Svizzera rimane inerte, rischiando che contribuenti di portata rilevante si trasferiscano all’estero.
In Francia, il Governo ha creato un credito d’imposta per gli investimenti nell’industria verde. Tale credito d’imposta ha lo scopo di incoraggiare le imprese a produrre in Francia le tecnologie fondamentali per la transizione energetica, tra cui le batterie, i pannelli solari, le turbine eoliche e le pompe di calore.
Anche Singapore si è mossa in tal senso, preservando la sua attrattiva nei confronti degli investitori esteri grazie a crediti d’investimento rimborsabili, concessi nel quadro di un programma d’incentivazione che stimoli le multinazionali a investire a Singapore nelle attività sostenibili ad alto valore aggiunto. Ciò può comportare investimenti nei progetti di ricerca e sviluppo, nella produzione industriale o nell’allestimento di centri di comando per la gestione della catena di approvvigionamento.
L’Irlanda, dal canto suo, propone da tempo ormai dei crediti d’imposta molto generosi per i progetti di ricerca e sviluppo, che hanno già attirato numerose multinazionali. Dubai, la cui attrattiva fiscale è proverbiale, non prevedeva, salvo alcune eccezioni, un’imposta sulle società fino all’introduzione di un’imposta del 9 per cento e alla successiva attuazione dell’imposizione minima dell’OCSE. Occorre peraltro ricordare che la tassazione delle persone fisiche a Dubai è dello 0 per cento.
In Svizzera, solo i Cantoni di Basilea Città e Zurigo utilizzano il gettito derivante dall’imposizione minima per finanziare programmi di sostegno, in particolare a favore della decarbonizzazione delle imprese. In tal modo garantiscono che gli utili siano tassati in Svizzera e non all’estero. Nel Cantone di Zugo, recentemente si è conclusa la consultazione che intende sostenere gli investimenti delle imprese a favore della sostenibilità e dell’innovazione.
Come indicato nella mia interpellanza 25.3699 « Imposizione minima OCSE. Una promessa di maggiori entrate o un miraggio fiscale?», è importante che la Svizzera tragga vantaggio da questa imposizione minima a livello non solo normativo, ma anche finanziario, al fine di sostenere la sua competitività internazionale senza compromettere le finanze federali. Se la Confederazione vuole mantenere un bilancio stabile a lungo termine, deve anche tenere adeguatamente conto delle entrate, soprattutto in un periodo di forte concorrenza fiscale come questo.
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domande 1, 4 e 5: il legislatore ha optato per un’attuazione federalista dell’imposizione minima dell’OCSE. La quota delle entrate spettante alla Confederazione ammonta al 25 per cento, quella spettante ai Cantoni al 75 per cento. A decidere in merito all’impiego delle entrate e, di conseguenza, anche all’attuazione di eventuali misure per favorire l’attrattiva della piazza economica svizzera sono in primo luogo i Cantoni. Ciò può includere anche misure per ridurre le emissioni di CO2 (decarbonizzazione). Alcuni Cantoni (ad es. BS, GR, LU, ZG), soprattutto quelli maggiormente interessati dall’imposizione minima dell’OCSE, intendono offrire i cosiddetti crediti d’imposta rimborsabili («qualified refundable tax credits», QRTC), che sono conformi alla normativa dell’OCSE (v. anche risposta ad domanda 2). L’importo residuo a disposizione della Confederazione, dopo aver coperto le maggiori uscite per la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri, deve essere utilizzato per promuovere ulteriormente l’attrattiva della piazza economica svizzera in diversi settori. A livello federale, stante l’evoluzione incerta sul fronte delle entrate, l’imposta integrativa non è adeguata quale unica fonte di finanziamento per un nuovo compito. Perciò, il Consiglio federale reputa prioritari in particolare le misure per la trasformazione digitale dell’amministrazione pubblica, il finanziamento della crescita nella formazione, nella ricerca e nell’innovazione, come anche la promozione di tecnologie e processi innovativi nell’ambito della decarbonizzazione delle imprese. Nel preventivo 2026 sono iscritti, solo in questi tre settori, fondi supplementari pari a circa 600 milioni di franchi per promuovere l’attrattiva della piazza economica svizzera (secondo il pacchetto di sgravio 2027, i sussidi a favore della decarbonizzazione saranno compensati, a partire dal 2027, attraverso la tassa sul CO2). Parallelamente, il 20 agosto 2025, in occasione di una seduta speciale, il Consiglio federale ha deciso di moltiplicare gli sforzi per rafforzare la piazza economica svizzera e ha incaricato i dipartimenti competenti di esaminare rapidamente le proposte di sgravio nelle normative esistenti. Per i progetti non ancora conclusi che implicano consistenti ripercussioni finanziarie per le imprese, occorre considerare anche la possibilità di un differimento. Su questa base, nell’autunno 2025 l’Esecutivo deciderà le prossime tappe da intraprendere e riferirà nel dettaglio in merito allo stato dei lavori, continuando a intrattenere il dialogo con il mondo economico. Ad domanda 2: la concessione di agevolazioni fiscali come i crediti d’imposta rientra nell’autonomia decisionale dei Cantoni, per quanto concerne le imposte cantonali. Ciò detto, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e i Cantoni lavorano sempre a stretto contatto. I Cantoni possono richiedere il supporto tecnico del DFF anche su base bilaterale per individuare eventuali rischi concernenti la compatibilità delle misure a livello internazionale, cosa che peraltro fanno. Come si può desumere dal rapporto del Consiglio federale del 2 agosto 2023 in adempimento del postulato 22.3893, depositato dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, molti Cantoni stanno intervenendo con specifiche misure. Nel quadro della normativa vigente in materia di imposizione minima, determinati QRTC beneficiano di un trattamento favorevole. Contestualmente all’attuazione di una dichiarazione del G7 del 26 giugno 2025 sulla coesistenza fra l’imposizione minima globale e il sistema fiscale statunitense (approccio «side-by-side»), al momento proseguono i lavori in seno all’OCSE, non da ultimo anche per permettere la concessione di taluni crediti d’imposta non rimborsabili basati sulla sostanza (i cosiddetti «non-refundable tax credits», NRTC), ovvero crediti ai quali un’impresa non ha diritto se il suo debito fiscale è inferiore al credito. Il DFF informa i Cantoni a cadenza regolare in merito agli sviluppi rilevanti a livello internazionale. Ad domanda 3: poiché la Svizzera si attiene alla normativa internazionale per l’attuazione dell’imposizione minima, le relative attività del settore marittimo sono automaticamente esentate anche dall’imposta integrativa svizzera. L’imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento. Il 28 maggio 2024 le Camere federali hanno infatti deciso la non entrata in materia sul progetto del Consiglio federale. Per le questioni marittime la Svizzera vuole dare il suo contributo, influenzandone gli sviluppi futuri. Il 2 giugno 2023 l’Esecutivo ha pertanto adottato la Strategia marittima 2023‒2027, che intende assicurare la coerenza della politica federale nel settore marittimo attraverso un approccio olistico che coinvolga tutti gli attori.