Accordo di libero scambio con il Mercosur. Quali misure per sostenere l'agricoltura svizzera?
25.4097 · Interpellanza · 2025-09-24
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 16 settembre 2025 il Consiglio federale ha firmato l’accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS (tra cui la Svizzera) e i Paesi del Mercosur. L’accordo mira a facilitare gli scambi commerciali, rafforzare la competitività delle imprese svizzere esportatrici e diversificare gli sbocchi economici, in un contesto mondiale caratterizzato dall’instabilità di alcune relazioni commerciali, specialmente con gli Stati Uniti.
Se le prospettive economiche globali di questo accordo sembrano incoraggianti per alcuni settori dell’industria e dell’export, le conseguenze per l’agricoltura svizzera sono decisamente più preoccupanti. Infatti, l’accordo prevede in particolare:
l’abolizione dei dazi doganali su prodotti sensibili come la carne bovina, il pollame e il vino,
un aumento dei contingenti d’importazione per i medesimi prodotti.
In un contesto in cui l’agricoltura svizzera è già sottoposta a forti pressioni, in particolare in termini di redditività, rispetto di norme ambientali rigorose e concorrenza con prodotti importati a basso costo, questo accordo rischia di aggravare la precarietà di numerose aziende agricole.
È imperativo che l’apertura commerciale avvenga in modo equilibrato, tenendo conto delle realtà sul campo, in particolare nel settore agricolo, pilastro delle nostre zone rurali e garante di una sovranità alimentare minima.
È quindi indispensabile che vengano attuate misure di accompagnamento per garantire la perennità del settore agricolo svizzero.
Alla luce di quanto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Quali valutazioni ha svolto il Consiglio federale sulle conseguenze dell’accordo Mercosur sui diversi settori agricoli in Svizzera?
Quali misure concrete intende adottare per sostenere gli agricoltori e il settore agricolo che saranno più duramente colpiti dall’aumento della concorrenza dovuto alle importazioni?
Sono previste compensazioni finanziarie per le filiere più esposte?
Come intende garantire il Consiglio federale che i prodotti importati rispettino le norme svizzere in materia di ambiente, benessere degli animali e sicurezza alimentare?
In che misura le filiere agricole svizzere sono state consultate durante i negoziati di questo accordo?
Stellungnahme des Bundesrates
1 e 5. Per i prodotti agricoli sensibili come la carne bovina, il pollame e il vino, la Svizzera non concede ai Paesi del Mercosur un accesso illimitato al proprio mercato. Sono state fatte concessioni sotto forma di contingenti bilaterali. La maggior parte di questi contingenti è di modesta entità o corrisponde alle attuali importazioni dal Mercosur. Nel 2020 è stato pubblicato uno studio d’impatto realizzato da Agroscope (news.admin.ch/it/nsb?id=79669). Secondo diverse analisi effettuate successivamente, che tengono conto dei recenti sviluppi delle importazioni, i contingenti bilaterali di carne bovina e pollame non dovrebbero avere alcun effetto sulle importazioni totali in Svizzera per queste due categorie di carne. Per il vino, l’abolizione dei dazi doganali all’interno del contingente previsto corrisponde a un risparmio di 60-75 centesimi per bottiglia. Questa riduzione e il volume del contingente, che corrisponde al 5 % delle importazioni di vino rosso, non sono sufficientemente rilevanti da esercitare una pressione significativa sulle vendite di vini svizzeri. L’Amministrazione federale ha avuto contatti regolari con i rappresentanti dei settori interessati dell’agricoltura svizzera durante la preparazione di queste diverse concessioni. Esse sono tutte sostenibili per l’agricoltura svizzera. Nel caso in cui, contro ogni aspettativa, le concessioni accordate nell’ambito di questo accordo dovessero causare perturbazioni sui mercati agricoli svizzeri, la Svizzera/l’AELS hanno negoziato un meccanismo di protezione efficace che consente di sospendere temporaneamente le concessioni in caso di emergenza. 2 e 3. Come indicato ai punti 1 e 5, l’accordo è stato concepito in modo tale da non avere un impatto significativo sull’agricoltura svizzera. Si osservi che anche l’agricoltura svizzera beneficia dell’accordo, poiché esso offre alle specialità svizzere un nuovo accesso ai mercati del Mercosur, ad esempio per il formaggio e il cioccolato. Inoltre, 110 indicazioni geografiche e denominazioni di origine svizzere beneficeranno di una protezione speciale negli Stati del Mercosur, tra cui figurano numerose denominazioni di vini e formaggi svizzeri. Ciò detto, il Consiglio federale è a conoscenza del parere dell’Unione svizzera dei contadini (USC) su questo accordo e delle sue richieste di misure di accompagnamento. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) è in contatto con l’USC ed esaminerà attentamente le questioni sollevate e le richieste. 4. Tutti gli obblighi svizzeri in materia di trasparenza per i consumatori e tutte le prescrizioni vigenti per la commercializzazione dei prodotti rimarranno pienamente applicabili una volta che l’accordo sarà entrato in vigore. Non potrà essere importato alcun prodotto che superi i valori limite fissati dalla legislazione svizzera. L’accordo mantiene quindi tutte le protezioni in vigore e apporta inoltre un valore aggiunto nel campo dell’agricoltura sostenibile. Esso stabilisce in particolare che, per garantire pratiche agricole sostenibili, è necessario rinunciare agli stimolatori della crescita ormonali nella produzione di carne, eliminare gradualmente l’uso di agenti antimicrobici come gli stimolatori della crescita negli animali e garantire la salute e il benessere degli animali. L’accordo istituisce infine nuovi dialoghi bilaterali nei settori dell’agricoltura sostenibile, dell’ingegneria genetica, dell’uso di antibiotici e pesticidi, nonché nel settore del benessere degli animali. Offre così nuove opportunità di collaborazione su questi temi con gli Stati del Mercosur.