Lexipedia

25.4111 · Mozione · 2025-09-24

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Nella Commissione del Consiglio degli Stati

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali affinché le aziende con partecipazione maggioritaria della Confederazione, aventi sede in Svizzera, non possano delocalizzare posti di lavoro all’estero.

Begründung

La Svizzera è una piazza economica attrattiva e stabile, fondata su una forza lavoro qualificata, su istituzioni affidabili e su una rete infrastrutturale avanzata. Le imprese con partecipazione maggioritaria della Confederazione – come la Posta Svizzera, Swisscom o le FFS – ricoprono un ruolo fondamentale non solo nell’erogazione dei servizi di base, ma anche come datori di lavoro responsabili verso il territorio e la popolazione. Tali imprese godono di una posizione privilegiata, anche in termini di accesso ai capitali pubblici e alla credibilità istituzionale, e devono pertanto assumersi una responsabilità particolare verso l’economia nazionale. Un esempio recente e allarmante è rappresentato dalla decisione della Posta Svizzera di creare, entro il 2030, 200 nuovi posti di lavoro nel settore IT in Portogallo, a scapito di un numero equivalente di impieghi in Svizzera. Tale scelta non si configura come semplice espansione, bensì come una delocalizzazione netta di competenze, motivata da presunti ostacoli al reclutamento di personale qualificato in Svizzera. Contestualmente, il centro IT di Lisbona, aperto nel 2022, è destinato a raggiungere 260 collaboratori, consolidando così la dipendenza da infrastrutture e competenze esterne in settori altamente sensibili.

Questa strategia indebolisce la piazza economica svizzera, erode le competenze digitali interne e solleva preoccupazioni significative sul piano della sicurezza. L’affidamento di attività quali il voto elettronico o la protezione del segreto epistolare a strutture estere potrebbe compromettere la fiducia nei servizi pubblici e nella capacità dello Stato di garantire la propria sovranità digitale. L’obiettivo delle imprese pubbliche è di garantire servizi di qualità, affidabilità e sicurezza. L’esternalizzazione mette a rischio queste priorità, indebolendo la resilienza strategica del Paese. L’autonomia imprenditoriale, spesso evocata, non può costituire un alibi per disimpegnarsi dalle responsabilità pubbliche. Le imprese con partecipazione pubblica devono rispettare vincoli strategici e normativi, specialmente quando le loro decisioni incidono sulla coesione nazionale, sull’occupazione e sulla sicurezza. Le delocalizzazioni di funzioni tecniche e amministrative da parte di aziende federali stanno diventando sistemiche. Senza un chiaro segnale politico, vi è il rischio concreto di uno svuotamento progressivo delle competenze nazionali nei settori strategici. La soluzione non è delocalizzare, ma investire nella formazione e nella valorizzazione dei talenti interni. Le imprese federali dovrebbero essere un motore per la qualificazione della manodopera nazionale, non promotrici della sua sostituzione tramite outsourcing.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale guida le imprese parastatali FFS, Posta Svizzera e Swisscom mediante obiettivi strategici e attende da loro una politica del personale avanzata e socialmente responsabile. Nella loro organizzazione, le aziende devono tenere conto delle esigenze delle diverse regioni della Svizzera. In linea di principio il Consiglio federale non interferisce invece nelle attività operative. La Posta prevede di ampliare gradualmente il suo centro IT a Lisbona entro al fine del 2030. L’azienda assicura che ciò non comporterà licenziamenti in Svizzera. Al contrario, negli ultimi anni la Posta ha creato nel nostro Paese nuovi posti di lavoro nel settore IT e nel 2024 ha aperto una nuova sede a Losanna per reclutare personale specializzato soprattutto dalla Svizzera francese. L’azienda prevede che, a causa di fluttuazioni naturali, nei prossimi cinque anni si verranno a creare in Svizzera circa 500 posti vacanti. Di questi, circa 130 saranno occupati all’estero. Per quanto concerne Swisscom, la continua pressione sui prezzi sul mercato svizzero delle telecomunicazioni e dell’IT fa sì che l’azienda debba ridurre costantemente i costi per motivi di natura economico-aziendale, in modo da poter continuare a investire anche in futuro nella rete in fibra ottica e nella rete mobile in tutte le regioni della Svizzera. Per questi motivi anche Swisscom, come altre aziende del settore, delocalizza alcuni servizi IT in Paesi limitrofi e lontani e attualmente occupa circa 600 collaboratori a Riga e a Rotterdam. Sia la Posta che Swisscom sottolineano che la Svizzera rimarrà la sede principale per i servizi IT anche in futuro e che i posti vacanti continueranno in buona parte a essere occupati nel nostro Paese. Inoltre le due aziende ritengono molto importanti la formazione e la formazione continua nel settore IT. Dopo aver completato con successo il loro apprendistato, gli apprendisti continueranno per quanto possibile a essere impiegati nel settore. Del resto va considerato che la prevista creazione di posti di lavoro all’estero non è tale da avere un impatto significativo sul mercato del lavoro svizzero. Il Consiglio federale attende ovviamente dalle imprese parastatali che la sicurezza dei dati sia sempre e del tutto garantita anche nelle attività all’estero. La creazione di posti di lavoro all’estero nel settore IT è compatibile con gli obiettivi strategici delle imprese parastatali, in quanto è finalizzata al reclutamento sul mercato internazionale di personale IT altamente specializzato, al supporto delle attività in Svizzera e alla garanzia della competitività e capacità di innovazione delle aziende. Limitare la libertà imprenditoriale di queste ultime nello sviluppo di posti di lavoro all’estero potrebbe compromettere la loro competitività in Svizzera. Visto quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno un adeguamento delle basi legali volto a impedire la delocalizzazione all’estero di posti di lavoro da parte delle imprese a partecipazione maggioritaria della Confederazione aventi sede in Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.