25.4132 · Interpellanza · 2025-09-24
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il laboratorio sotterraneo del Mont Terri rappresenta un’infrastruttura di ricerca per il deposito geologico finale delle scorie radioattive riconosciuta a livello internazionale e al momento è finanziato da swisstopo (Ufficio federale di topografia) in collaborazione con numerosi partner. Per motivi economici, la Confederazione prevede di ritirarsi dal finanziamento della gestione del laboratorio sotterraneo del Mont Terri. Alla luce dei progressi nel processo di scelta delle ubicazioni destinate ai depositi in strati geologici profondi per le scorie radioattive e in considerazione del dibattito in corso circa il ruolo futuro dell’energia nucleare in Svizzera, ci si chiede se il progetto della Confederazione di ritirarsi dal finanziamento di questo laboratorio in funzione sia sensato. Inoltre, al momento non è chiaro quali conseguenze potrebbe avere un progetto simile sulla continuazione degli esperimenti in corso e sul rispetto degli impegni internazionali.A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:Nell’agosto di quest’anno, il Consiglio federale ha deciso di revocare il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari. Non dovrebbe, a questo proposito, sostenere anche un coerente mantenimento del supporto scientifico allo smaltimento delle scorie nucleari e quindi continuare il finanziamento del laboratorio sotterraneo del Mont Terri?Un ritiro unilaterale della Confederazione dal finanziamento del laboratorio non contraddice i principi secondo i quali lo Stato dovrebbe agire in buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), dato che i partner e le comunità di ricercatori avevano fatto affidamento sul continuo sostegno della Confederazione? Il Consiglio federale è consapevole delle eventuali conseguenze di responsabilità civile che potrebbe avere questo suo ritiro?Quali sono le considerazioni del Consiglio federale in merito alla possibilità di garantire il finanziamento del laboratorio sotterraneo del Mont Terri attraverso programmi di ricerca nazionali, con i fondi della ricerca di base stanziati dal Fondo nazionale svizzero (FNS) oppure tramite Innosuisse?
Stellungnahme des Bundesrates
Il ritiro della Confederazione dalla gestione del laboratorio sotterraneo del Mont Terri (LSMT) è dovuto al pacchetto di misure di alleggerimento 27, al quale il DDPS (swisstopo) deve contribuire con 1,5 milioni di franchi. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza sociale e scientifica del LSMT. Tuttavia, ci si chiede se l'amministrazione federale centrale debba gestire un laboratorio scientifico o se non sia più adatta a farlo un'altra istituzione. Per rispondere alle domande:1. swisstopo gestisce attualmente il LSMT ai sensi dell'articolo 7 capoverso 2 dell'ordinanza sulla geologia nazionale (OGeol; RS 510.624).
L'obbligo di smaltimento sicuro spetta agli esercenti degli impianti nucleari (art. 31 cpv. 1 LENu). L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) è l'autorità di vigilanza in materia di sicurezza nucleare (art. 70 cpv. 1 lett. a LENu). La direzione delle procedure di autorizzazione generale, di costruzione e di esercizio, nonché delle procedure relative al piano settoriale per i depositi geologici profondi spetta all'UFE. swisstopo non ha alcun mandato legale per il monitoraggio scientifico delle scorie radioattive in Svizzera e non è quindi responsabile in merito.
Il Consiglio federale è interessato a un accompagnamento scientifico dello smaltimento delle scorie radioattive. Ciò non significa tuttavia che swisstopo debba gestire il laboratorio sotterraneo. Il Consiglio federale ritiene che anche nel LSMT debba valere il principio «chi inquina paga» e ha quindi incaricato il DDPS (swisstopo), nell'ambito del pacchetto di sgravi 27, di esaminare il trasferimento della responsabilità del LSMT a un terzo esterno all'Amministrazione federale.2. Il lavoro del LSMT si basa su diversi accordi tra i 22 partner nazionali e internazionali (swisstopo è partner) e tra la Confederazione e il Cantone del Giura. Questi accordi prevedono tutte le possibilità di recesso (con un preavviso di 12 mesi a metà anno) e le relative condizioni. Il recesso è stato quindi previsto consapevolmente dalle parti contraenti. La Confederazione (rappresentata da swisstopo) ha manifestato l'intenzione di recedere da questi accordi al 31 dicembre 2026. Non è ancora stata presentata una disdetta definitiva. Secondo il Consiglio federale, non sussiste quindi alcuna violazione dei principi dell'azione statale in buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.). Un'eventuale uscita della Confederazione comporta l'obbligo di smantellare il laboratorio e gli impianti. A tal fine viene costantemente alimentato un fondo che consentirebbe alla Confederazione di adempiere ai propri obblighi nei confronti del Cantone sede del laboratorio.
In caso di ritiro della Confederazione, sarebbe inoltre necessaria una modifica dell'articolo 7 capoverso 2 dell'OGeol.3. Il Consiglio federale rimanda agli strumenti consolidati per la promozione di progetti di ricerca e innovazione del Fondo nazionale svizzero (FNS) o di Innosuisse. Questi strumenti di promozione sono strutturati in modo bottom-up e orientati alla concorrenza. Servono a sostenere progetti o programmi di ricerca e innovazione eccellenti, limitati nel tempo e legati a progetti specifici, con obiettivi scientifici chiaramente definiti e non possono essere utilizzati per il finanziamento istituzionale o per coprire i costi di esercizio correnti delle infrastrutture.