Lexipedia

25.4139 · Interpellanza · 2025-09-24

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

I social media occupano un posto centrale nella vita dei giovani. I loro algoritmi mirano a massimizzare il tempo trascorso davanti allo schermo, spesso a scapito del benessere, anche se diversi Paesi li stanno già regolamentando. In Svizzera, per il momento questa tematica non è stata praticamente trattata.

  • Come si valutano i rischi cui algoritmi che creano dipendenza espongono i minori?

  • Quali misure sono previste per ridurre la dipendenza (p. es. predefinire la cronologia, limitare lo scorrimento automatico e le notifiche notturne)?

  • Quali insegnamenti trae dalle misure adottate all’estero (UE, Regno Unito, New York, Australia)?

  • Quale sostegno si prevede per le famiglie e le scuole al fine di aiutare i minori a navigare in modo sicuro online?

Begründung

Le prove si accumulano: oltre le tre ore al giorno, il rischio per gli adolescenti di sviluppare sintomi di depressione e ansia raddoppia (studio del 2023). Inoltre, il Surgeon General americano (2023) rileva anche disturbi del sonno e danni all’immagine di sé. In Svizzera, alcune ONG segnalano un aumento delle richieste legate alla dipendenza da Internet.Ottimizzati al fine di coinvolgere gli utenti, a ogni pausa o rilettura gli algoritmi propongono contenuti simili, creando dannosi circoli viziosi. Da alcune analisi è emerso che i consigli di TikTok possono esporre in pochi minuti a contenuti relativi all’autolesionismo o ai disturbi alimentari. Senza il flusso algoritmico, il tempo di utilizzo diminuisce notevolmente, il che mostra che la progettazione alimenta il consumo eccessivo più della semplice volontà. Inoltre, gli algoritmi amplificano contenuti polarizzanti: ideologia di genere, tendenze di odio verso il proprio corpo o discorsi estremisti.Rafforzano le disuguaglianze: un rapporto della Commissione europea (2022) sottolinea come i sistemi di raccomandazione tendano ad amplificare gli stereotipi e a penalizzare i gruppi vulnerabili. Dal punto di vista della protezione dei consumatori, l’interesse e i dati dei minori vengono sfruttati a fini di lucro, con scarsa trasparenza.Diverse democrazie stanno agendo: il Regno Unito con valutazioni dei rischi e sanzioni (Online Safety Act), New York con la limitazione dei flussi algoritmici senza il consenso dei genitori (SAFE Act), l’Australia con il divieto di accesso ai minori di 16 anni con rigorosa verifica dell’età. Se non agisce rapidamente, la Svizzera rischia di rimanere indietro.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Gli algoritmi dei social media consentono di selezionare, organizzare e raccomandare contenuti a ciascun utente, suggerendogli contenuti, prodotti e informazioni che corrispondono ai suoi interessi. Questi algoritmi determinano anche che cosa non sarà mostrato agli utenti. Tale modalità di funzionamento comporta alcuni aspetti problematici. Il fatto di non poter accedere a una varietà di contenuti può aumentare il rischio di polarizzazione delle opinioni. La personalizzazione algoritmica può inoltre far sì che contenuti problematici (p. es. narrazioni discriminatorie o estremiste o «sfide» pericolose) siano sovrarappresentati nel feed di notizie. Va sottolineato che gli algoritmi di per sé non sono considerati causa di dipendenza. Tuttavia, dato che il loro obiettivo principale è effettivamente di aumentare il tempo trascorso dall’utente sulla piattaforma, possono portare a un uso eccessivo. 2. e 3. Al momento la Confederazione sta lavorando a diversi dossier incentrati sull’utilizzo dei social media. Il 30 ottobre 2025, il Consiglio federale ha posto in consultazione un avamprogetto di legge federale per la regolamentazione delle grandi piattaforme di comunicazione e dei grandi motori di ricerca (come YouTube, Facebook, Instagram, TikTok, X e Google). L’obiettivo del progetto è rafforzare i diritti di tutti gli utenti in Svizzera ed esigere dalle piattaforme una maggiore trasparenza. Gli obblighi in materia di trasparenza e di comunicazione dovrebbero consentire di valutare meglio l’impatto delle attività delle grandi piattaforme di comunicazione e dei motori di ricerca sui diritti fondamentali di tutti gli utenti. Il progetto non prevede disposizioni specifiche sulla protezione dei minori. I destinatari della consultazione potranno tuttavia esprimersi su aspetti concreti della protezione dei minori. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) è inoltre incaricato di redigere un rapporto in adempimento dei postulati Vara 24.4480 «Salute mentale dei giovani ed esposizione ai social media. Che cosa viene fatto?» e Graf Maya 24.4592 «Proteggere i bambini e i giovani dal consumo nocivo di social media». I postulati chiedono di esaminare quali misure potrebbero essere adottate per proteggere i bambini e i giovani dal consumo nocivo di social media. Nei suoi pareri, il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad analizzare più a fondo gli effetti dell’utilizzo dei social media sulla salute mentale dei giovani e a valutare eventuali misure. In questo contesto saranno esaminate anche le misure attuate in altri Paesi, in particolare per individuare le pratiche collaudate. Sul tema della protezione degli adolescenti e dei giovani adulti online è stato inoltre depositato il postulato Schneider 25.3824 «Servizio di contatto per le vittime di violenza digitale», che incarica il Consiglio federale di esaminare le possibilità di istituire un servizio di contatto e consulenza per le vittime di violenza digitale. Il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato, che non è ancora stato trattato in Consiglio nazionale. 4. Al fine di promuovere un utilizzo sicuro dei media digitali, il Consiglio federale ritiene indispensabile svolgere attività di prevenzione. Dal 2011 la piattaforma nazionale Giovani e media dell’UFAS contribuisce alla promozione delle competenze mediali. Attraverso il sito Internet giovaniemedia.ch, diverse pubblicazioni (guide e volantini), un blog, i social media e una newsletter, la piattaforma informa e sensibilizza le famiglie (genitori, nonni ecc.) e le scuole (insegnanti, direttori scolastici, assistenti sociali scolastici) sulle opportunità e sui rischi dei media digitali. In questo modo s’intende fornire alle persone coinvolte le conoscenze per accompagnare in modo competente i bambini e i giovani nell’utilizzo dei media digitali, compresi i social media. Per quanto riguarda il tema degli algoritmi, la piattaforma Giovani e media informa sui rischi di polarizzazione delle opinioni, di caduta in una spirale negativa e di doomscrolling. Offre inoltre consigli per individuare usi problematici e proteggere la salute mentale dei giovani. Le scuole svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella promozione delle competenze mediali. L’integrazione di queste ultime nei piani di studio delle diverse regioni linguistiche (Lehrplan 21, Plan d’études romand, Piano di studio) consente di sensibilizzare i giovani su questi temi e di organizzare corsi di formazione e formazione continua per gli insegnanti. Nel contesto scolastico, l’utilizzo dei media da parte dei bambini e dei giovani è molto più limitato rispetto a quello che avviene al di fuori di esso, come emerge da uno studio del Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa (SKBF Staff Paper #26, disponibile in tedesco e in francese).