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25.4142 · Interpellanza · 2025-09-24

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La cattura di CO₂ negli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) rientra nella strategia climatica della Confederazione. I media segnalano aumenti significativi delle tasse per le economie domestiche (tra l’altro nella Svizzera centrale), con una moltiplicazione, in alcuni casi, delle attuali tasse sui rifiuti. In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. A quanto ammontano i costi d’investimento e gli attuali costi d’esercizio per la cattura di CO₂ negli IIRU, e qual è la durata dei periodi di ammortamento?

  2. Secondo la Confederazione, di quanto aumenterà in media la tassa per singolo sacco dei rifiuti (p. es. sacco da 35 litri)?

  3. In che modo la durata del periodo di ammortamento influisce sul calcolo dei costi e sulla formazione dei prezzi?

  4. Oggi quali contributi finanziari o sovvenzioni ricevono già i gestori degli IIRU dal fondo per il clima o da altri fondi della Confederazione?

  5. Quali ulteriori possibilità di sostegno sono previste per contenere gli aumenti delle tasse a carico della popolazione?

  6. Il Consiglio federale come valuta la sostenibilità sociale di un aumento considerevole del prezzo per singolo sacco dei rifiuti?

  7. Il Consiglio federale quali alternative considera rispetto alla ripartizione totale dei costi d’investimento sulle economie domestiche?

Stellungnahme des Bundesrates

La legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli, RS 814.310) sancisce che la Svizzera deve raggiungere un bilancio pari a zero delle proprie emissioni di gas serra entro il 2050. A questo fine, anche gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) devono ridurre il più possibile le loro emissioni entro lo stesso anno. Gli IIRU possono evitare di produrre emissioni fossili mediante la cattura e il sequestro di CO2 (CCS) e raggiungere emissioni negative (NET) attraverso la cattura della quota biogena.

1) - 3) Al momento non è possibile rispondere in modo definitivo alle domande relative ai costi. Uno studio sulla stima dei costi per un sistema CCS in Svizzera entro il 2050 (www.bafu.admin.ch > Pubblicazioni, media > «Kostenschätzung für ein CCS-System in der Schweiz bis 2050» – testo disponibile solo in lingua tedesca) illustra diversi scenari per il periodo 2028 – 2050 e prevede costi tra 11 e 21 miliardi di franchi per la creazione e la gestione di una catena di processo CCS per le emissioni di CO2 prodotte da tutti gli impianti di grandi dimensioni (ad es. IIRU o cementifici) del nostro Paese. Circa un terzo di tali costi rientra tra i costi d’investimento e due terzi figurano tra i costi d’esercizio per la cattura, il trasporto e il sequestro di CO2. Per gli impianti CCS si ipotizza una durata di ammortamento di circa 25 anni, che corrisponde a un costo medio di circa 180 franchi per tonnellata di CO2 catturata e sequestrata. Se la totalità dei costi venisse effettivamente trasferita alle tasse sui sacchi dei rifiuti basate sulla quantità, i prezzi verrebbero probabilmente aumentati in modo graduale per un periodo di tempo più lungo.

4) e 5) Gli IIRU sono attualmente esentati dal partecipare al sistema nazionale di scambio di quote di emissioni. In contropartita, si sono impegnati con la Confederazione a mettere in servizio entro il 2030 almeno un separatore di CO2 con una capacità nominale minima di 100 000 tonnellate di CO2 l’anno e a elaborare una soluzione di finanziamento per questo impianto pionieristico entro il 2026. Per adempiere i loro obblighi, non ricevono alcun finanziamento da parte della Confederazione. I gestori di IIRU che intendono attuare misure che vanno oltre tali impegni possono già richiedere aiuti finanziari secondo l’articolo 6 LOCli. È inoltre possibile richiedere contributi d’investimento destinati alla produzione di energia elettrica per nuovi impianti, nonché ampliamenti o rinnovamenti considerevoli.

Le possibilità di sostegno che saranno disponibili in futuro per la CCS dipenderanno da come le emissioni di CO2 prodotte dagli IIRU saranno disciplinate nell’ambito della politica climatica dopo il 2030. Ad esempio, con l’integrazione nel sistema di scambio di quote di emissioni, gli impianti CCS potrebbero beneficiare di fondi derivanti dai proventi della vendita all’asta dei diritti di emissione.

6) e 7) Al momento è ancora aperta la questione di come finanziare la costruzione e l’esercizio di impianti per la cattura e il sequestro del CO2 prodotto dagli IIRU. Si stanno esaminando varie opzioni, anche nell’ambito dei lavori in corso sulla politica climatica dopo il 2030, che comprendono l’adempimento del postulato 23.3219 Reichmuth «Una tassa anticipata sullo smaltimento del carbonio per le materie plastiche sarebbe al passo coi tempi?» e nel quadro dell’attuazione della mozione 24.4256 «Legislazione nazionale sulla cattura, il trasporto e lo stoccaggio di CO2» della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati .