Rinvii coatti. Perché la Svizzera ignora le raccomandazioni della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura?
25.4143 · Interpellanza · 2025-09-24
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
In rapporto alla sua popolazione, la Svizzera è il Paese che effettua il maggior numero di rinvii coatti in Europa. La Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT), indipendente e incaricata dalla Confederazione di controllare tali procedure dal 2012, pubblica ogni anno un rapporto che evidenzia problemi ricorrenti.
Nonostante le sue ripetute raccomandazioni, persistono pratiche in contrasto con i diritti fondamentali:
ricorso a misure coercitive preventive e sproporzionate;
assenza di interpreti professionisti, lasciando talvolta assumere questo ruolo ai bambini in occasione dell’espulsione di famiglie;
accompagnamento delle donne da parte di personale di sesso femminile non garantito;
presenza di personale armato nei contatti diretti con le persone espulse;
agenti a viso coperto (mascherina o passamontagna) senza base legale chiara né motivo documentato.
Queste constatazioni sollevano seri interrogativi sulla conformità di tali procedure con i diritti umani, il diritto internazionale e gli impegni della Svizzera.
Chiedo dunque al Consiglio federale:
Quali misure a breve termine intende adottare per porre fine alle pratiche identificate come problematiche dalla CNPT?
Come giustifica che gran parte delle ripetute raccomandazioni della CNPT non vengano effettivamente attuate?
Prevede di rafforzare il mandato e i mezzi della CNPT per garantire un controllo effettivo del rispetto dei diritti fondamentali in occasione dei rinvii coatti e contrastare la poca trasparenza delle pratiche attuali?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale ritiene importante che le persone obbligate a partite possano ritornare in patria in modo dignitoso. Da luglio 2021 la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) è pertanto incaricata di monitorare, nel quadro del suo mandato legale, l’esecuzione degli allontanamenti secondo il diritto in materia di stranieri. Una volta all’anno stila un rapporto all’attenzione del Dipartimento federale di giustizia e polizia e della Conferenza cantonale delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP). Come negli anni precedenti, nel suo ultimo rapporto la CNPT attesta alle autorità d’esecuzione un comportamento professionale e rispettoso nei confronti dei rimpatriandi. Per quanto riguarda le singole raccomandazioni, il Consiglio federale rinvia alle considerazioni nel parere del Comitato tecnico Ritorno ed esecuzione degli allontanamenti (Comitato tecnico), organo paritetico di Confederazione e Cantoni. Il parere si basa su un’analisi approfondita delle raccomandazioni della CNPT. Le procedure applicate in occasione degli allontanamenti sono esaminate in maniera periodica con i partner responsabili e se necessario adeguate, tenendo conto anche delle raccomandazioni formulate dalla CNPT. Queste ultime sono parimenti trattate nel gruppo di lavoro Rimpatrio, istituito dal Comitato tecnico e dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) per ottimizzare l’esecuzione degli allontanamenti, e integrate in maniera appropriata nelle formazioni e formazioni continue degli agenti di scorta di polizia. Infine, le osservazioni e le raccomandazioni della CNPT sono pure discusse regolarmente nel quadro di un dialogo specialistico istituzionalizzato tra la CNPT, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), la CCPCS, l’Associazione dei servizi cantonali di migrazione (ASM) e le imprese incaricate dell’accompagnamento medico dei rimpatriandi. Ad esempio, seguendo le raccomandazioni della CNPT i diritti specifici delle famiglie e dei bambini sono stati integrati nelle formazioni e formazioni continue degli agenti di scorta di polizia. Inoltre, un gruppo di lavoro istituito dalla SEM e responsabile per le questioni legate alle famiglie e ai minorenni tratta in maniera approfondita alcuni aspetti di questa tematica. Sono stati peraltro definiti modelli per il ricorso a misure coercitive nei fermi e nei trasferimenti verso l’aeroporto, il che costituisce la base per una procedura coerente e uniforme per i Cantoni coinvolti. Occorre tuttavia rilevare che numerose raccomandazioni riformulate ogni anno dalla CNPT riguardano procedure espressamente previste dalla legge (p. es. l’esecuzione scaglionata dell’allontanamento se vari membri della famiglia lasciano scadere inutilizzato il termine di partenza, l’impiego di manette o il porto di armi da parte della polizia durante gli interventi). Il ricorso a mezzi coercitivi (p. es. immobilizzazioni) e la sua durata dipendono sempre dal comportamento del rimpatriando e dalle circostanze concrete. Per di più, oltre al diritto federale, anche il diritto cantonale è applicabile in occasione degli allontanamenti. 3. Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che le autorità d’esecuzione rispettino già oggi le prescrizioni legali. Il monitoraggio dei rinvii costituisce uno strumento importante per garantire che gli allontanamenti siano eseguiti in maniera conforme alla legge e che i rimpatriandi siano trattati in maniera dignitosa. Il Consiglio federale non ritiene attualmente opportuno estendere o adeguare il mandato della CNPT.