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Swisscom taglia posti di lavoro in Svizzera e ne delocalizza persino altri in Lettonia e nei Paesi Bassi. Il Consiglio federale intende reagire?

25.4149 · Interpellanza · 2025-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Dopo La Posta anche Swisscom sta tagliando posti di lavoro nel settore informatico in Svizzera per delocalizzare il proprio personale con l’unico obiettivo di ridurre i costi salariali. Questa strategia, attuata da un’impresa a partecipazione maggioritaria della Confederazione, è inaccettabile in un momento in cui la Svizzera sta rafforzando la sua offerta di formazione in questo settore e il numero di disoccupati che possiedono un diploma riconosciuto in tale campo è in aumento.

Begründung

Dopo la Posta anche Swisscom, impresa controllata maggioritariamente dalla Confederazione, ha annunciato tagli ai posti di lavoro in Svizzera e delocalizzazioni. Questa volta non è stato scelto il Portogallo, ma Riga in Lettonia e Rotterdam nei Paesi Bassi.

Si vogliono trasferire alcune mansioni correlate allo sviluppo delle tecnologie informatiche e si stima che in queste due città tra i 1000 e i 1400 impiegati di questo settore avranno un contratto con Swisscom.

Più onesta della Posta, Swisscom non sostiene che manchino sul mercato del lavoro le risorse necessarie, ma parla di «continua ottimizzazione dei costi».

Secondo il rapporto della SECO di luglio 2025 sulla situazione del mercato del lavoro sono 6038 i disoccupati del settore informatico iscritti presso gli uffici regionali di collocamento in Svizzera, con un aumento di 190 persone in cerca di lavoro in un mese e di 923 in un anno.

https://cms.news.admin.ch/dam/it/seco/A6hAJ1fxxqNA/2025-07_Die_Lage_auf_dem_Arbeitsmarkt_IT+%281%29.pdf Swisscom delocalizza per pagare salari più bassi rispetto a quelli svizzeri, a scapito del nostro mercato del lavoro locale.

Questo modo di agire svaluta la filiera della formazione in questo settore, in un momento in cui la nostra economia ne ha più che mai bisogno e in cui la collettività ha investito molto in tale settore.

I nostri informatici si ritrovano disoccupati, temporaneamente a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione e costretti ad accettare lavori sottopagati per i quali sono troppo qualificati. Dovranno recarsi loro stessi in Lettonia, nei Paesi Bassi o in Portogallo per essere assunti da un’azienda parastatale svizzera?

Ciò è inaccettabile da parte di un’entità di diritto pubblico a controllo maggioritario della Confederazione e ci si aspetta una reazione ferma da parte del Consiglio federale.

Stellungnahme des Bundesrates

Il mercato dei servizi di telecomunicazione e IT in Svizzera è caratterizzato da una grande dinamica e da una forte concorrenza per l’innovazione. Inoltre è esposto a una pressione sui prezzi e a una persistente carenza di personale qualificato. La pressione concorrenziale dei fornitori esteri di servizi IT e dei gruppi tecnologici internazionali sui fornitori svizzeri di servizi di telecomunicazione e IT è sempre più forte. Molte imprese svizzere compensano la carenza di specialisti e i costi con la delocalizzazione dei servizi IT in Paesi limitrofi e lontani. Anche Swisscom, che è gestita secondo i principi dell’economia aziendale, persegue una strategia simile a quella di altre aziende dello stesso settore. Attualmente l’azienda impiega circa 16 000 persone in Svizzera e circa 600 persone a Riga e a Rotterdam. Con la creazione dei centri DevOps a Rotterdam e a Riga, Swisscom può evitare la tradizionale esternalizzazione a fornitori terzi e sostenere le proprie attività in Svizzera, rafforzando nel contempo la sua competitività e capacità di innovazione. Vista la forte domanda di specialisti in telecomunicazioni e IT, che in molti casi ha comportato una carenza di personale specializzato, in Svizzera si presentano tuttora ottime possibilità di trovare un posto di lavoro interessante. In virtù dell’articolo 6 della legge sull’azienda delle telecomunicazioni (RS 784.11), il Consiglio federale definisce per un periodo di quattro anni gli obiettivi che la Confederazione intende raggiungere in qualità di azionista principale dell’azienda. Il Consiglio federale definisce negli obiettivi strategici anche gli obiettivi in materia di politica del personale. La creazione di posti di lavoro all’estero è compatibile con gli obiettivi strategici di Swisscom, soprattutto se finalizzata al reclutamento sul mercato internazionale di personale IT altamente specializzato e al supporto delle attività in Svizzera. Inoltre, la continua pressione sui prezzi sul mercato svizzero delle telecomunicazioni e dell’IT fa sì che Swisscom debba ridurre costantemente i costi per motivi di natura economico-aziendale, in modo da poter continuare a investire anche in futuro nella rete in fibra ottica e nella rete mobile in tutte le regioni della Svizzera. Limitare la libertà imprenditoriale di Swisscom potrebbe significare che in un prossimo futuro l’azienda non sia più competitiva. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario adeguare gli obiettivi strategici.

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