25.4152 · Interpellanza · 2025-09-25
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il 3 aprile 2025 il Consiglio dei diritti umani ha adottato per consenso la risoluzione A/HRC/58/13, che istituisce un gruppo di lavoro intergovernativo a composizione non limitata incaricato di elaborare e sottoporgli un progetto di strumento internazionale giuridicamente vincolante sui diritti umani degli anziani.
Dopo 14 anni di lavori dell’Open-ended working group on Ageing (gruppo di lavoro aperto sull’invecchiamento), l’adozione di questa risoluzione non era scontata, vista l’opposizione di alcuni Paesi, tra cui la Cina. Questo dimostra che la risoluzione è il risultato di un lavoro serio e di lunga durata. Va rilevato che i lavori di questo gruppo hanno evidenziato importanti lacune nell’ambito dei diritti degli anziani.
E la Svizzera? Alla domanda del consigliere nazionale Nicolas Walder su come la Svizzera sosterrà il processo di miglioramento dei diritti degli anziani nel mondo, il Consiglio federale ha risposto che, pur impegnandosi a rispettare i loro diritti, non è favorevole all’elaborazione di un nuovo trattato internazionale, ritenendo che non vi siano lacune normative in questo ambito.
Tuttavia, il punto 6 della risoluzione del Consiglio dei diritti umani adottata in aprile invita gli Stati, gli organismi, le istituzioni, i fondi e i programmi competenti delle Nazioni Unite, le istituzioni nazionali competenti per i diritti umani e la società civile, in particolare gli anziani e le organizzazioni che li rappresentano, a contribuire attivamente e proficuamente ai lavori del gruppo di lavoro intergovernativo a composizione non limitata. L’obiettivo è adottare un approccio incentrato sulla promozione delle competenze funzionali che permettono agli anziani di condurre una vita che ritengono appagante.
Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Su quale base afferma che non vi sono lacune normative, quando le associazioni attive per la tutela dei diritti degli anziani rilevano numerose discriminazioni?
È disposto a svolgere un’indagine documentata per verificare la reale situazione dei diritti umani degli anziani nei meccanismi esistenti?
La posizione del Consiglio federale non è in contraddizione con il postulato Stocker accolto, che chiede per l’appunto un riesame e un aggiornamento della strategia in materia di politica della vecchiaia?
Stellungnahme des Bundesrates
Durante l’ora delle domande del 17 marzo 2025, nella risposta alla domanda 25.7228 Walder se sosterrà l’elaborazione di una convenzione internazionale sui diritti degli anziani, il Consiglio federale ha esposto brevemente la propria posizione in merito. Qui di seguito la illustra in modo più dettagliato. 1. Il Consiglio federale non contesta che gli anziani possano subire discriminazioni o incontrare problemi nell’applicazione effettiva dei loro diritti. Ritiene semplicemente che non esista una lacuna normativa a livello internazionale. Nella sua valutazione, si basa sugli strumenti di diritto internazionale, vincolanti per la Svizzera, in particolare sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU; RS 0.101), il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto I; RS 0.103.1), il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (Patto II; RS 0.103.2), la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW; RS 0.108) e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD; RS 0.109). Si fonda inoltre sulla prassi degli organi che sorvegliano l’applicazione di queste convenzioni, in particolare l’osservazione generale n. 6 del Comitato Patto I, la raccomandazione generale n. 27 del Comitato CEDAW, l’osservazione generale n. 18 del Comitato Patto II e la raccomandazione CM/Rec(2014)2 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa sulla promozione dei diritti umani delle persone anziane. Questi strumenti garantiscono già la piena tutela dei diritti degli anziani. La difficoltà principale consiste nella loro applicazione efficace ed efficiente. La recente risoluzione A/HRC/RES/58/13 del Consiglio dei diritti umani dell’ONU, volta a preparare un nuovo strumento giuridico internazionale, sottolinea l’importanza dei diritti degli anziani, ma non modifica l’attuale livello di protezione. 2. Al momento il Consiglio federale non prevede di svolgere un’indagine per analizzare la situazione dei diritti umani degli anziani. Una panoramica dei diritti fondamentali, orientata alla pratica, è stata elaborata alcuni anni fa su mandato del Centro svizzero di competenza per i diritti umani ed è servita come base per diverse pubblicazioni (in particolare S. Egli et al., «Droits fondamentaux des personnes âgées en Suisse – un guide pratique», 2019). Dal 2023, con la nuova Istituzione svizzera per i diritti umani, la Svizzera dispone di un organo indipendente che analizza l’attuazione dei diritti umani e informa al riguardo l’opinione pubblica e il mondo politico. 3. La tutela dei diritti degli anziani e la questione della discriminazione faranno parte dei temi che verranno discussi entro la fine del 2027 con gli attori interessati in occasione dell’aggiornamento della politica della vecchiaia, chiesto nel postulato Stocker 24.3085 «Rielaborare e aggiornare la politica nazionale della vecchiaia». Non vi è alcuna contraddizione tra questo e il fatto di ritenere che non sia necessario adottare nuove norme speciali di diritto internazionale pubblico.