25.4166 · Interpellanza · 2025-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La Posta intende spostare 200 impieghi nel settore informatico dalla Svizzera al Portogallo entro il 2030, argomentando con la necessità di trovare profili IT altamente qualificati. In sostanza, gli impieghi in Portogallo aumenteranno di 200 unità, mentre quelli in Svizzera si ridurranno nella medesima misura (se non in misura maggiore).
Il tema era già emerso nel 2022 quando la Posta, aprendo la filiale di Lisbona, annunciava 120 assunzioni in Portogallo nel medio termine. Ora emerge che le cifre sono ben più elevate.
Inoltre, contestualmente all’apertura della filiale di Lisbona, la Posta annunciava l’obiettivo di creare ulteriori 200 impieghi IT in Svizzera (vedi il parere del CF sulla mozione 22.3945), mentre ora accade il contrario.
In passato il Consiglio federale, prendendo posizione su atti parlamentari in tal senso, ha sempre rifiutato di intervenire contro le delocalizzazioni postali, richiamandosi all’autonomia dell’azienda.
La Posta non solo delocalizza impieghi, ma aumenta le proprie partecipazioni all’estero, non di rado in perdita. Al momento il “Gigante Giallo” partecipa a circa 45 società straniere.
Chiedo al CF:
Come valuta il CF il progetto della Posta di creare 200 posti di lavoro a Lisbona entro il 2030, mentre in Svizzera il numero di impieghi nel settore calerà di centinaia di unità?
Nel suo parere sulla mozione 22.3945, il CF scriveva: “La Posta continua a perseguire il suo obiettivo di creare circa 200 nuovi posti di lavoro nel settore IT in Svizzera”. Ora tale obiettivo sembra essere stato abbandonato, e anzi addirittura trasformato nel contrario (cancellazione di centinaia di impieghi in Svizzera “senza licenziamenti”). Qual è la posizione del CF al proposito?
E’ intenzione del CF frenare le delocalizzazioni della Posta, tanto più che esse avvengono in contemporanea con riduzioni del servizio in Svizzera?
E’ intenzione del CF, nella determinazione degli obiettivi strategici della Posta, porre a quest’ultima delle limitazioni in materia di partecipazioni all’estero, anche in considerazione del fatto che queste non di rado sono in perdita?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale guida la Posta Svizzera fissando obiettivi strategici e attende dall’azienda una politica del personale avanzata e socialmente responsabile. In linea di principio non interferisce nelle sua attività operative. Dal 2022 la Posta ha un centro IT a Lisbona. Vista l’esperienza positiva maturata finora, l’azienda prevede di ampliare gradualmente questa sede estera entro la fine del 2030, al fine di garantire la propria competitività e offrire servizi al passo con i tempi. La Posta assicura che ciò non comporterà né licenziamenti né la delocalizzazione di posti di lavoro. L’azienda prevede che, a causa di fluttuazioni naturali, nei prossimi cinque anni si verranno a creare in Svizzera circa 500 posti vacanti. Di questi, circa 130 saranno occupati all’estero, il che significa che in futuro circa il 20 per cento delle posizioni nel settore IT si troveranno all’estero. Tuttavia, la Svizzera rimarrà la sede principale per i servizi IT e i futuri posti vacanti continueranno in buona parte a essere occupati nel nostro Paese. Negli ultimi anni la Posta ha infatti creato nuovi posti di lavoro nel settore informatico in Svizzera. Ad esempio, nel 2024 è stata aperta una nuova sede a Losanna per reclutare personale specializzato soprattutto dalla Svizzera francese. Del resto circa l’80 per cento degli apprendisti nel settore IT continua a essere impiegato dalla Posta dopo aver completato con successo il proprio apprendistato. La creazione di posti di lavoro all’estero nel settore IT è compatibile con gli obiettivi strategici della Posta, in quanto è finalizzata al reclutamento sul mercato internazionale di personale IT altamente specializzato, al supporto delle attività in Svizzera e alla garanzia della competitività e capacità di innovazione dell’azienda. Limitare la libertà imprenditoriale della Posta nello sviluppo di posti di lavoro o partecipazioni all’estero potrebbe compromettere la sua competitività in Svizzera Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario adeguare gli obiettivi strategici.