25.4187 · Mozione · 2025-09-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un progetto volto a introdurre un freno ai costi della regolamentazione per tutelare le PMI. Nel corso del processo legislativo, le leggi federali e i trattati internazionali che causano notevoli costi aggiuntivi per le PMI dovranno soddisfare maggiori requisiti. Si potrebbero prevedere una maggioranza qualificata da raggiungere in entrambe le Camere o l’obbligo di abrogare o modificare almeno nella stessa misura atti normativi esistenti, affinché lo sgravio riesca perlomeno a compensare l’entità dell’onere aggiuntivo.
Il freno ai costi della regolamentazione dovrebbe essere applicato se la problematica riguarda un certo numero di PMI svizzere o se i costi aggiuntivi previsti per le PMI superano una certa soglia.
Begründung
L’onere amministrativo legato a un’eccessiva regolamentazione ha un costo elevato. Secondo un’estrapolazione dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), la regolamentazione statale tramite leggi, ordinanze, ecc. genera costi per circa 70 miliardi di franchi all’anno, pari a più del 10 per cento del PIL. Le grandi società possono gestire normative complesse dotandosi di appositi servizi, mentre le PMI in generale non sono in grado di farvi fronte, perché la spesa è molto elevata rispetto alle loro dimensioni e rappresenta spesso un onere sproporzionato. Nella difficile situazione economica attuale, con gli elevati dazi statunitensi e le difficoltà economiche di molti Paesi dell’Unione europea (UE), è necessario rafforzare le PMI in quanto vera propria spina dorsale dell’economia e della società svizzera. È quindi importante tutelare le PMI svizzere frenando i costi legati alla regolamentazione. Nell’ambito del processo legislativo si dovrebbero applicare maggioranze qualificate per le leggi e i decreti che stabiliscono nuove disposizioni per le PMI (come nel caso del freno all’indebitamento). A livello cantonale la concorrenza intercantonale funge da freno alla regolamentazione, ma a livello federale un correttivo simile non esiste. Il freno in questione può contribuire a colmare questa lacuna. Il fatto che sia difficile prevedere con precisione i costi dell’impatto normativo non può impedire l’introduzione di questo strumento. Basta formulare stime plausibili e precisare il loro grado di affidabilità. Anche la legge sullo sgravio delle imprese (LSgrI) richiede una valutazione dell’impatto dei costi della regolamentazione; non si tratta quindi di una novità. L’istituzione di un freno ai costi della regolamentazione non dovrebbe porre problemi neppure dal punto di vista delle relazioni della Svizzera con l’UE. I timori che il nostro Paese non sia in grado di adempiere i propri obblighi nei confronti dell’UE o che non rispetti le scadenze sono infondati. Se si osserva l’attuazione del diritto negli Stati membri dell’UE, ci si rende subito conto che i singoli Stati hanno un ampio spazio di manovra e che ne fanno uso. Nel momento in cui recepisce il diritto dell’UE, su base volontaria o in virtù di accordi bilaterali, anche la Svizzera ha un margine di manovra sufficiente per tenere conto delle proprie peculiarità e delle proprie esigenze. Inoltre, un freno ai costi della regolamentazione potrebbe svolgere in tale contesto un’importante funzione di salvaguardia contro l’importazione di un’eccessiva burocrazia dall’UE.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale attribuisce un’importanza centrale alla questione di limitare l’onere normativo a carico delle imprese e rafforzare così la competitività della piazza economica svizzera. Per le imprese i costi della regolamentazione sono spesso costi fissi. Questo onere penalizza soprattutto le piccole e medie imprese (PMI).
Il freno alla regolamentazione richiesto dalla mozione sotto forma di voto a maggioranza qualificata per l’adozione di leggi e decreti federali che approvano trattati internazionali, con l’importante onere che ne deriva per le imprese, non è una novità. Già nel 2022, nell’ambito dell’attuazione della mozione 16.3360 Gruppo liberale radicale, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento un progetto esaustivo per l’introduzione di tale freno, comprendente la necessaria modifica della Costituzione e delle relative disposizioni legali (messaggio del 9 dicembre 2022 concernente l’introduzione di un freno alla regolamentazione, FF 2023 168). Come la presente mozione, il progetto in questione prevedeva che gli sgravi proposti fossero considerati nel calcolo dei costi della regolamentazione. Nel 2023 le Camere federali hanno tuttavia deciso di non entrare in materia (oggetto 22.083).
Il Consiglio federale si è sempre opposto a questo tipo di freno normativo, in particolare per considerazioni di carattere politico-istituzionale, per la discutibile efficacia del dispositivo e per le difficoltà pratiche e le incertezze giuridiche legate sua applicazione.
Far dipendere la maggioranza richiesta in Parlamento dall’impatto su un determinato gruppo di destinatari della normativa, in questo caso le imprese o le PMI, significherebbe scindere le leggi in due categorie: quelle che richiedono una maggioranza qualificata perché si ripercuotono sulle imprese e quelle che si ripercuotono su altre parti della società e per le quali è sufficiente una maggioranza semplice. Di conseguenza, la procedura di voto non sarebbe più neutrale rispetto agli oggetti trattati, e interessi altrettanto legittimi, come ad esempio la protezione dell’ambiente o dei lavoratori, sarebbero sistematicamente relegati in secondo piano. Inoltre, un freno alla regolamentazione incentrato esclusivamente sui costi sarebbe inadeguato anche dal punto di vista economico, in quanto non consentirebbe di valutare il rapporto costi-benefici. Infine, come spiegato dal Consiglio federale nel suo messaggio, una maggioranza qualificata permetterebbe solo in rari casi di bocciare un progetto e, quindi, di evitare effettivamente i costi della regolamentazione.
L’adozione della legge sullo sgravio delle imprese (LSgrI, RS 930.31) ha già permesso di rispondere alle principali richieste formulate nella mozione. La LSgrI prevede ad esempio l’obbligo di stimare i costi della regolamentazione, e il suo articolo 4 impone espressamente l’obbligo di verificare, nel quadro di nuovi progetti, le possibilità di semplificazione per le PMI e di abrogazione di normative nello stesso settore. I risultati di queste verifiche devono essere presentati nei rapporti esplicativi e nei messaggi del Consiglio federale. Il Consiglio federale ritiene pertanto che esistano già gli strumenti necessari per evitare ulteriori oneri per le PMI. A tale riguardo, è fondamentale che le pertinenti disposizioni siano applicate in modo sistematico e che si affermino sia all’interno dell’Amministrazione che nelle consultazioni e nelle deliberazioni parlamentari.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.