25.4191 · Mozione · 2025-09-25
Dipartimento delle Finanze
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure che incoraggino le imprese a intensificare le attività di ricerca, sviluppo e produzione in Svizzera, affinché possano offrire i prodotti e le prestazioni di servizi in tutto il mondo.
Il Consiglio federale deve in particolare verificare se i seguenti elementi possano far parte di un pacchetto di misure:
- introduzione di ulteriori deduzioni fiscali per i costi di produzione, analogamente a quelle esistenti per le spese di ricerca e di sviluppo;
- creazione di nuovi crediti d’imposta per le attività di ricerca e di sviluppo.
Begründung
La Svizzera è una nazione esportatrice. Una parte importante del nostro benessere è generato dalle imprese orientate all’esportazione e dai relativi fornitori svizzeri. Tuttavia, le misure protezionistiche all’estero, la forza del franco svizzero e il debole sviluppo economico in importanti mercati di vendita esercitano una pressione sempre maggiore su tali imprese. Al fine di garantire la loro competitività e l’attrattiva del polo industriale svizzero sono necessari strumenti di politica fiscale che esplicano un effetto immediato.
In questo contesto va tenuto conto della mutata situazione nella concorrenza fiscale e tra le piazze economiche scaturita dall’introduzione dell’imposizione minima dell’OCSE. In particolare, occorre analizzare i nuovi strumenti già utilizzati a livello internazionale, tra cui segnatamente i crediti d’imposta rimborsabili qualificati («qualified refundable tax credits», QRTC), che si stanno affermando a livello internazionale come uno strumento promettente e sono utilizzati con successo, ad esempio, a Singapore. La Confederazione deve in particolare individuare le possibilità che permettono un’ampia applicazione di tali strumenti anche in Svizzera e un impiego da parte dei Cantoni finalizzato al rafforzamento delle loro economie.
È di fondamentale importanza che le misure siano consentite a livello internazionale e, in particolare, conformi a quanto stabilito dall’OCSE. Allo stesso tempo dovrebbero essere concepite e dotate di garanzie in modo che gli oneri finanziari e le perdite di gettito fiscale rimangano all’interno di un quadro definito.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo il Competitiveness Ranking dell’IMD, la piazza economica svizzera è una delle più competitive a livello mondiale. Nella classifica del 2025, la Svizzera ha conquistato il primo posto tra 69 Paesi grazie a condizioni quadro stabili, un’infrastruttura integra, condizioni per la formazione e la ricerca ottimali nonché un contesto fiscale attrattivo. Anche nell’International Tax Competitiveness Index della Tax Foundation, la Svizzera occupa un ottimo quarto posto tra i 38 Paesi dell’OCSE esaminati. Gli sviluppi nel settore del commercio internazionale e nel contesto dell’imposizione minima dell’OCSE pongono la Svizzera di fronte a nuove sfide: il 20 agosto 2025, il Consiglio federale ha pertanto deciso di intensificare il proprio impegno per il rafforzamento dell’attrattiva della piazza economica, favorendo l’accesso a nuovi mercati di sbocco (p. es. tramite accordi di libero scambio) e promuovendo sgravi normativi e amministrativi per le imprese (anche in ambito fiscale). All’interno dell’OCSE sono in corso intensi lavori volti a stabilire quali incentivi (fiscali) potranno essere classificati in futuro come «non dannosi» ai sensi dell’imposizione minima dell’OCSE. In base alla normativa dell’OCSE attualmente in vigore, solo i crediti d’imposta rimborsabili qualificati («qualified refundable tax credits», QRTC) sono compatibili. Si tratta di strumenti simili a sovvenzioni, vale a dire non vincolati all’utile; devono quindi essere versati all’impresa entro un periodo di quattro anni se quest’ultima non ha realizzato utili sufficienti in tale arco di tempo e i crediti non hanno potuto essere compensati, in tutto o in parte, con l’imposta dovuta. Alcuni Cantoni (p. es. BS, GR, LU, ZG), soprattutto quelli che sono maggiormente interessati dall’imposizione minima dell’OCSE, intendono offrire questo strumento. Per ragioni di uguaglianza giuridica, le deduzioni o i crediti d’imposta aggiuntivi che, a differenza dei QRTC, sono vincolati all’utile dovrebbero essere accessibili a tutte le imprese che ne hanno diritto in base alle attività o alle uscite da promuovere (p. es. per la ricerca e lo sviluppo) e quindi anche alle imprese interessate dall’imposizione minima dell’OCSE. Tuttavia, a causa dei lavori in corso in seno all’OCSE, non è possibile prevedere se queste misure saranno conformi agli standard dell’OCSE. Se così non fosse, tali misure potrebbero in molti casi non avere alcun effetto di sgravio per le imprese soggette all’imposizione minima, poiché potrebbero essere neutralizzate da imposte integrative nazionali e internazionali. Per questo motivo, non è ancora possibile valutare in modo definitivo le due misure citate nel testo della mozione. Se i nuovi approcci di promozione dovessero affermarsi come conformi agli standard dell’OCSE, ciò potrebbe portare a una nuova situazione di partenza, sia per la Confederazione che per i Cantoni. Tuttavia, occorre tenere presente che la Confederazione riceve solo il 25 per cento del gettito dell’imposta integrativa e che il legislatore costituzionale ha optato per un’attuazione fortemente federalista dell’imposizione minima dell’OCSE. In primo luogo, i Cantoni sarebbero quindi tenuti ad adeguare le loro misure esistenti per rafforzare la piazza economica alla nuova situazione di partenza. Indipendentemente da ciò, il Consiglio federale esaminerà le misure fiscali volte a preservare l’attrattiva della piazza economica nel quadro della risposta al postulato Walti (23.3752).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.