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Stop all'importazione della criminalità francese in Svizzera! Attiviamo i controlli sistematici alla frontiera franco-svizzera

25.4202 · Mozione · 2025-09-25

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie al fine di reintrodurre, in via eccezionale, controlli sistematici alla frontiera interna franco-svizzera conformemente al codice frontiere Schengen (regolamento [UE] 2016/399) per un periodo massimo di sei mesi per contrastare la recrudescenza della criminalità internazionale grave.

Begründung

La Svizzera è attualmente confrontata a una recrudescenza molto preoccupante dei crimini gravi commessi sul suo territorio, tra cui in particolare furti nelle armerie, assalti a furgoni blindati, casi di car-jacking e home-jacking, nonché la distruzione di distributori automatici di banconote (bancomat) tramite esplosivi, rapine, lesioni semplici e gravi ecc. Questi atti sono in aumento e suscitano sempre maggiori preoccupazioni. Finora, le statistiche disponibili non permettono di distinguere i crimini e i delitti a seconda della nazionalità precisa degli autori, ma solo tra cittadini svizzeri e stranieri, senza alcuna suddivisione per Paese di origine. Vari comunicati della polizia rivelano tuttavia che questi reati gravi sono regolarmente attribuiti a persone giunte dall’estero, in particolare dalla Francia. In questo contesto, la presente mozione mira a potenziare la sicurezza pubblica e la protezione dei beni. Chiede di prevedere controlli sistematici e temporanei alla frontiera interna franco-svizzera in caso di grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblici, conformemente alle disposizioni degli accordi di Schengen.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

L’articolo 25 del codice frontiere Schengen (RS 0.362.380.067) consente agli Stati Schengen di ripristinare, in via temporanea ed eccezionale, controlli alle frontiere interne in caso di grave minaccia per l’ordine o la sicurezza pubblici. I competenti servizi federali analizzano costantemente la situazione insieme ai Cantoni interessati e sono sempre in contatto con i Paesi limitrofi. Attualmente le condizioni legali per controlli sistematici alle frontiere ai sensi del codice frontiere Schengen non sono adempiute, in quanto né l’ordine pubblico né la sicurezza interna sono minacciati in maniera grave e tale da giustificare la reintroduzione, quale ultima ratio, di controlli alle frontiere interne. Tuttavia, alle sue frontiere la Svizzera esegue un’attività permanente di controllo doganale nel quadro della quale svolge già oggi controlli delle persone in funzione dei rischi. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) esegue controlli a posti fissi o mobili lungo il confine. Interviene in funzione della situazione e dei rischi. Questi controlli per motivi di polizia saranno intensificati nel quadro dell’attuazione delle mozioni 25.3021 e 25.3026 (Intensificare i controlli ai confini della Svizzera), presentate dalle Commissioni delle istituzioni politiche. La lotta alla criminalità transfrontaliera esige anzitutto una stretta cooperazione operativa e strategica tra tutte le autorità nazionali e internazionali. È particolarmente importante scambiare rapidamente informazioni grazie al sistema d’informazione Schengen SIS e agli accordi bilaterali di polizia, che consentono una cooperazione di polizia semplice e rapida. L’accordo che la Svizzera e la Francia hanno concluso a Parigi il 9 ottobre 2007 (RS 0.360.349.1) offre un quadro appropriato per la cooperazione transfrontaliera nei settori giustizia, polizia e dogana. Permette in particolare la predisposizione di pattuglie miste, lo scambio d’informazioni in tempo reale e il coordinamento degli interventi nella zona di confine. Il Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) di Ginevra svolge un ruolo fondamentale in loco. Collaboratori dell’Ufficio federale di polizia, dell’UDSC, delle polizie cantonali e della Segreteria di Stato della migrazione collaborano 24 ore su 24 con i loro colleghi francesi. Il CCPD consente di scambiare in modo efficiente informazioni doganali e di polizia; grazie al suo lavoro di analisi fornisce ai competenti servizi informazioni di polizia giudiziaria, nonché coordina e supporta le operazioni transfrontaliere. Controlli sistematici delle persone comporterebbero pesanti conseguenze per il traffico frontaliero tra la Svizzera e la Francia. Ogni giorno diverse centinaia di migliaia di persone attraversano la frontiera con la Francia, tra cui quasi 250 000 frontalieri francesi che lavorano in Svizzera. Controlli sistematici si ripercuoterebbero negativamente sulla vita quotidiana nelle regioni di frontiera, sull’economia svizzera e sulle istituzioni pubbliche, ad esempio nel settore della sanità, nonché sull’industria svizzera del turismo.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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