25.4216 · Mozione · 2025-09-25
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Pianificato nel Consiglio nazionale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di riattivare il «dispositivo minato permanente 75» in una forma adeguata alle esigenze odierne per rafforzare la capacità di difesa della Svizzera. A tale riguardo dovranno essere attuate, tra l’altro, le seguenti misure: dotare nuovamente di opere minate le strettoie strategiche come i tunnel, i ponti e i muri di sostegno; proteggere gli assi di traffico nei punti nevralgici, come i passi o le strettoie nelle valli, con ostacoli fissi, come ad esempio sbarramenti anticarro.
Begründung
La guerra in Ucraina ha cambiato radicalmente la situazione in materia di sicurezza in Europa. Gli attacchi convenzionali, considerati improbabili prima del 2022, oggi rappresentano uno scenario reale. Tuttavia l’Esercito svizzero è sottofinanziato e la sua capacità di difesa non è sufficiente. Il rapporto «Futuro delle truppe di terra» (2019) mostra che l’esercito si è orientato verso le minacce ibride, trascurando gli scenari convenzionali. Dopo il 1990 sono stati progressivamente smantellati gli ostacoli e le opere minate e ciò ha permesso di risparmiare in termini di materiale e personale. Oggi la Svizzera dovrebbe spendere almeno 50 miliardi di franchi per equipaggiarsi in modo completo e portare la capacità di difesa a un livello adeguato. Durante la Guerra fredda la Svizzera ha protetto le strettoie strategiche come i ponti, i tunnel e i passi con il «dispositivo minato permanente 75» e con ulteriori ostacoli stazionari come ad esempio sbarramenti anticarro. Queste misure hanno permesso una difesa rapida e parsimoniosa in termini di risorse. Una riattivazione in forma moderna, ad esempio con meccanismi di esplosione telecomandati e sbarramenti anticarro a bassa manutenzione, rafforzerebbe la capacità di difesa in modo economico e terrebbe conto di requisiti di sicurezza moderni. In caso di crisi le opere minate preinstallate permettono di risparmiare tempo, personale e materiale e facilitano il ripristino dell’infrastruttura dopo una crisi. L’investimento una tantum e la manutenzione relativamente bassa di questi dispositivi sono decisamente più economici rispetto alla mobilitazione di risorse a breve termine in caso di evento reale. In considerazione dell’indebolimento dell’esercito, tali misure sono un passo pragmatico e urgente per garantire la sicurezza della Svizzera. Allo stesso tempo la Svizzera seguirebbe una tendenza internazionale, come attualmente sta facendo la Polonia con sbarramenti anticarro fissi su vasta scala.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale continua a ritenere che un’invasione terrestre su vasta scala contro la Svizzera sia attualmente improbabile, ma non può essere completamente esclusa a lungo termine. La decisione di principio del Consiglio federale del 15 maggio 2019 (www.news.admin.ch/it/nsb?id=75062) di modernizzare le truppe terrestri e di adattarle a contesti operativi in rapida e costante evoluzione, così come gli sforzi intensificati dall’inizio della guerra in Ucraina per rafforzare la capacità difensiva dell’esercito, tengono conto di questa valutazione. L’utilità delle misure di ostacolo, come gli sbarramenti anticarro, le opere minate o le infrastrutture di combattimento e condotta, non è messa in discussione, purché tali misure siano integrate in un concetto di difesa moderno e mobile, e collocate nel contesto di uno scenario di minaccia realistico per la Svizzera. L'esercito sta attualmente sviluppando un concetto per impedire o limitare la mobilità di un avversario («contromobilità»), tenendo conto degli insegnamenti tratti dai conflitti attuali. Ad oggi, l’orientamento di questo concetto va nella direzione dell'utilizzo di mezzi mobili moderni (ad esempio le mine anticarro) ed effettori (ad esempio i droni), nonché delle infrastrutture di combattimento idonee ancora disponibili. La riattivazione di un «dispositivo minato permanente 75» adattato e la focalizzazione su infrastrutture di combattimento fisse avrebbero un effetto controproducente sul previsto rafforzamento della capacità di difesa dell'esercito. La creazione di un tale dispositivo non sostituirebbe i necessari investimenti nell'equipaggiamento dell'esercito e, nell'ambito del quadro finanziario esistente, non potrebbe essere né finanziato né gestito o mantenuto. Le risorse dovrebbero essere ridistribuite a scapito dei progetti volti a rafforzare la capacità di difesa.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.