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25.4241 · Mozione · 2025-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare e attuare misure appropriate al fine di ridurre definitivamente l’utilizzo di imballaggi di plastica per l’invio di riviste e altri periodici. A tal fine, si possono esaminare e combinare i seguenti approcci:

  • un incentivo a utilizzare imballaggi alternativi senza plastica (p. es. mediante una riduzione differenziata dei prezzi per la distribuzione postale, secondo l’articolo 16 della legge sulle poste);

  • un accordo con il settore relativo a obiettivi quantificati di riduzione della plastica entro il 2035 (a dieci anni dal deposito della mozione).

Begründung

Nella sua risposta all’interpellanza 25.3645 il Consiglio federale riconosce che gli imballaggi utilizzati per l’invio di riviste generano ogni anno circa 300 tonnellate di rifiuti di plastica. Oltretutto, le riviste vengono spesso gettate nella raccolta della carta senza che sia rimossa la pellicola di plastica nella quale sono avvolte, ostacolando in questo modo gli sforzi di riciclaggio in questo settore. Tutto ciò ha un impatto negativo sugli animali, sull’ecosistema e sugli esseri umani. Le misure facoltative menzionate nella risposta all’interpellanza non sono però sufficienti; pertanto, senza ulteriori incentivi, sarà difficile cambiare lo status quo, sebbene esistano già soluzioni alternative tecnicamente realizzabili. Infine, la maggior parte della plastica non può essere riciclata e viene quindi incenerita, processo che non è né ecologico, né economicamente sostenibile.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 2021 l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha commissionato uno studio sull’ecobilancio degli imballaggi per la spedizione dei periodici («Ökobilanz von Versandhüllen für Zeitschriften»), in cui sono state confrontate diverse varianti di imballaggi in carta e plastica (www.ufam.admin.ch > Temi > Economia e consumo > Ökobilanzierung > Dokumente > «Ökobilanz von Versandhüllen für Zeitschriften», disponibile in tedesco). Dallo studio si evince che l’impatto ambientale di un imballaggio per la spedizione in plastica fossile (Low Density Polyethylen, LDPE) è pressoché uguale a quello di una busta in carta riciclata (misurato in punti di impatto ambientale, PIA). Se viene riciclata, la pellicola di plastica rappresenta addirittura una soluzione migliore rispetto alla busta in carta riciclata. Non è quindi possibile fare affermazioni di carattere generale sul fatto che gli imballaggi per la spedizione in plastica abbiano un impatto ambientale maggiore rispetto ad altri materiali come la carta. I periodici imballati in pellicola non dovrebbero finire nel processo di raccolta e riciclaggio della carta usata. È quindi importante che il settore pubblico e le organizzazioni di riciclaggio continuino a informare e sensibilizzare i cittadini sul tema dello smaltimento ecocompatibile. La scelta del materiale di imballaggio spetta esclusivamente all’editore del prodotto stampato. Già oggi oltre il 70 per cento dei giornali e dei periodici trasportati dalla Posta Svizzera viene spedito senza imballaggio. Se la Posta dovesse ricompensare la spedizione di giornali e periodici senza imballaggio in pellicola con uno sconto sui prezzi per la distribuzione di cui all’articolo 16 capoverso 3 della legge sulle poste (LPO; RS 783.0), il bilancio nel settore dei giornali registrerebbe di conseguenza un deficit ancora maggiore. Inoltre il campo d’applicazione della LPO comprende solo gli invii postali indirizzati, motivo per cui un’eventuale prescrizione concernente la fissazione dei prezzi non riguarderebbe tutti gli invii. Ne sarebbero esclusi, in particolare, gli invii pubblicitari non indirizzati, come cataloghi o opuscoli. Oltre a ciò, le prescrizioni concernenti la fissazione dei prezzi nel servizio universale si applicano solo alla Posta, ma non ad altri fornitori di servizi. La disciplina proposta costituirebbe un forte intervento nella politica aziendale della Posta e la svantaggerebbe dal punto di vista concorrenziale rispetto ai fornitori privati di servizi postali. Pertanto, per il Consiglio federale è prioritario che gli attori interessati si organizzino autonomamente al fine di evitare in modo efficace i rifiuti derivanti dagli imballaggi di giornali e periodici. Un adeguamento delle norme giuridiche non apporterebbe alcun valore aggiunto (cfr. risposta del Consiglio federale all’interpellanza Eymann 19.3161).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.