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25.4242 · Postulato · 2025-09-25

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato ad analizzare la fattibilità di un programma di sostegno per le imprese svizzere penalizzate dai dazi doganali imposti dagli Stati Uniti.

Il programma avrebbe gli obiettivi seguenti:

  1. incoraggiare un riorientamento strutturale delle aziende colpite al fine di ridurre la loro dipendenza dal mercato statunitense;

  2. consentire loro di conquistare nuovi mercati nei Paesi partner democratici e nelle regioni con un potenziale di crescita duraturo;

  3. garantire la protezione dei posti di lavoro nei settori colpiti;

  4. attingere all’esperienza acquisita con i progetti di trasformazione attuati durante la pandemia di COVID-19, che hanno dimostrato l’importanza di un sostegno mirato, flessibile e innovativo.

Begründung

L’aumento unilaterale dei dazi statunitensi pone diverse aziende svizzere, in particolare le PMI esportatrici, in una situazione di svantaggio concorrenziale. Queste misure mettono a repentaglio non solo settori chiave della nostra economia, ma anche migliaia di posti di lavoro e le relative catene di valore. Anziché adottare una posizione puramente difensiva, è importante esplorare attivamente i modi per sostenere le aziende colpite nella loro capacità di adattamento. Un programma di sostegno mirato, ispirato ai sistemi messi in atto durante la crisi del COVID-19, potrebbe fornire gli strumenti finanziari, tecnici e strategici necessari per investire nell’innovazione e nella digitalizzazione, diversificare i mercati di esportazione e sviluppare catene di produzione più resilienti e più stabili. Un tale sistema consentirebbe alla Svizzera non solo di proteggere il proprio tessuto economico e i posti di lavoro, ma anche di rafforzare la sovranità e la stabilità del proprio modello economico in un contesto internazionale incerto.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera offre eccellenti condizioni quadro economiche in molti settori. Tuttavia, i recenti sviluppi internazionali hanno ripercussioni sulla competitività del Paese. Il loro impatto varia notevolmente a seconda della struttura aziendale e del settore. Il Consiglio federale ha reagito rapidamente alle problematiche legate ai dazi statunitensi e all’aumento della domanda di informazioni e consulenza introducendo adeguamenti nei settori della promozione delle esportazioni e dell’indennità per lavoro ridotto (ILR). Ha puntato quindi su strumenti che hanno dimostrato la loro validità nelle crisi precedenti e che hanno un effetto mirato. Queste misure sono volte ad attenuare l’impatto negativo sulle imprese colpite, da un lato prolungando la durata di riscossione dell’ILR, dall’altro sostenendo l’apertura di nuovi mercati attraverso gli strumenti di promozione delle esportazioni, ovvero Switzerland Global Enterprise e l’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE). L’ILR consente di preservare i posti di lavoro e il know-how durante la fase di adattamento. Inoltre, le aziende hanno accesso a programmi di promozione collaudati, ad esempio nell’ambito della promozione dell’innovazione (Innosuisse, Nuova politica regionale). Il Consiglio federale ha altresì deciso di adoperarsi ulteriormente per rafforzare la piazza economica svizzera. Ha incaricato i dipartimenti competenti di esaminare rapidamente proposte di alleggerimento delle normative esistenti. Nel caso di progetti non ancora completati e che hanno conseguenze finanziarie di rilievo per le aziende, occorre esaminare anche la possibilità di un rinvio. In considerazione dell’incertezza e delle sfide che si profilano a medio termine, il miglioramento delle condizioni generali per tutte le imprese è il modo più opportuno per mantenere la competitività dell’economia svizzera. Inoltre, sarà ulteriormente rafforzato l’accesso a nuovi mercati di sbocco internazionali per la diversificazione geografica, il che consentirà anche di consolidare la certezza del diritto e la sicurezza della pianificazione per le imprese. Sono già stati raggiunti traguardi importanti, come la recente entrata in vigore dell’accordo di libero scambio (ALS) con l’India e la conclusione dei negoziati per un ALS con il Mercosur. Secondo le ultime previsioni congiunturali formulate il 16 ottobre 2025, il gruppo di esperti si attende per il 2025 e 2026 una crescita economica inferiore alla media. Tuttavia, al momento non si prevede un grave crollo economico in Svizzera, per cui non sono necessarie ulteriori misure oltre a quelle già adottate. La situazione attuale non è in alcun modo paragonabile all’inizio della pandemia di COVID-19, che ha fatto sprofondare l’economia mondiale nella peggiore crisi dal secondo dopoguerra e ha colpito duramente l’economia svizzera nel suo complesso. Durante e dopo la pandemia, il Consiglio federale ha chiaramente affermato – ad esempio nei rapporti in adempimento del postulato 20.3132 della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati e del postulato 20.3544 depositato dal consigliere agli Stati Noser – che le misure adottate all’epoca devono essere considerate nel contesto dell’eccezionale gravità della crisi legata al COVID-19 e non costituiscono un modello per analoghe misure statali in caso di future crisi o recessioni.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.