25.4243 · Mozione · 2025-09-25
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di prevedere un’aliquota unica per i contributi alla previdenza professionale e di abbassare a 20 anni la soglia per l’obbligo contributivo per la rendita di vecchiaia.
Begründung
Con l’aumentare dell’età aumentano anche i contributi a carico del lavoratore e del datore di lavoro. Per i dipendenti più anziani i datori di lavoro devono quindi versare contributi salariali più alti che per i dipendenti più giovani. Questa situazione penalizza considerevolmente i lavoratori anziani sul mercato del lavoro. L’evoluzione demografica rafforza ulteriormente questa tendenza negativa. L’introduzione di un’aliquota di contribuzione unica incentiverebbe le imprese a occupare più a lungo i lavoratori anziani, il che contribuirebbe a prevenire la carenza di manodopera qualificata e l’immigrazione di lavoratori stranieri. Questo è anche uno dei motivi per cui la riforma LPP prevedeva di ridurre la differenza tra le aliquote di contribuzione per i lavoratori più anziani e quelle per i lavoratori più giovani. Le nuove aliquote sarebbero state del 9 per cento per la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni e del 14 per cento a partire dai 35 anni. Dato che la riforma è stata bocciata, la differenza tra le aliquote continua a persistere, e con essa anche la discriminazione dei lavoratori anziani. L’aliquota di contribuzione degli ultracinquantacinquenni rimane dunque più del doppio rispetto a quella per i lavoratori di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Questa situazione è insostenibile e va dunque urgentemente corretta. Per evitare sistematicamente la discriminazione sul mercato del lavoro dovuta ai contributi LPP graduati in funzione dell’età, tutte le fasce di età andrebbero parificate tramite l’applicazione di un’aliquota di contribuzione unica. Inoltre, il limite di età dovrebbe essere abbassato a 20 anni. Così facendo, i giovani lavoratori inizierebbero a beneficiare prima dei contributi del datore di lavoro e avrebbero un periodo più lungo per accumulare un capitale di vecchiaia per finanziare la rendita.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Parlamento ha trattato più volte e respinto l’idea di un’aliquota unica per gli accrediti di vecchiaia nella previdenza professionale (Mo. Gruppo BD 17.3325, Mo. Grin 19.3883, Po. Hess Erich 21.3400). L’introduzione di un’aliquota unica causerebbe diversi problemi, in particolare nella fase d’introduzione e in quella del passaggio da un sistema all’altro (periodo di transizione). Se l’aliquota uniforme valesse da subito per tutti gli assicurati, si dovrebbero adottare per decenni misure compensative di notevole portata per compensare le perdite pensionistiche delle generazioni più anziane (ultraquarantacinquenni), che hanno già costituto una parte del loro avere di vecchiaia versando accrediti in base alle aliquote graduate e che quindi al momento del pensionamento disporrebbero di un avere insufficiente. Se il nuovo sistema valesse soltanto per gli assicurati il cui processo di risparmio è nella fase iniziale, per un periodo di 40 anni si applicherebbero due regimi differenti, il che causerebbe varie distorsioni sul mercato del lavoro. Per esempio, l’aliquota unica per gli accrediti di vecchiaia degli assicurati più giovani, il cui processo di risparmio è nella fase iniziale, sarebbe più elevata di quella degli assicurati un po’ più anziani, il cui processo di risparmio è iniziato, conformemente alla legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP; RS 831.40), prima dell’introduzione del nuovo regime. Anche gli oneri amministrativi per i datori di lavoro e gli istituti di previdenza sarebbero notevolmente più elevati. Inoltre, le successive revisioni della LPP, già di per sé complesse, risulterebbero ancora più complesse a causa del mantenimento di due regimi paralleli. Visto quanto precede, nel più recente progetto di riforma della LPP il Consiglio federale aveva proposto un certo livellamento delle aliquote degli accrediti di vecchiaia, in combinazione con varie misure compensative. L’efficacia dell’uniformazione delle aliquote ai fini del miglioramento delle opportunità occupazionali dei lavoratori più anziani non è dimostrata. A questa conclusione è giunta anche la terza conferenza nazionale sui lavoratori in età avanzata, tenutasi il 25 aprile 2017. Oltretutto, gli accrediti di vecchiaia secondo la LPP riguardano unicamente la previdenza professionale obbligatoria, che è determinante soltanto per una piccola parte degli assicurati, il che ridurrebbe ulteriormente l’efficacia dell’introduzione di un’aliquota unica. Anche la proposta di anticipare l’inizio del processo di risparmio è stata discussa e respinta nel quadro dell’ultimo progetto di riforma della LPP. Molti giovani di età inferiore ai 25 anni sono ancora in formazione o conseguono redditi esigui, ragion per cui l’utilità di tale misura sarebbe minima, a fronte di un considerevole onere supplementare per le casse pensioni. Da un lato gli istituti di previdenza dovrebbero rielaborare le proprie condizioni assicurative, i propri piani previdenziali e i propri sistemi amministrativi, il che causerebbe notevoli spese una tantum. Dall’altro, come risulta dalle rilevazioni periodiche dell’Ufficio federale di statistica sul tasso di rotazione netto secondo l’età (cfr. rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera [RIFOS]), in questa fascia d’età i cambiamenti d’impiego sono notevolmente più frequenti e quindi vi sarebbero anche spese ricorrenti più elevate. Queste complicazioni amministrative e queste spese supplementari non si giustificano alla luce dell'impatto praticamente inesistente sul miglioramento della previdenza.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.