25.4244 · Interpellanza · 2025-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale ha commissionato l’elaborazione di un rapporto di valutazione sul sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE). In merito alle raccomandazioni formulate si pongono le seguenti domande:
1.Nel rapporto di valutazione le imprese svizzere riferiscono di svantaggi concorrenziali dovuti al fatto che, contrariamente ai Paesi dell’UE, la Svizzera non prevede attualmente un cosiddetto meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Perché la Svizzera non aderisce al CBAM dell’Unione europea (dazio ambientale dell’UE)? Come intende reagire il Consiglio federale alle preoccupazioni delle imprese?
2. Come e quando intende reagire alla prima raccomandazione del rapporto di valutazione secondo la quale occorre adeguare il meccanismo di stabilizzazione del mercato in modo da ridurre più rapidamente i diritti di emissione eccedenti nel mercato?
Begründung
Dal 2013 il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) è uno strumento centrale di politica climatica della Svizzera. La valutazione commissionata dall’Ufficio federale dell’ambiente a INFRAS (2025) ha mostrato che nel periodo tra il 2013 e il 2023 il SSQE ha sostanzialmente funzionato, che l’impatto diretto del SSQE sulla riduzione delle emissioni è stato finora limitato e che altri fattori, come i cambiamenti nella produzione, hanno svolto un ruolo più importante.
Lo studio raccomanda una serie di interventi e mette in evidenza le sfide centrali e gli obiettivi in conflitto. Ad esempio, da un lato sussistono preoccupazioni in merito alla competitività dell’industria svizzera, poiché a differenza dell’Unione europea non viene applicato un meccanismo di adeguamento alla frontiera come il Carbon Border Adjustment Mechanism (EU-CBAM). Dall’altro, i risultati mostrano che l’attuale sistema potrebbe perdere la sua efficacia se i diritti di emissione eccedenti continuassero a indebolire i meccanismi di mercato.
Stellungnahme des Bundesrates
1) Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’Unione europea (EU CBAM) fa in modo che dal 2026 per le emissioni di gas serra causate dalla produzione di merci importate sia gradualmente determinato un prezzo equivalente al caso in cui la produzione avvenisse in strutture soggette al sistema europeo di scambio di quote di emissioni (SSQE). L’EU CBAM sostituisce, nell’UE, l’assegnazione a titolo gratuito di diritti di emissione come provvedimento contro il rischio di trasferimenti di emissioni nei settori del cemento, dell’acciaio, dell’alluminio, dell’idrogeno e dei prodotti chimici per la produzione di concimi.L’assegnazione a titolo gratuito di diritti di emissione per la produzione di merci soggette al CBAM dell’UE sarà gradualmente ridotta a partire dal 2026 anche nel SSQE svizzero. Questa è una condizione necessaria per mantenere il collegamento tra il SSQE svizzero e quello europeo, grazie al quale le merci provenienti dalla Svizzera sono escluse dal CBAM. Ne beneficiano tutte le imprese svizzere che producono merci soggette all’EU CBAM, indipendentemente dalla loro partecipazione o meno al SSQE.Il Consiglio federale si è occupato della tematica del CBAM nel rapporto «Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere: conseguenze per la Svizzera» in adempimento del postulato 20.3933 CPE-N. Alla luce dei rischi a livello normativo e di politica commerciale per la Svizzera in caso di introduzione di un meccanismo di questo tipo, per il momento ha raccomandato di rinunciare alla sua introduzione. Al contempo, l’iniziativa parlamentare Ryser 21.432 chiede di creare, in Svizzera, le basi per un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera. Il 20 ottobre 2025 la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale ha approvato un progetto preliminare per un meccanismo di adeguamento del carbonio nell’importazione di merci in cemento. La procedura di consultazione terminerà il 20 febbraio 2026. 2) Il meccanismo di stabilizzazione del mercato riduce il volume d’asta annuo nel SSQE svizzero del 50 per cento, facendo pertanto diminuire in modo corrispondente la quantità di diritti di emissione in eccesso sul mercato. Una riduzione più rapida dei diritti di emissione in eccesso nel SSQE svizzero non avrebbe ripercussioni degne di nota sull’efficacia del sistema esistente, in quanto il SSQE svizzero, a causa della differenza di dimensioni con quello europeo a cui è collegato, non è rilevante per determinare il prezzo dei diritti di emissione. In tale contesto, la prima raccomandazione menzionata avrebbe senso in particolare qualora il SSQE svizzero non fosse collegato con quello europeo. Per questi motivi, il Consiglio federale non ritiene attualmente necessario adeguare il meccanismo di stabilizzazione del mercato.