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Abolizione dei dazi industriali. Un autogol per l'industria, i consumatori e la posizione negoziale della Svizzera nella controversia doganale?

25.4248 · Interpellanza · 2025-09-25

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La Svizzera ha abolito i dazi industriali a partire dal 1° gennaio 2024. Questa abolizione è stata molto controversa, anche per la massiccia perdita di entrate che avrebbe comportato, pari a circa 500 milioni di franchi all’anno. Le critiche sono però state anche di natura economica ed ecologica, perché questa decisione favorisce l’importazione di beni precedentemente prodotti in Svizzera. Ciò può ripercuotersi negativamente sui posti di lavoro in Svizzera, comportare un allungamento delle distanze nel trasporto merci e, in ultima analisi, anche una delocalizzazione delle emissioni di CO2 all’estero, sebbene le emissioni importate dal nostro Paese siano già quasi quattro volte superiori a quelle che produciamo internamente. Secondo il Consiglio federale, questi inconvenienti sono compensati da un presunto risparmio annuo per i consumatori di circa 350 milioni di franchi legato alle agevolazioni doganali; l’efficacia di questo meccanismo sarà controllata attraverso un monitoraggio.

  1. A quanto ammontano le perdite effettive di gettito fiscale nel 2024 dovute all’abolizione dei dazi doganali?

  2. Il monitoraggio ha già fornito al Consiglio federale informazioni da cui emerge che i consumatori beneficiano effettivamente di queste agevolazioni doganali? In caso affermativo, in quale misura? In caso contrario, quando ci si può aspettare i primi risultati e in quale forma saranno pubblicati?

  3. Il Consiglio federale dispone di informazioni sugli effetti dell’abolizione dei dazi sul settore dell’industria e sui posti di lavoro in Svizzera? Questa decisione ha comportato la delocalizzazione di posti di lavoro e di fasi di produzione all’estero?

  4. Il Consiglio federale dispone di informazioni sugli effetti dell’abolizione dei dazi industriali sulle importazioni?

  5. Il Consiglio federale dispone di informazioni sugli effetti dell’abolizione dei dazi industriali sulle emissioni di gas a effetto serra (importate)?

  6. Il Consiglio federale ritiene che la delocalizzazione delle emissioni contribuisca a limitare il riscaldamento globale? In caso contrario, come intende ridurre le emissioni di gas a effetto serra importate?

  7. Nel suo messaggio il Consiglio federale scrive che, nella stipulazione di nuovi accordi di libero scambio, il peso dei dazi sui prodotti industriali come oggetto di possibili concessioni si è ridotto. Alla luce della controversia doganale con gli Stati Uniti, è ancora di questo avviso? La Svizzera non sarebbe in una posizione negoziale migliore con gli Stati Uniti se non avesse abolito i dazi industriali?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dal 1° gennaio 2024 le imprese svizzere beneficiano di un notevole sgravio finanziario grazie all’abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali: questa misura facilita le importazioni e riduce i costi amministrativi. Nel periodo 2020–2023 le entrate doganali sulle importazioni di prodotti industriali sono state in media di circa 600 milioni di franchi all’anno. I risparmi realizzati sui dazi doganali dall’inizio del 2024 sono quindi di questo ordine di grandezza, con il conseguente rafforzamento della competitività della piazza economica svizzera.2. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha commissionato uno studio a una società di consulenza indipendente per analizzare l’impatto dei risparmi legati ai dazi e delle semplificazioni amministrative sui prezzi al consumo. I risultati saranno pubblicati all’inizio del 2026.3. Gli studi condotti in vista dell’abolizione dei dazi industriali e citati nel messaggio indicano che questa decisione rafforza la piazza economica e industriale svizzera. In termini di benessere economico, il guadagno è stato stimato a circa 860 milioni di franchi. Nulla sembra indicare – e le associazioni economiche lo confermano – che l’abolizione dei dazi doganali industriali abbia comportato delocalizzazioni della produzione o dei posti di lavoro. Al contrario, secondo i primi riscontri provenienti dagli ambienti economici, questa misura avrebbe consentito una riduzione degli oneri amministrativi e dei costi connessi. La SECO è in regolare contatto con le associazioni di categoria al riguardo.4. Le importazioni di prodotti industriali non hanno subito variazioni significative dopo l’abolizione dei dazi industriali. Nel 2024 sono stati importati prodotti industriali per un totale di circa 312 miliardi di franchi. Questa cifra equivale all’incirca a quella degli anni precedenti (media 2021–2023: 307 mia. di franchi all’anno).5. Dato che, prima dell’abolizione di queste tariffe, l’onere doganale medio sulle nostre importazioni di prodotti industriali non superava l’1,8 % del loro valore, è poco probabile che tale abolizione abbia comportato un aumento significativo delle emissioni di gas serra importate. Va inoltre sottolineato che tale misura facilita il commercio di beni ambientali, contribuendo così alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.6. Il 12 settembre il Consiglio federale ha definito i parametri chiave della politica climatica per il periodo successivo al 2030.È prevista in particolare l’introduzione di un nuovo sistema di scambio delle quote di emissione per i settori dell’edilizia e dei trasporti, nonché una legge quadro sulla cattura e lo stoccaggio di CO₂. La legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica tiene già conto delle emissioni generate a monte e a valle in alcuni settori. Il Consiglio federale punta su soluzioni economicamente valide e armonizzate a livello internazionale. In generale, ritiene che i dazi doganali non siano uno strumento adeguato per impedire la delocalizzazione delle emissioni di gas serra.7. Il Consiglio federale rimane del parere che l’abolizione delle tariffe industriali non abbia indebolito il potere negoziale della Svizzera; lo dimostra in particolare la conclusione di diversi importanti accordi di libero scambio proprio a partire dal 2024 (Kosovo, India, Thailandia, Malaysia, Mercosur). Questo risultato è stato possibile soprattutto perché, come già menzionato, i dazi doganali svizzeri sui prodotti industriali, in vigore fino al 31 dicembre 2023, erano già bassi. Inoltre, più del 95 % dei risparmi doganali realizzati grazie all’abolizione dei dazi industriali riguarda importazioni da Paesi che hanno già un accordo di libero scambio con la Svizzera o da Paesi che beneficiano di un accesso al mercato ampiamente esente da dazi doganali grazie al sistema generalizzato di preferenze per i Paesi in via di sviluppo. Questi dazi, quindi, non costituivano nemmeno in precedenza una leva negoziale. Questo vale anche per gli Stati Uniti: per le importazioni di beni industriali provenienti da questo Paese, nell’ultimo anno di riscossione dei dazi industriali (2023) l’onere doganale non superava i 18 milioni di franchi, il che corrisponde ad appena lo 0,06 % del valore dei beni importati, pari a 29 miliardi di franchi.

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