25.4260 · Postulato · 2025-09-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che aiuti a definire gli ambiti d’azione e i principali settori strategici da promuovere in Svizzera o nei Paesi limitrofi, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, preservare il tessuto industriale nazionale e il know-how specifico (in un contesto in cui le regole della competizione economica internazionale stanno cambiando), permettere di sfruttare dal punto di vista economico l’innovazione tecnologica finanziata collettivamente nel nostro Paese (anziché farne raccogliere i frutti all’estero), e favorire la transizione verso un’economia più circolare. Il rapporto consentirà anche di intavolare un dibattito su questioni quali la parte di decisioni e di laisser-faire nelle attuali posizioni del governo, le dipendenze commerciali che la Svizzera è pronta ad accettare e quelle che invece deve evitare e il monitoraggio che dovrà essere attuato per rispondere alla sfide economiche e industriali dei prossimi anni.
Begründung
La deindustrializzazione della Svizzera continua e porta con sé un’importante perdita di know-how. Il contesto geopolitico internazionale mette in luce la crescente vulnerabilità delle catene di approvvigionamento e la necessità di proteggere alcuni settori strategici.Numerosi Stati hanno reagito con politiche commerciali protezionistiche e strategie industriali solide. Come riporta il rapporto sulla situazione dell’economia svizzera 2024, alcuni settori, inclusi quelli di grande rilevanza strategica, lamentano evidenti svantaggi concorrenziali. In seguito alle decisioni statunitensi, la situazione non ha fatto altro che peggiorare, in sfavore della Svizzera. È dunque necessaria una rivalutazione della strategia della Confederazione.Sebbene la Svizzera stia lavorando ad accordi internazionali, continua a mantenere un atteggiamento passivo. Bisogna riflettere su una strategia industriale proattiva, adatta alle sue specificità. Ciò permetterebbe di tutelare le aziende già esistenti e prioritarie, di rafforzare l’autonomia strategica del nostro Paese (p.es. nei settori della digitalizzazione), di sostenere la circolarità e le infrastrutture locali e di valorizzare le start-up svizzere sul territorio nazionale, invece di spingerle all’estero.Senza pregiudicare le piste già aperte e senza parlare ancora di politica industriale, una strategia del genere offrirebbe una visone a lungo termine più chiara e permetterebbe alla Svizzera di agire al posto di subire.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera figura tra le economie più competitive e innovative al mondo, poiché da decenni punta sistematicamente su mercati aperti, un ordine economico orientato alla concorrenza e solide condizioni quadro; dispone inoltre di strutture ben diversificate e flessibili e, in più occasioni, si è dimostrata resiliente in momenti di crisi. Dal confronto internazionale emerge che perseguire una politica industriale attiva comporta spesso svantaggi importanti per il Paese. Le sovvenzioni statali nel quadro di una politica industriale e gli interventi mirati creano una corsa alle sovvenzioni, distorsioni della concorrenza, strutture inefficienti e meccanismi di promozione costosi e spesso permanenti. Tali strategie mobilitano le risorse pubbliche in modo considerevole senza tuttavia rafforzare la competitività in modo duraturo. Inoltre, una politica industriale attiva è in contrasto con il principio della parità di trattamento in quanto favorisce alcuni settori o aziende a scapito di altri attori economici. Nella propria politica economica, infatti, la Svizzera segue deliberatamente un’altra strada che favorisce l'innovazione, promuove la concorrenza e offre alle aziende la flessibilità necessaria per adattarsi all’evoluzione delle condizioni quadro a livello globale. L’efficacia di una strategia industriale in Svizzera è molto limitata a causa delle misure ridotte del mercato interno e della presenza di un gran numero di fornitori di nicchia altamente specializzati. Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi internazionali ed è consapevole della tendenza internazionale verso la politica industriale. Per questo, nel suo rapporto sulla situazione dell’economia svizzera 2024 (www.seco.admin.ch/seco > Servizi e pubblicazioni > Pubblicazioni > Sviluppi strutturali e crescita > Crescita) ha adottato un’agenda di politica economica con l’obiettivo di rafforzare la competitività a lungo termine della Svizzera. Ha inoltre posto l’accento sullo sgravio delle imprese dai costi della regolamentazione, che persegue con determinazione. La legge sullo sgravio delle imprese (LSgrI, RS 930.31, in particolare gli articoli 1-8), in vigore dal 2024, costituisce il quadro giuridico di riferimento e definisce diversi strumenti necessari per lo sgravio amministrativo e il relativo controllo. Il 20 agosto 2025, durante una seduta straordinaria, il Consiglio federale tra l’altro ha deciso di intensificare le iniziative per rafforzare la piazza economica svizzera. Ha incaricato i dipartimenti competenti di esaminare rapidamente le proposte di sgravio delle normative esistenti. Si prevede inoltre di valutare la possibilità di rimandare i progetti in corso che comportano costi elevati per le imprese. Il Consiglio federale è convinto che anche in futuro la strategia migliore sia mantenere condizioni quadro affidabili e programmi di promozione intersettoriali collaudati (promozione dell’innovazione, economia circolare inclusa). È fondamentale rafforzare costantemente l’attrattiva della piazza economica svizzera, sostenendo al contempo l’innovazione e la ricerca e garantendo condizioni concorrenziali eque. La Svizzera crea così i presupposti necessari affinché le aziende possano sviluppare i lori punti di forza senza dover attuare una strategia industriale statale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.