25.4285 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Le sostanze chimiche perenni, come le PFAS, vengono impiegate in numerosi ambiti e sono ormai molto diffuse, ma rappresentano un pericolo per la nostra salute e per l’ambiente. Per risanare le acque e i terreni contaminati, per esempio, sono necessarie misure onerose.
Nel gennaio 2025, 46 giornalisti di 16 Paesi hanno pubblicato un rapporto che mostra quanto potrebbe essere costoso risanare i siti e l’acqua potabile fortemente inquinati da PFAS in diversi Paesi. Supponendo un’interruzione immediata delle immissioni di PFAS nell’ambiente e il risanamento dei siti contaminati unicamente da PFAS a catena lunga, il rapporto stima un costo di 1 miliardo di franchi, che la Svizzera dovrebbe sostenere nei prossimi 20 anni. La maggior parte di questi costi sarebbe destinata al risanamento di terreni fortemente inquinati, mentre una parte minore a quello di discariche e acqua potabile.
Qualora invece le PFAS non venissero vietate e continuassero a essere rilasciate nell’ambiente, supponendo inoltre il risanamento aggiuntivo dei siti contaminati da PFAS a catena corta (p. es. TFA), i costi vengono stimati a 26 miliardi di franchi nei prossimi 20 anni.
A titolo di paragone: diverse migliaia di aree industriali, discariche e poligoni di tiro dovrebbero essere ripuliti dalle sostanze tossiche nei prossimi decenni, per cui la Confederazione stima un costo di cinque miliardi di franchi.
Il postulato 22.4585 incarica il Consiglio federale di esaminare l’opportunità di elaborare un piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti (forever chemicals), come per esempio le PFAS. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
Ha esaminato il suddetto studio sui costi e le relative stime? Se sì, quali conclusioni trae e perché? Se no, perché?
Potrebbero sorgere costi aggiuntivi rispetto a quelli già citati per il risanamento, per esempio nel settore della sanità? Se sì, di quali costi si tratta?
Alla luce della difficile situazione finanziaria e delle possibili conseguenze per l’economia e la società, il Consiglio federale pondera gli interessi tra un rapido arresto delle immissioni di PFAS nell’ambiente e un loro impiego incontrollato? Se no, perché? Se sì, quando e dove saranno pubblicati i risultati?
Qual è l’esito della ponderazione degli interessi per quanto riguarda il divieto delle PFAS negli oltre 220 pesticidi autorizzati che contengono tali sostanze?
Stellungnahme des Bundesrates
1) L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha elaborato proprie stime dei costi per il risanamento di tutti i siti contaminati da PFAS. L’entità di tali stime è la stessa di quelle riportate nel rapporto menzionato nel quadro del «Forever Pollution Project». Previsioni di questo genere contengono tuttavia notevoli incertezze, dettate per esempio dallo sviluppo di nuove conoscenze in campo tossicologico o dall’evoluzione delle tecnologie di risanamento. Inoltre, i costi di risanamento sono influenzati in misura significativa dai valori limite giuridicamente vincolanti. A seconda dei valori limite, si riduce il numero dei siti che devono essere risanati e, di conseguenza, si abbassano i costi In adempimento della mozione Maret 22.3929, si prevede di porre in consultazione nella primavera del 2026 proposte di valori limite a livello di ordinanza. 2) Il rapporto «The cost of inaction» del 2019, commissionato dal Consiglio nordico dei ministri, stima che i costi per la società dovuti ai danni alla salute causati dall’esposizione alle PFAS si aggirano tra 52 e 84 miliardi di euro all’anno per 520 milioni di persone nello Spazio economico europeo (SEE). Tali stime includono i costi sanitari dovuti a un’elevata esposizione professionale, ad esempio nel caso di persone che lavorano in impianti di produzione chimica o stabilimenti di produzione, a un’esposizione maggiore della popolazione in aree contaminate e a un’esposizione contenuta della popolazione generale. Applicati alla Svizzera, questi costi sociali sarebbero compresi tra 0,84 e 1,36 miliardi di franchi all’anno. 3) In linea di principio, il diritto svizzero in materia di prodotti chimici è armonizzato con quello dell’Unione europea (UE). Il Consiglio federale intende di principio continuare a recepire divieti in materia di prodotti chimici in linea con il diritto dell’UE e, quindi, garantire lo stesso elevato livello di protezione della salute e dell’ambiente previsto dall’UE ma senza creare ostacoli al commercio. L’UE sta attualmente pianificando un’ampia limitazione delle PFAS, valutando per ogni settore quali impieghi di queste sostanze debbano essere esclusi dalla limitazione o per quali debbano essere applicati termini transitori più lunghi. Inoltre, nel quadro della procedura legislativa, si stanno vagliando varie altre limitazioni nell’impiego delle PFAS, ad esempio dell’acido perfluoroesanoico e dei suoi composti percursori. 4) L’omologazione dei prodotti fitosanitari e dei biocidi si basa su valutazioni dei rischi per le persone e l’ambiente, non su una ponderazione degli interessi. Nel quadro della procedura di omologazione, viene accertato che l’esposizione prevista per le persone e l’ambiente non abbia effetti inaccettabili. L’omologazione viene concessa solo se tale requisito è soddisfatto.