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25.4305 · Interpellanza · 2025-09-26

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

La Convenzione di Ottawa del 1997 vieta la fabbricazione, il deposito, il trasferimento e l’impiego di mine antiuomo: nel tempo ha salvato migliaia di vite e oggi rimane una pietra miliare del diritto internazionale umanitario. In quanto Stato depositario, la Svizzera ha una particolare responsabilità nel difenderne l’integrità.

Dal 2024, diversi Paesi europei e l’Ucraina hanno annunciato di volersi ritirare dalla Convenzione, adducendo motivi di sicurezza. Queste decisioni minano il trattato, ne indeboliscono l’autorità e spianano la strada a ulteriori defezioni. Finora la Svizzera non si è espressa pubblicamente al riguardo, il che induce a mettere in discussione il suo ruolo di leader nell’azione umanitaria.

In vista della sua presidenza dell’OSCE nel 2026, la Svizzera ha l’opportunità – e il dovere – di riaffermare il proprio impegno in favore della sicurezza umana e del disarmo.

Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. È disposto a impegnarsi pubblicamente, al di là delle discrete manovre diplomatiche, per condannare i ritiri annunciati e sollecitare il rinnovato rispetto delle norme in vigore?

  2. Il Consiglio federale intende iscrivere la questione delle mine antiuomo tra le priorità della sua presidenza dell’OSCE e, in caso affermativo, quali iniziative specifiche intende mettere in campo?

  3. La Svizzera intende promuovere una coalizione di Stati e organizzazioni internazionali per difendere la Convenzione di Ottawa e impedire ulteriori ritiri?

Stellungnahme des Bundesrates

1 e 3: In linea con la Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo 2022–2025 e con il Piano d’azione per la lotta contro le mine 2023–2026, la Svizzera ha preso posizione a livello bilaterale e multilaterale e in sede pubblica sul ritiro dalla Convenzione di Ottawa annunciato quest’anno da cinque Stati europei. Nonostante il deterioramento della situazione della sicurezza, queste defezioni sono deplorevoli dal punto di vista del diritto internazionale e umanitario. Nel caso della sospensione della Convenzione da parte dell’Ucraina, la Svizzera – insieme a suoi Stati partner – ha presentato un ricorso al segretario generale delle Nazioni Unite, poiché ritiene che essa non sia compatibile con il diritto internazionale. Il ricorso della Svizzera contro la sospensione è coerente con il suo impegno in favore dello sminamento umanitario. Il nostro Paese esorta inoltre regolarmente tutti gli Stati non firmatari ad aderire alla Convenzione e chiede a tutti gli Stati e alle parti in conflitto di astenersi dall’impiegare, sviluppare, produrre, depositare o trasferire mine antiuomo e di rispettare pienamente le norme del diritto internazionale umanitario. 2. La Convenzione di Ottawa non è di diretta pertinenza dell’OSCE e non figura quindi tra le priorità della presidenza svizzera nel 2026. Tali priorità sono state oggetto di una consultazione all’interno delle Commissioni della politica estera.