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25.4328 · Mozione · 2025-09-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi della regolamentazione (legge sullo sgravio delle imprese, LSgrI) affinché in futuro spetti al Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) la responsabilità delle stime dei costi della regolamentazione, da redigere ai sensi dell’articolo 5 LSgrI e dell’articolo 111 capoverso 4 della legge federale sull’Assemblea federale.

Begründung

Secondo l’articolo 5 capoverso 1 LSgrI, nell’elaborazione degli atti normativi federali le unità responsabili dell’Amministrazione federale stimano i costi unici e i costi ricorrenti a carico delle imprese derivanti da nuovi obblighi.

Nei comunicati delle unità amministrative responsabili dei rispettivi atti normativi, tuttavia, i costi della regolamentazione vengono spesso minimizzati. Un esempio è costituito dall’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR), commissionata dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), su una limitazione della pubblicità per gli alimenti: in questo caso l’agenzia incaricata dell’AIR non ha quantificato né i costi normativi per le imprese né l’onere aggiuntivo per i Cantoni. Ciononostante, nel rapporto AIR si legge: «Rispetto agli importanti benefici derivanti dalla limitazione della pubblicità, riteniamo che la perdita di entrate per le imprese e le spese aggiuntive per i Cantoni siano giustificabili». Nel quantificare i benefici, l’agenzia incaricata dall’USAV ha anche formulato ipotesi errate e ignorato in modo selettivo determinati studi.

Il problema è che la stima dei costi viene affidata alle unità responsabili dell’Amministrazione federale, le quali tendono a presentare costi troppo bassi avendo spesso proposto loro stesse le regolamentazioni. A loro volta, i mandatari esterni hanno interesse a ricevere ulteriori incarichi e tendono a produrre risultati che si allineano alla visione degli uffici committenti.

Per questi motivi, la responsabilità della stima dei costi della regolamentazione deve essere affidata al DEFR, rispettivamente alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), che si occupa già di fornire la base metodologica. L’ufficio responsabile della regolamentazione mantiene la competenza per le questioni tecniche. Questa soluzione, che non comporta costi aggiuntivi, aumenta la qualità dei dati ufficiali presentati a chi partecipa alle consultazioni e al Parlamento. I costi normativi rappresentano un onere sempre maggiore per le PMI. I politici hanno pertanto bisogno di dati affidabili sulle conseguenze delle loro decisioni in termini di costi.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

I responsabili politici devono poter basare le loro decisioni su dati e analisi trasparenti, oggettivi e di buona qualità. Per questo motivo, già dal 2020, il Consiglio federale ha rafforzato in modo sostanziale l’analisi e la presentazione degli effetti dei progetti legislativi adottando nuove direttive per l’analisi d’impatto della regolamentazione (direttive AIR). La legge sullo sgravio delle imprese (LSgrI, RS 930.31), entrata in vigore nel mese di ottobre 2024, ha inoltre formalizzato l’obbligo di stimare i costi della regolamentazione per le imprese. Di conseguenza, gli uffici competenti, oltre a elaborare l’atto normativo nonché le analisi e i calcoli necessari, devono anche presentare i risultati nel rapporto esplicativo e nel messaggio. Secondo il Consiglio federale, questa responsabilità globale degli uffici nell’elaborazione dei progetti è un elemento indispensabile. La stima dei costi della regolamentazione non ha solo lo scopo di creare trasparenza, ma contribuisce anche a ottimizzare i progetti. Le analisi d’impatto devono accompagnare il processo legislativo. Questo è l’unico modo per poter valutare i costi e l’utilità delle diverse varianti durante l’elaborazione delle normative ed evitare costi inutili. Se non fossero più chiamate a stimare tali costi, le unità amministrative incaricate della regolamentazione sarebbero meno sensibili agli oneri che gravano sulle imprese e alla propria responsabilità al riguardo. Stimare i costi della regolamentazione è un compito impegnativo e carico di incertezze. È necessario condurre analisi prospettiche, basate su ipotesi, di progetti talvolta complessi che spesso devono ancora essere precisati mediante ordinanza. Affidare la stima dei costi della regolamentazione al DEFR/SECO non risolverebbe i problemi, ma al contrario li accentuerebbe. A differenza degli uffici competenti, la SECO non dispone né delle informazioni o dei dati necessari su chi subisce gli effetti della regolamentazione, né di conoscenze sufficienti sul progetto in questione. Se fosse tenuta a effettuare queste stime, la SECO dovrebbe mobilitare notevoli risorse supplementari per acquisire le conoscenze richieste in diversi settori della regolamentazione. Allo stesso tempo, continuerebbe a dipendere dalle informazioni e dai dati forniti dall’ufficio competente. Oggi esistono già processi e strumenti che consentono di effettuare stime conformi ai principi di obiettività e plausibilità, come la consultazione degli uffici e la procedura di corapporto. Inoltre, la qualità e la disponibilità delle stime dei costi della regolamentazione possono essere verificate e richieste nell’ambito delle consultazioni e dei dibattiti parlamentari. La SECO sostiene gli uffici portando loro le proprie competenze e basi metodologiche e partecipa anche alle loro consultazioni. Per i progetti con conseguenze particolarmente rilevanti, le direttive AIR prevedono inoltre la realizzazione di analisi d’impatto della regolamentazione approfondite, dove la SECO è responsabile delle analisi esterne in collaborazione con l’ufficio competente. Dall’introduzione di queste direttive e della LSgrI, le AIR approfondite sono più frequenti; tra i progetti attualmente interessati figurano, ad esempio, la revisione del diritto in materia di prodotti da costruzione, la redazione di rapporti sullo sviluppo sostenibile, la politica climatica dopo il 2030 o una tassa di sorveglianza per i dispositivi medici. Per i motivi esposti, il Consiglio federale rimane del parere che sia preferibile affidare le stime dei costi della regolamentazione all’ufficio competente e verificarle con i meccanismi di controllo esistenti. Inoltre, durante le deliberazioni parlamentari concernenti la LSgrI, il Parlamento aveva rifiutato l’idea che le stime fossero verificate da un organo indipendente.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.