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25.4354 · Interpellanza · 2025-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Pochi giorni fa la Polonia ha abbattuto diversi droni russi nel proprio spazio aereo. Allo stesso tempo, sui social network è stata lanciata una campagna di disinformazione coordinata per diffondere dubbi sull'incidente e distorcere le responsabilità. Anche in altri Stati europei, come Germania o Francia, notizie false sono state diffuse in maniera mirata sui social media durante crisi internazionali. Nella stessa Svizzera, dalla guerra di aggressione russa in Ucraina si è osservato un netto aumento dei contenuti di propaganda russa sui social network. Nel rapporto del Consiglio federale sulle attività di influenza e disinformazione del 19 giugno 2024, a pagina 20 si legge che al momento in Svizzera non esistono strutture finalizzate a riconoscere le attività di influenza sistematiche nello spazio informativo, determinarne l'intenzione e l'origine e all'occorrenza reagirvi. La Svizzera si trova quindi indifesa di fronte a questa minaccia reale e immediata. In tale contesto pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

  1. Come valuta il Consiglio federale il rischio che campagne di disinformazione come quella recentemente avvenuta in Polonia vengano dirette anche contro la Svizzera?

  2. Prevede di istituire un ufficio centrale o una task force allo scopo di riconoscere e contrastare sistematicamente la disinformazione?

  3. Perché la Svizzera non ha adottato le sanzioni dell'UE contro RT e Sputnik?

  4. Quali passi concreti intraprende il Consiglio federale per arginare la disinformazione su piattaforme poco regolamentate come TikTok o X?

  5. Prevede di lanciare campagne informative per aumentare la resilienza della popolazione alla disinformazione?

  6. In che misura vuole coordinarsi maggiormente a livello internazionale (ad es. UE, OSCE)?

  7. Quanto spende complessivamente la Confederazione per la protezione contro attività di influenza e disinformazione?

  8. Come motiva il Consiglio federale il fatto che investa centinaia di milioni in carri armati e sistemi di artiglieria per i quali non esiste uno scenario di minaccia molto realistico, mentre al contempo si destinano pochi fondi alla difesa contro operazioni di influenza e campagne di disinformazione nonostante queste ultime rappresentino una minaccia concreta e attuale?

  9. Quale ruolo svolge la SSR nella lotta alla disinformazione?

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1, 2, 5 e 6Stati come la Russia usano la disinformazione e la propaganda anche contro la Svizzera. Per arginare le minacce rappresentate da queste attività di influenza, nel quadro del rapporto «Activités d’influence et désinformation» (disponibile in francese e tedesco) in adempimento del postulato 22.3006 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale il Consiglio federale ha deciso alcune misure che sono ora in fase di attuazione. La Segreteria di Stato della politica di sicurezza (SEPOS) organizza ad esempio a cadenza regolare riunioni con gli Uffici più coinvolti ed elabora un quadro della situazione che elenca e classifica le attività di influenza contro la Svizzera. Vi confluiscono contributi del Comando Ciber dell'Esercito, che persegue e analizza la disinformazione online contro la Svizzera ad opera di attori esteri, come pure contributi del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), che valuta la relativa minaccia per la Svizzera. I risultati di tali lavori possono essere presentati agli organi della Confederazione preposti alla politica in materia di sicurezza. Vengono considerate anche misure di prevenzione come campagne informative. Inoltre, le statistiche pubbliche, con dati professionali indipendenti e comparabili nel tempo e a livello internazionale, forniscono la base per decisioni fondate e la formazione democratica dell'opinione pubblica. L'Ufficio federale di statistica (UST) pubblica i risultati delle statistiche federali in modo accessibile agli utenti attraverso diversi canali, li inserisce nel contesto e promuove la competenza in materia di dati e statistiche. In virtù della libertà di espressione, tendenzialmente il Consiglio federale si astiene dal correggere la disinformazione.Il sistema mediatico svizzero, l'elevato livello formativo e le competenze politiche contribuiscono a rafforzare la capacità di resistenza della popolazione. L'insegnamento dell'educazione digitale è integrato nei programmi quadro di studio della scuola dell'obbligo e fornisce competenze per un uso responsabile e critico dei media e delle informazioni. Rientra nella competenza esclusiva dei Cantoni. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione sta preparando un aggiornamento del rapporto del Consiglio federale sulla formazione civica in Svizzera, per approfondire il tema della disinformazione in relazione alla formazione. Il Consiglio federale ha inoltre deciso di potenziare la cooperazione internazionale. Intensifica gli scambi e i dialoghi bilaterali con vari Stati e gruppi di Stati, partecipando a comitati multilaterali che si occupano di questo tema, come l'OSCE e il Consiglio d'Europa. Domanda 3Nonostante RT e Sputnik siano strumenti di propaganda e disinformazione della Russia, il Consiglio federale ritiene più efficace contrastare le affermazioni false con i fatti, invece che vietarle. In Svizzera questi media hanno un bacino d'utenza esiguo. Nonostante RT e Sputnik possano essere considerati strumenti di propaganda e disinformazione russi, il Consiglio federale ritiene più efficace contrastare le affermazioni false con fatti concreti in una cultura di dibattito aperto, piuttosto che vietarle. Domanda 4Il 29 ottobre 2025 il Consiglio federale ha avviato la consultazione concernente la legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (LPCom). Il progetto non prevede misure esplicite contro la disinformazione. Tale regolamentazione dovrebbe imporre alle piattaforme obblighi di responsabilità, sottoporle a vigilanza e introdurre meccanismi per monitorare il rispetto degli obblighi di diligenza. Domanda 7Non esiste un ufficio federale incaricato di occuparsi esclusivamente delle attività di influenza. Diversi uffici si informano regolarmente in maniera reciproca sulle proprie mansioni regolari nell'ambito di tale tematica. I fondi utilizzati a tal fine vengono rilevati. Domanda 8Numerosi Uffici federali trattano continuamente attività di influenza, disinformazione e cibersicurezza. La strategia di politica di sicurezza del Consiglio federale inserirà la conduzione di conflitti ibridi e le attività di influenza nell'attuale situazione di minaccia e metterà in evidenza come la Svizzera persegue i suoi obiettivi in materia di politica di sicurezza. Con il decreto federale concernente i parametri fondamentali per l'orientamento dell'esercito fino al 2035 (FF 2024 3140), il Parlamento si è inoltre espresso per un profilo delle capacità dell’esercito ampio e bilanciato. L'assegnazione di risorse finanziarie rimane primariamente di competenza del legislatore. Domanda 9:Il Consiglio federale ritiene che dei media indipendenti e variati siano fondamentali per la formazione delle opinioni. La SSR, in qualità di fornitrice del servizio pubblico, ha una forte presenza in tutte le regioni del Paese e riveste un ruolo importante nella formazione delle opinioni. Il Consiglio federale si impegna affinché vi siano delle buone condizioni quadro per il settore mediatico, ad esempio per la SSR, le emittenti radiotelevisive private con mandato di prestazioni, la formazione e formazione continua nel campo del giornalismo, le agenzie di stampa e le organizzazioni di autoregolamentazione nel settore giornalistico.