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Promuovere il principio "ambulatoriale prima di stazionario" sopprimendo il contributo dei pazienti nelle cure ambulatoriali

25.4355 · Mozione · 2025-09-26

Dipartimento dell'interno

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una modifica legislativa finalizzata a sopprimere il contributo dei pazienti nel settore delle cure ambulatoriali previsto dall’articolo 25a capoverso 5 LAMal e da altre eventuali disposizioni di legge. L’obiettivo è di ridurre l’onere finanziario a carico dei pazienti e rafforzare l’attrattiva delle cure ambulatoriali.

Begründung

I pazienti che usufruiscono dei servizi di cura e assistenza a domicilio sono chiamati a pagare sempre di più di tasca propria, a causa dell’aumento dei premi dell’assicurazione malattie, ma anche della partecipazione ai costi delle cure secondo l’articolo 25a capoverso 5 LAMal. Nell’ambito del nuovo finanziamento delle cure, il Parlamento ha fissato tale partecipazione, con effetto dal 2011, al 20 per cento del contributo massimo dell’AOMS per le cure ambulatoriali, una spesa che oggi può raggiungere 15.35 franchi al giorno. Nel 2011, quando è stato introdotto il nuovo finanziamento delle cure, numerosi Cantoni avevano rinunciato a riscuotere contributi dei pazienti nell’intento di promuovere le cure ambulatoriali. Negli ultimi anni, tuttavia, sempre più Cantoni li hanno introdotti e oggi sono soltanto due a rinunciarvi. L’introduzione di questi contributi si traduce in un aumento dell’onere finanziario a carico dei pazienti, come evidenziato dalla valutazione del nuovo ordinamento del finanziamento delle cure condotta nel 2018. Nel 2019, nel suo comunicato stampa annuale sulle statistiche delle cure, anche l’UST ha tematizzato l’aumento dei costi per i pazienti. Inoltre, da diverse statistiche emerge che vi sono persone che rinunciano a prestazioni mediche e infermieristiche per motivi finanziari. Con la soppressione del contributo dei pazienti verrebbe rafforzato l’incentivo a ricorrere alle cure a domicilio. I pazienti potrebbero essere dimessi prima dall’ospedale (tanto più che le regolamentazioni sulle cure acute e transitorie lasciano a desiderare su larga parte del territorio) e potrebbero essere evitati ricoveri prematuri in case di cura.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Oltre alla partecipazione ai costi ordinaria (che comprende la franchigia scelta e l’aliquota percentuale), gli assicurati versano attualmente un contributo alle prestazioni di cura a domicilio (per un importo massimo di 15.35 franchi al giorno) e in casa di cura (per un importo massimo di 23 franchi al giorno). I Cantoni (o i loro Comuni) possono farsi carico di questo contributo – in tutto o in parte – su base volontaria. Hanno quindi già la possibilità di contrastare eventuali incentivi inappropriati all’interfaccia tra ospedale e cure a domicilio, e molti se ne avvalgono. Il contributo dei pazienti è più elevato per le cure erogate in casa di cura che per quelle a domicilio. Nell’ambito della LAMal vi sono dunque già oggi incentivi finanziari per indurre gli assicurati a ricorrere alle cure a domicilio invece che a quelle nelle case di cura. Il contributo dei pazienti sarà mantenuto anche dopo il previsto cambiamento di sistema nel 2032 (integrazione delle cure nel finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie) e non verrà aumentato per almeno quattro anni. Sopprimere il contributo ai costi delle cure a domicilio, come richiesto dalla mozione, andrebbe principalmente a vantaggio degli assicurati anziani che non hanno diritto a prestazioni complementari. Con l’introduzione del finanziamento uniforme a partire dal 2032, all’incirca tre quarti dei costi derivanti dalla soppressione di questo contributo sarebbero assunti dagli assicurati e pressappoco un quarto dai Cantoni. Senza un adeguamento della quota del contributo cantonale approvata dal Parlamento e confermata nella votazione popolare sul finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie, sopprimere il contributo dei pazienti alle cure a domicilio sgraverebbe tendenzialmente ancora di più i Cantoni (o i loro Comuni) e non le persone bisognose di cure. Questo perché l’assunzione volontaria del contributo degli assicurati da parte dei Cantoni verrebbe meno e lo stesso accadrebbe con le spese dei Cantoni per le prestazioni complementari a favore delle persone che non sono in grado di pagare questo contributo. Sopprimere il contributo dei pazienti alle cure a domicilio, dunque, non farebbe che aumentare l’onere a carico degli assicurati. Il Consiglio federale ritiene che una soppressione del contributo dei pazienti alle cure a domicilio sarebbe ipotizzabile soltanto considerando un quadro più ampio, che includa anche le prestazioni complementari, la partecipazione ai costi ordinaria, l’onere dei premi in generale, la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, questioni di solidarietà fra generazioni e altri effetti distributivi. Due anni fa, nell’ambito del finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie, il Parlamento ha deciso di non abrogare il contributo dei pazienti alle prestazioni di cura a domicilio (Bollettino ufficiale, sessione invernale 2023, votazione 09.528/27858). Con la votazione popolare del 24 novembre 2024, anche la popolazione ha approvato la riforma (FF 2025 452). Il Consiglio federale non vede quindi motivo di tornare su questa decisione. Inoltre, occorre attendere gli effetti dell’introduzione del finanziamento uniforme.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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