25.4373 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. A che punto è l’USAV nell’elaborazione di una procedura di valutazione delle immissioni di pesticidi tramite i drenaggi? Entro quando tale procedura diventerà operativa?
2. Il Consiglio federale terrà conto in questo contesto dei rischi derivanti dal cambiamento climatico, come forti precipitazioni e periodi di canicola più frequenti nella stagione estiva, fenomeni che provocano fessure nel terreno attraverso le quali i pesticidi con la pioggia defluiscono direttamente negli impianti di drenaggio?
3. Dall’entrata in vigore dell’ordinanza sui prodotti fitosanitari (2011), quanti prodotti fitosanitari sono stati omologati senza che, con l’ausilio di un modello di previsione adeguato al contesto svizzero, sia stata valutata l’immissione di principi attivi e residui nelle acque tramite i drenaggi? A quanto ammonta la quota di prodotti fitosanitari autorizzati che rientrano in questa casistica?
4. Corrisponde al vero che, a seguito della sentenza del Tribunale federale, non possono più essere omologati prodotti fitosanitari perché manca un modello di calcolo convalidato in Svizzera per l’inquinamento delle acque correlato ai drenaggi? Se no, per quale motivo?
5. Che cosa intende fare il Consiglio federale per ovviare a questa situazione?
6. Ritiene che il servizio d’omologazione e i servizi di valutazione necessitino, a tale scopo, di più personale specializzato? Se no, per quale ragione?
Begründung
Il 30 per cento delle superfici svizzere per l’avvicendamento delle colture è drenato. Le immissioni di pesticidi provocate dai drenaggi incidono dunque notevolmente sulla protezione delle acque. Con la sentenza 2C_341/2023 del 30 aprile 2025, il Tribunale federale ha sospeso l’estensione del campo di applicazione di un prodotto fitosanitario per la concia delle sementi contenente il principio attivo «Teflutrin» e incaricato l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) di riesaminare la questione. Uno dei motivi principali alla base di tale decisione è che l’Ufficio federale dell’agricoltura, all’epoca dei fatti competente in materia (competenza odierna: USAV), non disponendo di un modello di calcolo convalidato in Svizzera, non aveva valutato l’immissione di pesticidi nelle acque superficiali derivante dagli impianti di drenaggio nonostante l’ordinanza sui prodotti fitosanitari imponga un tale controllo. Il Tribunale federale ha pertanto invitato l’USAV a istituire una procedura di valutazione per l’inquinamento delle acque provocato dalle immissioni di prodotti fitosanitari e dei relativi residui tramite i drenaggi. Fino ad allora, non si dovrà autorizzare l’estensione del campo di applicazione del prodotto fitosanitario contenente «Teflutrin».
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 4. Sulla base dei lavori svolti nell’ambito del «Piano d’azione per la riduzione del rischio e l’utilizzo sostenibile di prodotti fitosanitari» (www.ufag.admin.ch > Temi > Vegetali > Protezione sostenibile dei vegetali > Piano d’azione dei prodotti fitosanitari), è disponibile un modello di calcolo convalidato per la Svizzera. La sentenza del Tribunale federale citata nella domanda si è basata su documenti dell’autorità inferiore risalenti ad anni precedenti, quando questo modello non era ancora stato convalidato per la Svizzera. Sono attualmente in fase di elaborazione misure adeguate di riduzione del rischio per i casi in cui l’immissione di prodotti fitosanitari attraverso il drenaggio comporta un rischio inaccettabile per gli organismi acquatici; tali misure potranno essere prese in considerazione nel corso del 2026 durante la fase di omologazione dei prodotti fitosanitari. 2. Le forti precipitazioni estive possono essere prese in considerazione utilizzando per i calcoli quantità di precipitazioni elevate come valore standard. Il modello tiene conto anche delle crepe di disseccamento nel terreno. 3. La valutazione nella procedura di omologazione e la relativa gestione nell’ambito delle omologazioni sono diventate sempre più precise negli ultimi anni, sia in Svizzera sia negli Stati membri dell’UE. Altri ambiti sono stati integrati successivamente, ad esempio per quanto riguarda la protezione dell’utilizzatore e l’ecotossicologia. Nell’ambito del «riesame mirato» o del rinnovo delle omologazioni dei prodotti fitosanitari, le omologazioni vengono adeguate allo stato normativo attuale. Un ambito dell’ecotossicologia che ora deve essere regolamentato è la via di immissione attraverso il drenaggio. Nel frattempo è disponibile un modello di calcolo convalidato per il drenaggio ed è imminente anche l’introduzione dei relativi strumenti per le misure di riduzione del rischio (si vedano le risposte alle domande 1, 4 e 5). Alla luce di questa complessa evoluzione, non è possibile fornire al momento statistiche precise. 5. Il Comitato di direzione prodotti chimici e prodotti fitosanitari, composto dai direttori degli Uffici federali dell’ambiente (UFAM), della sanità pubblica (UFSP), della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e dell’agricoltura (UFAG) nonché della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), ha incaricato l’UFAM, l’USAV e l’UFAG di elaborare le necessarie misure di riduzione del rischio entro la fine del 2025. Queste sono incluse come condizioni d’uso nelle omologazioni dei prodotti fitosanitari se ciò è necessario sulla base della valutazione. 6. Non sono necessarie risorse aggiuntive per l’esame specifico dei rischi posti dalle vie di drenaggio, poiché questi calcoli sono automatizzati. Tuttavia, resta una sfida prendere decisioni inerenti alle omologazioni entro le scadenze previste dai richiedenti con le risorse di personale disponibili. Il Protocollo sulla sicurezza alimentare proposto dal Consiglio federale nell’ambito del pacchetto Svizzera-UE comprende anche l’omologazione dei prodotti fitosanitari. Ciò consentirebbe alla Svizzera di essere pienamente integrata nel sistema di autorizzazione dell’UE. Al momento non è possibile quantificare con precisione le risorse necessarie, poiché la procedura di attuazione è ancora in corso. Tuttavia, non vi è alcun dubbio che questa integrazione nel sistema europeo sia la soluzione sensata, in quanto eviterà di svolgere alcuni lavori in parallelo a quelli dell’UE, come in parte avviene oggi.