25.4374 · Interpellanza · 2025-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
L’Accordo sull’energia elettrica tra la Svizzera e l’UE prevede per la Svizzera la completa liberalizzazione del suo mercato elettrico, la quale promette sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, libertà di scelta del fornitore e prezzi vantaggiosi per i consumatori di elettricità nonché maggiore innovazione nel settore energetico. Allo stesso tempo i detrattori dell’Accordo, dal canto loro, sostengono che la liberalizzazione del mercato elettrico comprometterebbe il raggiungimento degli obiettivi di incremento della produzione elettrica nazionale da fonti rinnovabili.
Le dichiarazioni del Consiglio federale sulla necessità di modelli alternativi per lo stoccaggio dell’energia fotovoltaica prodotta da impianti decentralizzati hanno generato incertezza tra molti proprietari di impianti. Il settore elettrico parla di un «swiss finish» ambiguo sotto molti aspetti.
Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:
Come intende il Consiglio federale rispondere all’attuale incertezza dei produttori privati di energia elettrica?
Come pensa il Consiglio federale di evitare un rallentamento del processo di potenziamento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili? Una volta realizzata la liberalizzazione totale del mercato elettrico, quali modelli di incentivazione non finanziati attraverso il servizio universale il Consiglio federale prevede di proporre?
Riguardo alla libertà di scelta tra servizio universale e libero mercato esistono dati legati alle esperienze di altri Paesi in merito in particolare alle scadenze e ai costi per un simile cambio? Quali scadenze e quali costi prevede il Consiglio federale?
Come si garantirà per il servizio universale una effettiva protezione da forti fluttuazioni dei prezzi e una fornitura di energia elettrica a tariffe accessibili?
In quali altri settori il Consiglio federale intende andare oltre quanto imposto dall’Accordo sull’energia elettrica?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il progetto per la stabilizzazione e l’ulteriore sviluppo della via bilaterale con l’Unione europea (UE), attualmente in consultazione, contiene una proposta di attuazione dell’Accordo sull’energia elettrica in Svizzera. Il progetto mantiene alcune misure fondamentali di promozione delle energie rinnovabili, quali la rimunerazione per l’immissione in rete di elettricità da fonti rinnovabili, la rimunerazione unica per la costruzione di nuovi impianti, la rimunerazione per le garanzie di origine e gli sconti sui costi di rete nel caso dell’autoconsumo. Il progetto prevede tuttavia l’abolizione della rimunerazione minima dopo un periodo di transizione. Ciò dipende dal fatto che con la completa liberalizzazione del mercato non sarà più possibile garantirne il finanziamento attraverso l’attuale monopolio nel servizio universale. Ciò non significa però che l’immissione in rete non sarà più rimunerata. L’elettricità prodotta dai piccoli impianti dovrà ancora essere ritirata e rimunerata anche in futuro, ma al prezzo di mercato. Inoltre, il 1° gennaio 2026 entreranno in vigore diverse novità, grazie alle quali saranno possibili modelli alternativi per l’immissione in rete dell’energia fotovoltaica prodotta da impianti decentralizzati: le comunità locali di energia elettrica permetteranno la commercializzazione locale a condizioni vantaggiose dell’elettricità prodotta in loco; le tariffe di rete dinamiche e differenziate a livello locale forniranno un incentivo per adattare la produzione e lo stoccaggio alla situazione attuale del mercato; i produttori di energia elettrica e i gestori degli impianti di stoccaggio potranno vendere la propria flessibilità ad altri attori e diverse soluzioni di stoccaggio saranno sostenute finanziariamente attraverso il rimborso del corrispettivo per l’utilizzazione della rete. Vista l’attuale situazione del mercato, in cui i costi delle soluzioni di stoccaggio sono scesi sensibilmente, facilitando l’impiego locale dell’elettricità prodotta da impianti decentralizzati, e le attuali condizioni per l’incentivazione delle energie rinnovabili, il Consiglio federale non ritiene opportuno compensare l’abolizione della rimunerazione minima. 2. In linea di principio va sottolineato che, a causa del recepimento dinamico del diritto dell'UE, non è possibile prevedere con certezza la futura compatibilità dei modelli di promozione svizzeri con il diritto dell'Unione europea. Con l’Accordo sull’energia elettrica la Svizzera e l’UE si impegnano tuttavia a potenziare ulteriormente la propria produzione di energie rinnovabili. La Svizzera si è posta l’obiettivo indicativo, ambizioso ma raggiungibile, di una quota di energie rinnovabili del 48,4 per cento rispetto al consumo lordo di energia finale entro il 2030. Gli obiettivi di potenziamento delle energie rinnovabili previsti dalla legge sull’energia e le principali misure per la promozione delle energie rinnovabili, tra cui in particolare il premio di mercato fluttuante e i contributi agli investimenti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, vengono mantenuti. L’integrazione nel sistema elettrico dell’elettricità rinnovabile prodotta da impianti decentralizzati e il suo utilizzo sono incentivati attraverso le misure descritte al punto 1. Stando al progetto in consultazione, le quote minime di energia elettrica rinnovabile che compongono il servizio universale devono essere mantenute, benché occorra abolire il criterio della produzione nazionale, in quanto nel mercato interno esso potrebbe essere discriminatorio. Queste misure consentiranno di potenziare ulteriormente la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. 3. Il 27 giugno 2024 l’Ufficio federale dell’energia (UFE) ha pubblicato i risultati di un sondaggio realizzato nella rete esterna del DFAE nell’UE sugli effetti dell’apertura del mercato dell’energia elettrica per i piccoli clienti negli Stati membri dell’UE (disponibile su www.bfe.admin.ch > Novità e media > Pubblicazioni). L’indagine mostra che la percentuale dei piccoli clienti che hanno cambiato fornitore è rimasta a un livello basso. Inoltre, secondo l’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia dell’UE (ACER) il mercato elettrico europeo è caratterizzato, lato domanda, da una bassa percentuale di economie domestiche che decidono di cambiare fornitore. Per il 2023 è stato calcolato un tasso di cambio pari al circa il sette per cento. Nel progetto posto in consultazione il Consiglio federale propone che il cambio di fornitore venga eseguito il più rapidamente possibile, nel rispetto delle disposizioni contrattuali. Nel progetto in consultazione è previsto che il fornitore del servizio universale possa addebitare ai clienti che scelgano di farne parte o di abbandonarlo nel corso dell’anno una tassa a copertura delle eventuali spese sostenute (ad es. per l’acquisto a lungo termine di energia elettrica richiesto). L’obiettivo è evitare che i clienti che rimangono nel servizio universale vengano svantaggiati dall’eventuale scelta di altri di cambiare. La Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) stabilirà alcuni criteri per la determinazione dell’importo della suddetta tassa. 4. I fornitori del servizio universale devono perseguire una strategia strutturata per l’acquisto dell’energia elettrica. Ciò permette di ammortizzare eventuali fluttuazioni dei prezzi di mercato. Tuttavia, il prezzo è un importante indice dell’eventuale scarsità di energia elettrica. Tali segnali contribuiscono anche a una fornitura efficiente di energia elettrica e quindi, in ultima analisi, hanno un effetto sui prezzi dell’elettricità per tutti i clienti. Il progetto in consultazione prevede misure di accompagnamento a tutela dei consumatori finali, tra le quali si annoverano criteri minimi per i contenuti dei contratti, il divieto di pratiche contrattuali abusive, il monitoraggio del funzionamento del mercato da parte della ElCom, una piattaforma elettronica per il confronto delle offerte dei diversi fornitori e un organo di mediazione per i consumatori finali in caso di controversie. 5. Considerati la complessità della materia e un certo margine interpretativo non è possibile fornire una risposta univoca. Il progetto posto in consultazione contiene una proposta di implementazione dell’Accordo sull’energia elettrica adattata specificamente all’attuale legislazione svizzera in materia di energia. Si è cercata una proposta idonea e coerente. Per il Consiglio federale è importante che l’implementazione dell’Accordo sia condivisa dalla maggioranza. Vengono pertanto tenute in adeguata considerazione le esigenze dei vari gruppi d’interesse svizzeri e si cerca di sfruttare al meglio, qualora necessario, il margine di manovra offerto dalla legislazione europea in materia. Il Consiglio federale analizzerà i pareri ricevuti e rivedrà all’occorrenza il progetto.