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Conflitto israelo-palestinese. Per una Svizzera impegnata a favore di negoziati e di un processo di pace

25.4381 · Mozione · 2025-09-26

Dipartimento degli affari esteri

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a:

  1. riaffermare che una soluzione al conflitto israelo-palestinese può essere raggiunta solo sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare della risoluzione 242;

  2. avviare un processo politico finalizzato a implementare la risoluzione in questione, singolarmente o collettivamente con altri Stati, nel quadro della dichiarazione di New York del 29 luglio 2025 sull’attuazione della soluzione a due Stati;

  3. unirsi attivamente a uno Stato o a un gruppo di Stati che avviino tale processo;

  4. promuovere attivamente la Svizzera e la Ginevra internazionale come sede di negoziati per attuare la risoluzione 242 e la summenzionata dichiarazione di New York;

  5. riattivare le proposte contenute nell’Iniziativa di Ginevra.

Begründung

In occasione della conferenza delle Nazioni Unite del 29 luglio 2025 sull’attuazione della soluzione a due Stati, il nostro Paese aveva ricordato che tale soluzione rappresenta l’unica via per consentire a Israeliani e Palestinesi di coesistere fianco a fianco in pace, sicurezza e dignità, all’interno di confini sicuri e riconosciuti, conformemente al diritto internazionale. Il 12 settembre 2025 l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato con 142 voti a favore, tra cui quello svizzero, la dichiarazione di New York del 29 luglio 2025 sulla risoluzione pacifica della questione palestinese e sull’attuazione della soluzione a due Stati. Il 22 settembre, nell’ambito dell’Assemblea generale dell’ONU, Francia e Arabia Saudita hanno organizzato la conferenza di follow-up della conferenza del 29 luglio scorso. Rappresentata dal consigliere federale Ignazio Cassis, la Confederazione ha ricordato l’importanza della soluzione a due Stati e ha ribadito il proprio sostegno alla dichiarazione di New York, che invita gli Stati a compiere passi concreti per porre fine alla guerra a Gaza, mettere in atto la soluzione a due Stati e consentire l’integrazione regionale.L’allegato alla dichiarazione contiene un lungo elenco di misure concrete da attuare per realizzare progressivamente la soluzione a due Stati. Queste misure comprendono innanzitutto il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi, ma anche, per il periodo successivo al conflitto, l’istituzione di una forza di stabilizzazione delle Nazioni Unite, l’unificazione della Striscia di Gaza con la Cisgiordania, il sostegno politico e finanziario all’Autorità palestinese per consentirle di governare da sola l’intero territorio palestinese, il sostegno alla riforma della governance dell’Autorità palestinese, l’aumento degli aiuti alla Mezzaluna Rossa palestinese e all’UNRWA per soddisfare le esigenze di base della popolazione palestinese, il riconoscimento della Palestina ecc. La Svizzera promuove la soluzione a due Stati basandosi in particolare sulle risoluzioni del Consiglio di sicurezza 242 (del 1967), 338 (del 1973) – che ribadisce la necessità di attuare la risoluzione precedente – e 2334 (del 2016) sull’illegalità degli insediamenti. La risoluzione 242, basata sul principio «terra in cambio di pace», prevede il ritiro delle forze armate israeliane dai territori occupati nel 1967 (obbligo giuridico ricordato dalla Corte internazionale di giustizia nel suo parere del 19 luglio 2024), la fine della guerra, il riconoscimento reciproco e il divieto di conquistare territori militarmente. Sulla base della risoluzione 242, documento cardine del processo verso la soluzione a due Stati, e dello slancio generato dalle due conferenze di New York sulla sua concretizzazione, la Svizzera potrebbe tornare a svolgere un ruolo diplomatico di primo piano, insieme alla Francia e all’Arabia Saudita, in vista dell’attuazione della risoluzione 242 e della dichiarazione di New York, non solo offrendo i suoi buoni uffici e ospitando gruppi di lavoro e più in generale negoziati nella Ginevra internazionale – considerate le restrizioni sui visti imposte dagli Stati Uniti – ma anche riattivando l’Iniziativa di Ginevra o almeno il suo contenuto, che a oggi rimane il piano di pace migliore.

Antrag des Bundesrates

Accogliere (in parte)

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ribadisce sistematicamente, a livello bilaterale e multilaterale, la sua convinzione che solo una soluzione negoziata a due Stati, Israele e Palestina, conforme al diritto internazionale e ai parametri concordati a livello internazionale, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU, possa condurre a una pace duratura tra Israeliani e Palestinesi. La risoluzione 242 del Consiglio di sicurezza è parte integrante di tali parametri. 2. Il Consiglio federale considera prioritaria l’attuazione, conformemente al diritto internazionale, degli strumenti e dei parametri esistenti, tra cui la dichiarazione di New York sulla risoluzione pacifica della questione palestinese e sull’attuazione della soluzione a due Stati del 4 agosto 2025 (Dichiarazione di New York, https://docs.un.org/en/A/CONF.243/2025/1) e il «Gaza Peace Plan for peace in the Middle East» (piano in 20 punti, menzionato nella risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’ONU del 17.11.2025: https://docs.un.org/en/s/res/2803(2025)), e sostiene attivamente gli sforzi in tal senso (v. risposta 3.–4.) per cogliere l’attuale dinamica volta a interrompere i cicli di violenza. Pertanto, ritiene che l’avvio di un nuovo processo non apporterebbe alcun valore aggiunto. 3.–4. Il Consiglio federale sostiene attivamente gli sforzi internazionali volti a porre fine alla guerra a Gaza e a ristabilire una prospettiva di pace duratura in Medio Oriente, fondata sul diritto internazionale e sulla soluzione a due Stati. A tal fine, la Svizzera ha partecipato alla conferenza ONU sull’attuazione della soluzione a due Stati nei mesi di luglio e settembre 2025 e ne sostiene la dichiarazione finale (Dichiarazione di New York, v. risposta 2), i cui principi si riflettono anche nel «Gaza Peace Plan» (v. risposta 2). Per contribuire all’attuazione di tali iniziative, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) mette a disposizione la propria competenza tecnica nei settori del diritto internazionale umanitario, del disarmo e dello sminamento e rafforzerà il proprio aiuto umanitario. Inoltre, la Svizzera partecipa all’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione a due Stati, indicata nella dichiarazione di New York quale meccanismo per garantire il monitoraggio degli obiettivi della conferenza, ed è attiva anche in seno all’ONU, come illustrato nella risposta del Consiglio federale alla mozione Broulis (25.4125 Rispetto del diritto internazionale umanitario (a Gaza)). Infine, i buoni uffici della Svizzera e la Ginevra internazionale restano a disposizione delle parti per sostenere qualsiasi sforzo volto alla realizzazione della soluzione a due Stati. 5. Sebbene l’obiettivo dell’Iniziativa di Ginevra sia in linea con la posizione svizzera a favore della soluzione a due Stati, oggi la sua efficacia e il suo impatto sono diminuiti, come ha confermato una valutazione esterna (External Evaluation of the Geneva Initiative 2010 – 2020) condotta nel 2020. Per questo il DFAE ha deciso di interrompere il sostegno finanziario all’Iniziativa di Ginevra e di privilegiare nuove iniziative di promozione del dialogo e della pace.

Il Consiglio federale propone di accogliere i punti 1, 3 e 4 e di respingere i punti 2 e 5 della mozione.

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