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Stop alla delocalizzazione all'estero dei posti di lavoro nelle aziende federali

25.4387 · Mozione · 2025-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali affinché le imprese con partecipazione maggioritaria della Confederazione e sede in Svizzera non possano delocalizzare posti di lavoro all’estero.

Begründung

La competitività della Svizzera si fonda su manodopera qualificata, istituzioni solide e infrastrutture moderne. Le aziende a maggioranza federale – come La Posta, Swisscom o FFS – non solo garantiscono servizi essenziali, ma beneficiano anche di una posizione privilegiata grazie al sostegno pubblico e alla credibilità che deriva dal legame con lo Stato. Esse hanno quindi un dovere particolare nei confronti dell’economia nazionale e della coesione del Paese.

La decisione della Posta di creare entro il 2030 circa 200 posti IT in Portogallo, eliminandone un numero equivalente in Svizzera, è un segnale preoccupante. Non si tratta di espansione, ma di un trasferimento netto di competenze, giustificato con presunte difficoltà di reclutamento interno. Parallelamente, il centro IT aperto a Lisbona nel 2022 è destinato a superare i 260 collaboratori, rafforzando la dipendenza da strutture estere in un settore sensibile.

Queste scelte indeboliscono la piazza economica svizzera, erodono competenze digitali e sollevano seri interrogativi di sicurezza. Affidare all’estero funzioni come il voto elettronico o la protezione della corrispondenza mette in discussione la fiducia della popolazione e la sovranità digitale dello Stato.

L’autonomia imprenditoriale non può diventare un alibi per disimpegnarsi dalle responsabilità pubbliche. Le imprese federali devono rispettare vincoli chiari, soprattutto quando le loro decisioni toccano occupazione, sicurezza e coesione territoriale. La delocalizzazione di funzioni tecniche e amministrative sta diventando sistematica e rischia di svuotare progressivamente le competenze strategiche interne.

La risposta non è spostare posti all’estero, bensì rafforzare la formazione e valorizzare i talenti nazionali. Le aziende pubbliche devono essere un motore di qualificazione e innovazione, non promotrici di outsourcing.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale guida le imprese parastatali FFS, Posta Svizzera e Swisscom mediante obiettivi strategici e attende da loro una politica del personale avanzata e socialmente responsabile. Nella loro organizzazione, le aziende devono tenere conto delle esigenze delle diverse regioni della Svizzera. In linea di principio il Consiglio federale non interferisce invece nelle attività operative. La Posta prevede di ampliare gradualmente il suo centro IT a Lisbona entro al fine del 2030. L’azienda assicura che ciò non comporterà licenziamenti in Svizzera. Al contrario, negli ultimi anni la Posta ha creato nel nostro Paese nuovi posti di lavoro nel settore IT e nel 2024 ha aperto una nuova sede a Losanna per reclutare personale specializzato soprattutto dalla Svizzera francese. L’azienda prevede che, a causa di fluttuazioni naturali, nei prossimi cinque anni si verranno a creare in Svizzera circa 500 posti vacanti. Di questi, circa 130 saranno occupati all’estero. Per quanto concerne Swisscom, la continua pressione sui prezzi sul mercato svizzero delle telecomunicazioni e dell’IT fa sì che l’azienda debba ridurre costantemente i costi per motivi di natura economico-aziendale, in modo da poter continuare a investire anche in futuro nella rete in fibra ottica e nella rete mobile in tutte le regioni della Svizzera. Per questi motivi anche Swisscom, come altre aziende del settore, delocalizza alcuni servizi IT in Paesi limitrofi e lontani e attualmente occupa circa 600 collaboratori a Riga e a Rotterdam. Sia la Posta che Swisscom sottolineano che la Svizzera rimarrà la sede principale per i servizi IT anche in futuro e che i posti vacanti continueranno in buona parte a essere occupati nel nostro Paese. Inoltre le due aziende ritengono molto importanti la formazione e la formazione continua nel settore IT. Dopo aver completato con successo il loro apprendistato, gli apprendisti continueranno per quanto possibile a essere impiegati nel settore. Del resto va considerato che la prevista creazione di posti di lavoro all’estero non è tale da avere un impatto significativo sul mercato del lavoro svizzero. Il Consiglio federale attende ovviamente dalle imprese parastatali che la sicurezza dei dati sia sempre e del tutto garantita anche nelle attività all’estero. La creazione di posti di lavoro all’estero nel settore IT è compatibile con gli obiettivi strategici delle imprese parastatali, in quanto è finalizzata al reclutamento sul mercato internazionale di personale IT altamente specializzato, al supporto delle attività in Svizzera e alla garanzia della competitività e capacità di innovazione delle aziende. Limitare la libertà imprenditoriale di queste ultime nello sviluppo di posti di lavoro all’estero potrebbe compromettere la loro competitività in Svizzera. Visto quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno un adeguamento delle basi legali volto a impedire la delocalizzazione all’estero di posti di lavoro da parte delle imprese a partecipazione maggioritaria della Confederazione aventi sede in Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.