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Rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento grazie all’identificazione delle materie prime e dei prodotti semilavorati d’importanza critica per la Svizzera

25.4419 · Postulato · 2025-12-01

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che identifichi le materie prime e i prodotti semilavorati d’importanza critica per la Svizzera e indichi come identificare i rispettivi rischi, in modo da garantire la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine. Questo rapporto dovrà precisare, tra le altre cose:quali materie prime e quali prodotti semilavorati sono considerati d’importanza critica per la Svizzera e secondo quale metodologia viene effettuata tale classificazione;quali dati (ad es. origine, settore di utilizzo, concentrazione dei fornitori, scorte) sono necessari per la valutazione e come vengono ottenuti;quali uffici federali sono incaricati di identificare le materie prime d’importanza critica e di raccogliere i dati pertinenti;quali settori chiave (industria MEM, farmaceutica/ambito MedTech, TIC, energia, mobilità, difesa), associazioni e PMI sono interessati e in che modo sono coinvolti nell’identificazione delle materie prime, dei prodotti semilavorati e dei rischi rilevanti;come si potrebbe realizzare un sistema di allerta precoce (che tenga conto, ad esempio, delle fluttuazioni dei prezzi, delle restrizioni alle esportazioni e degli eventi geopolitici).

Begründung

In quanto paese esportatore, la Svizzera dipende da catene di approvvigionamento stabili. Le materie prime importanti dal punto di vista geoeconomico (p. es. terre rare, litio o rame) e i prodotti semilavorati essenziali (magneti permanenti, componenti di batterie, semiconduttori) sono indispensabili nei settori dell’energia, dell’industria MEM, delle TIC, della mobilità, della farmaceutica e dell’ambito MedTech, nonché della difesa. Le tensioni geopolitiche, le restrizioni commerciali e i problemi logistici minacciano la sicurezza dell’approvvigionamento, la competitività e la sovranità del nostro Paese. La maggior parte delle nazioni industrializzate valuta le materie prime d’importanza critica individuando le vulnerabilità e monitorando costantemente i rischi legati all’approvvigionamento. Ad oggi, la Svizzera non ha stilato un elenco di materie prime e prodotti semilavorati d’importanza critica, né ha designato un ente incaricato di monitorare la situazione dell’approvvigionamento. La direzione di un organismo di questo tipo potrebbe essere affidata al DDPS, in collaborazione con altri dipartimenti e uffici federali. Nel quadro del commercio internazionale attualmente si stanno verificando numerosi sconvolgimenti. I dazi statunitensi sulle importazioni svizzere e le restrizioni cinesi alle esportazioni, in particolare per quanto riguarda le terre rare, hanno un impatto diretto sull’industria elvetica. Essendo un attore globale di secondo piano, la Svizzera ha poca influenza su queste dinamiche. È quindi ancora più importante identificare rapidamente le fonti di rischio per continuare a essere resilienti e reattivi.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Di norma la responsabilità del monitoraggio delle catene di approvvigionamento e dei relativi rischi ricade sulle aziende nell’ambito della gestione della continuità operativa: dispongono infatti di una conoscenza diretta del mercato e sono quindi le prime istanze in grado di individuare e gestire i rischi. In questo contesto la Confederazione svolge un ruolo complementare e di coordinamento, promuovendo il dialogo tra le imprese e valutando le dipendenze critiche dal punto di vista commerciale. Il Consiglio federale condivide l’esigenza di individuare e valutare tempestivamente i potenziali rischi legati all’approvvigionamento di materie prime. Le questioni sollevate nel postulato vengono già affrontate nell’ambito di lavori in fase di svolgimento e di rapporti esistenti o in fase di redazione.L’identificazione delle materie prime potenzialmente d’importanza critica avviene sulla base dei criteri e della procedura descritti nel rapporto Approvvigionamento dell’industria svizzera in materie prime minerali per la transizione energetica (non disponibile in italiano) del 13 dicembre 2024. Già in quell’anno l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) ha convocato un gruppo di esperti addetti alle materie prime d’importanza critica, composto da rappresentanti dell’economia, della Confederazione e del settore specializzato Industria dell’Approvvigionamento economico del Paese, i cui lavori si sono protratti anche nel 2025. Sulla base dell’attuale situazione di mercato e degli sviluppi rilevanti, il gruppo di esperti verifica ogni anno se esistono rischi di approvvigionamento per singole materie prime che, in caso di carenza prolungata, potrebbero richiedere l’adozione di misure statali nell’ambito dell’Approvvigionamento economico del Paese. In relazione alle materie prime identificate, l’UFAE analizza in particolare la dipendenza dalle importazioni e i relativi scopi di utilizzo. Le analisi svolte nel 2025, basate sui dati relativi alle importazioni del 2024, hanno dimostrato che nessuna delle materie prime esaminate – quali litio, magnesio, fosforo o metalli del gruppo delle terre rare – presenta attualmente una situazione critica dal punto di vista dell’approvvigionamento. Per intensificare ulteriormente il dialogo tra Confederazione, politica ed economia, si prevede di ampliare in maniera mirata il gruppo di esperti nel 2026.Le analisi in questione si concentrano deliberatamente sulle materie prime. A causa della loro grande eterogeneità, della difficoltà nel delimitare i singoli prodotti e della loro scarsa rilevanza economica, un monitoraggio sistematico da parte dello Stato dei prodotti semilavorati rappresenterebbe un onere eccessivo .Nel rapporto del 13 dicembre 2024, i prodotti semilavorati sono comunque stati classificati nel capitolo 2.2.2; la tabella 1 riporta i volumi delle importazioni, la provenienza e le dipendenze separatamente per ogni materia prima e prodotto semilavorato. In alcuni casi la Confederazione interviene direttamente, per esempio se altri Stati agiscono sul mercato, imponendo magari delle restrizioni alle esportazioni. A tal fine sfrutta canali diplomatici di comprovata efficacia; in passato iniziative di questo tipo hanno avuto ripetutamente esito positivo. Attualmente la SECO sta chiarendo se aziende svizzere siano interessate in misura più ampia dalle restrizioni alle esportazioni imposte da singoli Stati.A titolo integrativo, sotto la guida della piattaforma interdipartimentale sulle materie prime (DFAE, DFF, DEFR) è in fase di elaborazione un rapporto approfondito del Consiglio federale, che esamina le condizioni quadro per l’intero settore svizzero delle materie prime e che dovrebbe essere pubblicato nel giugno 2026. Anche in questo documento viene affrontata la questione delle materie prime minerali. Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale non ritiene opportuno redigere un ulteriore rapporto come richiesto dal postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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