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25.4428 · Interpellanza · 2025-12-02

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a illustrare come si potrebbe semplificare e standardizzare la riscossione dell’imposta alla fonte presso i lavoratori per porre rimedio alla dispersione che si riscontra a livello cantonale.

  1. Come valuta il Consiglio federale le attuali differenze tra le procedure cantonali di riscossione dell’imposta alla fonte in termini di certezza del diritto, efficienza e competitività?

  2. Quali possibilità intravede per standardizzare o almeno armonizzare le procedure a livello nazionale?

  3. Il Consiglio federale sta valutando l’eventualità di creare, per la riscossione dell’imposta alla fonte, un portale digitale nazionale che consenta di standardizzare le procedure cantonali applicabili alle imprese?

  4. Quali sono le forme di collaborazione tra Confederazione e Cantoni che permetterebbero di ridurre la burocrazia senza violare l’autonomia fiscale dei vari livelli statali?

  5. Il Consiglio federale ritiene che la riscossione dell’imposta alla fonte possa essere utilizzata nell’ambito dell’e-government come progetto pilota per testare una procedura di facile accesso per i cittadini e l’imprenditoria?

Begründung

Attualmente in Svizzera la riscossione dell’imposta alla fonte per i lavoratori è regolamentata in modo fortemente frammentato. Ogni Cantone ha procedure, tariffe, moduli e sistemi digitali propri. Di conseguenza, le imprese che impiegano personale in più Cantoni si trovano a sostenere notevoli costi amministrativi aggiuntivi e ad affrontare scadenze diverse e normative speciali complesse. Questa situazione colpisce in modo particolare le aziende con strutture sovracantonali come le grandi imprese, le agenzie di lavoro interinale o le PMI che operano a livello internazionale. Le aziende sono ora costrette a destreggiarsi fra procedure, moduli e sistemi digitali diversi. Anche piccoli cambiamenti nello status personale – ad esempio il matrimonio, il cambiamento di domicilio o l’ottenimento di un permesso di soggiorno – hanno un impatto diretto sull’obbligo fiscale.

La diversità a livello cantonale complica inoltre l’esecuzione della normativa e pregiudica la certezza del diritto e la trasparenza per le parti coinvolte. Proprio nell’era della digitalizzazione sarebbe opportuno semplificare le procedure, armonizzarle a livello nazionale e, per quanto possibile, gestirle tramite una piattaforma unica. Inoltre, una soluzione di questo tipo sgraverebbe sia le imprese sia i lavoratori e aumenterebbe l’attrattiva della piazza economica svizzera, consentendo inoltre ai Cantoni di riscuotere le imposte in modo più efficiente.

Stellungnahme des Bundesrates

Ad domanda 1Nell’ambito della revisione dell’imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa, entrata in vigore il 1° gennaio 2021 (RU 2018 1813), l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha ampiamente uniformato il regime dell’imposta alla fonte in stretta collaborazione con i Cantoni. Ai fini del calcolo dell’imposta alla fonte e del relativo versamento si applicano tuttora due modelli diversi, ma uniformi nella struttura: il modello annuale e il modello mensile. L’AFC ha emanato la circolare n. 45 concernente l’imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa dei lavoratori (www.estv.admin.ch > Imposta federale diretta > Informazioni specifiche > Circolari), che disciplina i dettagli in modo vincolante per i Cantoni. Questa soluzione pragmatica è stata esplicitamente confermata dal Parlamento. Di conseguenza, le differenze tra i Cantoni risultano trascurabili, fatta eccezione per i moduli e per le soluzioni basate su un portale che vengono impiegati per il conteggio dell’imposta alla fonte da consegnare alle autorità fiscali cantonali. Se impiega più collaboratori assoggettati all’imposta alla fonte che hanno il domicilio o la dimora settimanale in Cantoni diversi, il datore di lavoro deve conteggiare l’imposta alla fonte con più autorità fiscali cantonali. Per ridurre l’onere amministrativo che i datori di lavoro devono affrontare in questi casi, l’associazione Swissdec – di cui è membro la Conferenza svizzera delle imposte (CSI) e quindi indirettamente anche l’AFC – ha sviluppato la procedura ELM. Utilizzando un programma di contabilità salariale certificato ELM, i datori di lavoro possono trasmettere i dati necessari per il conteggio dell’imposta alla fonte a tutte le autorità fiscali competenti, semplicemente premendo un pulsante al momento dell’elaborazione degli stipendi. Tuttavia, qualora non disponga di un simile programma, il datore di lavoro può essere costretto a conteggiare l’imposta alla fonte separatamente in ciascun Cantone, utilizzando di volta in volta il modulo o il portale online previsto dal rispettivo Cantone. In alternativa, egli può utilizzare i moduli dell’AFC pubblicati come allegati alla circolare n. 45 e generalmente accettati da tutti i Cantoni. Ad domanda 2Considerata l’armonizzazione già avvenuta, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire ulteriormente. Ad domande 3 e 5Non è prevista la creazione di un portale digitale nazionale per il conteggio dell’imposta alla fonte. Un simile progetto sarebbe in concorrenza con la procedura ELM, già introdotta con successo. Ad domanda 4L’AFC è membro della CSI ed è rappresentata nei suoi gruppi di lavoro dedicati all’imposta alla fonte e alle imposte ELM. Inoltre, la CSI è membro di Swissdec, l’associazione responsabile della certificazione e della definizione degli standard ELM. Secondo il Consiglio federale, la collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni è quindi sufficientemente garantita.