Lexipedia

25.4454 · Interpellanza · 2025-12-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

In Svizzera, nei grandi agglomerati i centri di accoglienza notturna offrono riparo alle persone rimaste senza tetto. In particolare nei mesi invernali, pernottare all’esterno può essere fatale. Di recente sono stati istituiti nuovi centri di accoglienza notturna in città di medie dimensioni come Baden e Olten; la notevole affluenza in questi centri conferma l’urgente necessità di disporre di simili strutture.

Questi centri sono gestiti dai Cantoni, dai Comuni o da privati. Nei casi in cui il bacino d’utenza (zona di provenienza «logica» degli utenti) e i confini cantonali non coincidono, è possibile che insorgano problemi. I Cantoni e/o i Comuni di ubicazione che finanziano o partecipano ai costi delle strutture ritengono di non essere tenuti ad accogliere persone che non provengono dal loro bacino di competenza: questi utenti vengono respinti, oppure accolti con una tariffa stabilita in base al Cantone di origine. La tariffa così determinata rappresenta un ostacolo assurdo per i senzatetto. Questa realtà porta spesso a situazioni complesse, come dimostra il caso della struttura privata «Schlafguet» di Olten, che rischia la chiusura per problemi finanziari nonostante la comprovata necessità di disporre di una struttura di questo tipo.

Coordinare l’offerta e armonizzare i modelli di finanziamento rafforzerebbe in modo decisivo questo tipo di strutture in tutta la Svizzera. Così facendo si agevolerebbe anche il lavoro delle autorità nel raggiungere le persone in difficoltà, sgravando inoltre l’operato della polizia.

Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. In quante località svizzere è presente una struttura di accoglienza notturna e quanti sono in totale i posti disponibili?

  2. Come valuta questa offerta dal punto di vista quantitativo e in considerazione della ripartizione geografica? I posti sono sufficienti? Esistono regioni con un’offerta insufficiente?

  3. La penuria di alloggi si è acuita in diverse regioni, e non solamente nei grandi agglomerati. Come valuta il Consiglio federale la copertura del territorio da parte delle strutture di accoglienza notturna sotto questo punto di vista?

  4. Quali misure sono efficaci per evitare disparità cantonali nell’offerta delle strutture di accoglienza notturna a causa dei confini cantonali o dei Cantoni di origine degli utenti?

  5. Il Consiglio federale è disposto ad assumere compiti di coordinamento o ad offrire sostegno in altro modo, per esempio per quanto riguarda la pianificazione dell’offerta, la struttura delle tariffe o le condizioni di ammissione alla struttura?

Stellungnahme des Bundesrates

In determinati Comuni e città svizzere, la problematica dei senzatetto è fonte di preoccupazione per le autorità competenti, anche se la gravità della situazione varia da un luogo all’altro. A seconda della ripartizione delle competenze, i provvedimenti in materia devono essere adottati dai Cantoni, dai Comuni oppure dalle città.

1. La Confederazione non raccoglie dati né sul numero e sull’ubicazione dei centri di accoglienza notturna, né sulla loro capacità. La diversità a livello di offerta, di attori e di enti responsabili complica molto il rilevamento di dati affidabili sui posti disponibili. Lo studio «Ausmass, Profil und Erklärungen der Obdachlosigkeit in acht der grössten Städte der Schweiz» effettuato dal Fondo nazionale svizzero (FNS) nel 2022 ha rilevato che dispongono di un centro di accoglienza notturna 17 città distribuite su 14 Cantoni (URL http://dx.doi.org/10.12682/lives.2296-1658.2022.93).

2. Le offerte per contrastare il fenomeno dei senzatetto si concentrano oggi nei grandi agglomerati urbani. Per rispondere alla crescente domanda, la capacità di accoglienza è stata aumentata. D’estate i centri non sono sempre pieni. A livello regionale, lo studio di cui sopra mostra che le strutture di accoglienza notturna mancano in particolare nelle regioni di Ginevra e Losanna. Oltre alle grandi città, anche le località nei Cantoni di dimensioni medie devono far fronte sempre più spesso al problema dei senzatetto e cercano di sviluppare offerte adeguate.

3. L’Esercito della salvezza, un operatore di rilievo per quanto concerne i centri di accoglienza notturna, ha constatato un aumento delle persone con disturbi psichici o problemi di dipendenza fra i propri utenti. Lo stesso trend si osserva per quanto riguarda i lavoratori poveri, le persone indebitate e le donne che non trovano un alloggio adeguato alle loro finanze. L’acuirsi del fenomeno è probabilmente correlato alla sempre minore disponibilità di alloggi a prezzi moderati; al tempo stesso, l’aumento dei prezzi dell’immobiliare complica anche il compito di queste strutture di accoglienza, che faticano a trovare locali adeguati.

4. Alcuni Cantoni disciplinano il finanziamento dei centri di accoglienza notturni e l’accesso agli stessi indipendentemente dai confini comunali. La legge per gli aiuti ai senzatetto (loi sur l’aide aux personnes sans abri [LAPSA]), varata nel 2021 dal Cantone di Ginevra, fornisce l’esempio di un approccio innovativo (https://ge.ch/grandconseil/data/loisvotee/L12911.pdf).

5. Stando all’articolo 115 Cost., gli indigenti sono assistiti dal loro Cantone di domicilio e la Confederazione disciplina le eccezioni e le competenze. La problematica dei senzatetto è dunque di competenza di Cantoni e Comuni. In virtù dell’articolo sopracitato è stata emanata la legge federale sull’assistenza (LAS), nella quale vengono precisate le nozioni presenti nella disposizione costituzionale e formulate prescrizioni sulle competenze cantonali. Con l’emanazione di questa legge la Confederazione ha esaurito il margine di manovra a sua disposizione. Nella gestione, gli aspetti centrali che esulano dalla definizione delle competenze (pianificazione dell’offerta, tariffazione, condizioni di accesso, ecc.), non devono dunque essere disciplinati a livello federale. In materia di lotta all’indigenza, la Piattaforma nazionale contro la povertà, le cui priorità sono ridefinite a intervalli regolari, consente lo scambio di esperienze e buone pratiche. I Cantoni, le città e i Comuni, rappresentati nella piattaforma, possono avvalersi di quest’ultima per formulare proposte.