25.4462 · Mozione · 2025-12-04
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di garantire che tutti i residui e sottoprodotti biogeni derivanti dalla produzione agricola e dalla loro trasformazione a valle possano continuare a essere valorizzati adeguatamente dal punto di vista materiale o energetico.
Adatta le basi legali relative all’energia e alla pianificazione del territorio in modo tale da evitare che disposizioni restrittive o limitazioni inadeguate, in particolare in materia di trasporti, impediscano la valorizzazione di tali flussi di materiali negli impianti a biogas.
Begründung
Le fluttuazioni stagionali delle quantità comportano eccedenze temporanee che impediscono una valorizzazione nella catena degli alimenti per animali in particolare di sottoprodotti dell’industria lattiero-casearia, polpe di barbabietola fresche o pressate e scarti vegetali. L’impossibilità di impiegarle per la produzione di biogas comporta il rischio di un maggiore impatto ecologico e agronomico, oltre che costi di smaltimento più elevati.
È pertanto necessario adeguare l’ordinanza sulla promozione dell’energia, nonché i relativi aiuti all’esecuzione, in modo tale che i residui derivanti dalla produzione agricola e dalla loro trasformazione a valle possano essere pienamente valorizzati anche negli impianti a biogas del settore agricolo, in particolare in caso di eccedenza, qualora non sia più possibile impiegarli nella catena degli alimenti per animali. Inoltre, occorre garantire l’esenzione dei residui biogeni da qualsivoglia restrizione in materia di trasporti (p. es. limiti di distanza).
Infine, i sottoprodotti derivanti dalla trasformazione a valle di prodotti agricoli devono essere qualificati come biomassa agricola ai sensi della legislazione sull’energia, senza che le restrizioni quantitative già esistenti in relazione al bonus per la biomassa agricola siano ulteriormente inasprite.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene importante che i residui e sottoprodotti biogeni derivanti dalla produzione agricola possano essere valorizzati adeguatamente dal punto di vista materiale ed energetico. Gli impianti agricoli a biogas possono fermentare una percentuale limitata di materie prime organiche aggiuntive (cosubstrati), ma a fronte di ciò vengono compensati con tassi di promozione nettamente superiori, fino a 50 centesimi per chilowattora di energia elettrica. Gli impianti industriali-artigianali non hanno tali limitazioni e beneficiano invece di tassi di promozione inferiori fino a 30 centesimi per chilowattora. Ai fini di un esercizio redditizio, gli impianti industriali-artigianali chiedono l’introduzione di una tassa che incentivi la fermentazione dei cosubstrati meno attrattivi. Un allentamento dei limiti di promozione degli impianti agricoli a biogas comporta che i costi per la valorizzazione dei cosubstrati non siano più sostenuti da chi li genera, bensì in buona parte dal Fondo per il supplemento rete e quindi alla fine dai consumatori di energia elettrica. Ciò sarebbe in contraddizione con il principio del diritto ambientale «chi inquina paga» (cfr. art. 2 della legge sulla protezione dell'ambiente; RS 814.01). L’attuale diritto in materia di pianificazione del territorio (art. 34a dell’ordinanza sulla pianificazione del territorio; RS 700.1) prevede che i substrati non agricoli destinati agli impianti agricoli a biogas possano essere trasportati di norma per una distanza massima di 50 km. L’obiettivo è limitare il traffico generato dagli impianti e preservarne il carattere agricolo e locale. Tuttavia, la verifica e applicazione di queste regole da parte dei Cantoni non avviene in modo sistematico. Sempre più impianti agricoli a biogas acquistano dall’estero glicerina a elevato tenore energetico, il che comporta trasporti a lungo raggio poco sensati dal punto di vista ecologico, costi di esercizio sensibilmente più elevati e meno spazio a disposizione negli impianti per i residui interni. A causa dell’aumento delle importazioni e dell’impiego di glicerina proveniente dall’estero, nei periodi di massima produzione lo spazio risulta spesso insufficiente per i residui svizzeri a minore contenuto energetico; ne consegue inoltre che parte dei contributi svizzeri confluisce indirettamente all’estero. In aggiunta, le lunghe distanze di trasporto determinano un elevato consumo di carburante, una ridotta efficienza energetica e un aumento dell’impatto climatico della produzione di biogas. Con la prossima revisione dell’ordinanza sulla promozione dell’energia (RS 730.03), il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni prevede di introdurre nuovi criteri di promozione per garantire che le sovvenzioni restino all’interno del territorio svizzero e che gli impianti agricoli a biogas generino valore aggiunto locale e sostenibile. L’attuazione concreta di questo obiettivo sarà illustrata nel quadro di una procedura di consultazione, presumibilmente nella primavera del 2026.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.