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La Svizzera non può essere "terra di saccheggio" delle bande criminali provenienti dalla Francia. È necessario rafforzare il personale dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) per controllare meglio le nostre frontiere

25.4466 · Mozione · 2025-12-04

Dipartimento delle Finanze

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è chiamato a rinunciare immediatamente a qualsiasi misura di risparmio riguardante il personale dell’UDSC e a proporre il prima possibile un potenziamento dello stesso per raggiungere, nel breve termine, i seguenti obiettivi in collaborazione con le forze di polizia cantonali:

- potenziare il personale operativo sul campo incaricato di effettuare i controlli al confine con la Francia;

- contribuire in modo decisivo alla reintroduzione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere, così come previsto dal regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen).

Begründung

In Svizzera, le rapine ai negozi di armi e i furti ai bancomat stanno diventando sempre più frequenti. Per non parlare dei furti di auto o nelle abitazioni. I media parlano apertamente di una situazione fuori controllo che desta preoccupazione. Secondo una valutazione dello stesso Ufficio federale di polizia (fedpol), questi avvenimenti allarmanti sono riconducibili in prevalenza (se non addirittura esclusivamente) alla criminalità transfrontaliera, più precisamente a bande organizzate provenienti dalla vicina Francia.

L’origine di questo tipo di criminalità è quindi stata individuata e viene dall’esterno. La soluzione è sotto ai nostri occhi: occorre un controllo più efficace dei nostri confini.

In Parlamento, molti hanno richiesto la reintroduzione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere così come previsto dal codice frontiere Schengen (cfr. Mo. Golay 25.4202). È tuttavia impensabile attuare questa misura senza rafforzare l’organico delle forze di polizia cantonali e dell’UDSC, ovvero le due autorità preposte al controllo dei nostri confini, ciascuna con le proprie competenze specifiche.

In Parlamento, inoltre, sono state poste delle domande per denunciare la forte carenza di personale lungo il confine terrestre nell’area di Ginevra (cfr. domanda Addor 25.7398) e sulla necessità di aumentare il personale competente per la regione Dogana Ovest (cfr. domanda Addor 25.7397). Purtroppo, questi appelli non hanno portato a nulla. Ancora più grave è il fatto che un eventuale programma di risparmio, applicato in modo cieco e indiscriminato a tutti i settori, persino a quelli fondamentali come la sicurezza, finirebbe per sortire l’effetto opposto: priverebbe l’UDSC di risorse indispensabili per garantire un controllo efficace dei confini già oggi gravemente scoperti.

È quanto mai necessario invertire questa tendenza. E in fretta. La Confederazione deve fare la sua parte, potenziando il personale dell’UDSC operativo sul campo. Lo deve fare per la nostra sicurezza.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è ben consapevole dei particolari vincoli e delle sfide che il personale operativo dell’UDSC deve affrontare nel suo lavoro quotidiano sul campo. Tuttavia, nel quadro del pacchetto di sgravio 27, è tenuto ad attuare le misure che si applicano all’intera Amministrazione federale. Operare una distinzione per determinate categorie professionali sarebbe contrario all’obiettivo della parità di trattamento e genererebbe nuove disparità. Pertanto, simili eccezioni non sono previste. Basandosi sulla legislazione doganale, l’UDSC controlla il traffico transfrontaliero delle merci e persone. Dato che non è membro dell’unione doganale dell’UE, la Svizzera può continuare ad espletare un’attività di controllo doganale permanente ai confini. I controlli doganali avvengono in qualsiasi giorno e a qualsiasi orario. L’UDSC effettua sia controlli stazionari presso i valichi di confine più frequentati sia controlli mobili nell’area di confine. Tali impieghi avvengono in funzione dei rischi e in base alla situazione.Inoltre, nell’ambito dei controlli doganali, effettua anche controlli di persone in caso di sospetto di polizia. I controlli doganali effettuati dall’UDSC costituiscono un primo importante filtro all’entrata in Svizzera e contribuiscono alla sicurezza interna del Paese. Nel quadro dell’attuazione delle mozioni 25.3021 e 25.3026 (Intensificare i controlli ai confini della Svizzera), depositate dalle Commissioni delle istituzioni politiche, il 19 dicembre 2025 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare i controlli ai confini in modo mirato e in base alla situazione. Nel breve termine, l’UDSC attuerà le misure necessarie nell’ambito del dispositivo doganale esistente e con le risorse disponibili, attribuendo un ordine di priorità ai compiti. Per poter intensificare i controlli continuando ad adempiere il suo mandato, a medio-lungo termine l’UDSC avrà bisogno di risorse supplementari, in particolare se la situazione in materia di sicurezza dovesse peggiorare e fosse necessario un ulteriore rafforzamento dei controlli. L’UDSC esaminerà le possibilità di un aumento del personale per mantenere a lungo termine l’intensificazione dei controlli. La richiesta formulata nella presente mozione è stata già presa in considerazione. Come spiegato nei pareri relativi alla mozione Pahud 24.3701 Garantire una protezione permanente dei confini e alla mozione Golay 25.4202 «Stop all’importazione della criminalità francese in Svizzera! Attiviamo i controlli sistematici alla frontiera franco–svizzera», l’Esecutivo ritiene che la lotta alla criminalità transfrontaliera non debba essere limitata a misure attuate ai confini. Il livello di sorveglianza deve essere adeguato in funzione dei rischi e in base alla situazione in tutta la Svizzera. A tal fine è necessaria una stretta collaborazione a livello operativo e strategico tra tutte le autorità nazionali e internazionali. La sicurezza del territorio cantonale rientra nelle competenze dei rispettivi corpi di polizia, i quali effettuano anch’essi controlli mobili e sorvegliano l’area di confine. L’UDSC effettua i suoi interventi e la sua valutazione della situazione a stretto contatto con le autorità cantonali grazie a un coordinamento istituzionalizzato. Il Consiglio federale continua a ritenere che le condizioni giuridiche necessarie all’introduzione di controlli sistematici ai confini ai sensi dell’articolo 25 del codice frontiere Schengen (RS 0.362.380.067) non siano soddisfatte, in quanto non sussiste alcuna minaccia grave né per l’ordine pubblico né per la sicurezza interna tale da giustificare un ripristino dei controlli alle frontiere interne come misura di ultima ratio.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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