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25.4488 · Interpellanza · 2025-12-09

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nei contratti di locazione gli inquilini sono tenuti a versare una cauzione. Questa viene solitamente depositata su conti bloccati o assicurati con garanzie.Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:A quanto ammonta attualmente in Svizzera il volume totale di questi depositi cauzionali, suddivisi per contratti privati e commerciali?Qual è stato il rendimento medio di questi depositi cauzionali negli ultimi cinque anni?In che modo il Consiglio federale garantisce che gli inquilini siano informati sulla loro libertà di scelta in materia?Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui le soluzioni digitali per la cauzione d’affitto possono contribuire alla modernizzazione e alla digitalizzazione del settore locativo?Il Consiglio federale ritiene che un utilizzo più produttivo di questi conti possa offrire un potenziale economico, pur mantenendo la loro funzione di garanzia per i locatori?

Begründung

In Svizzera si stima che diversi miliardi di franchi siano bloccati su appositi conti cauzionali che servono da garanzia d’affitto, spesso senza interessi significativi. Pur essendoci libertà di scelta, molti inquilini ricorrono a soluzioni classiche per mancanza di informazioni o di alternative praticabili. I nuovi modelli digitali di deposito cauzionale consentono una gestione più efficiente di questi fondi e talvolta offrono anche modalità di amministrazione gestite e sicure. Questo potrebbe ridurre l’onere finanziario soprattutto per gli inquilini più giovani e contribuire nel contempo alla digitalizzazione del settore locativo. È quindi opportuno che il Consiglio federale valuti la portata e il potenziale di questi modelli nonché le informazioni disponibili.

Stellungnahme des Bundesrates

Non esiste un rilevamento attuale sui depositi cauzionali. Da un rapporto sulle garanzie che gli inquilini devono prestare (www.bwo.admin.ch/de/publication?id=OXUZGVbBFgsD), pubblicato dall’UFAB nel 1999, era emerso che in media un locatario su tre di un alloggio in affitto o di una cooperativa abitativa versava un deposito equivalente a 2,2 affitti mensili. Per gli spazi abitativi l’importo medio della cauzione era di 2200 franchi. Secondo le indagini dell’Ufficio federale di statistica, l’affitto medio di un appartamento è aumentato da 1059 franchi nel 2000 a 1451 franchi nel 2023. Nel frattempo, quindi, l’importo medio delle cauzioni dovrebbe essere cresciuto più o meno della metà, attestandosi a circa 3300 franchi. È probabile, inoltre, che oggi non sia più solo un inquilino su tre, ma almeno uno su due a dover prestare una tale garanzia. Sul totale di 2,4 milioni di economie domestiche che vivevano in locazione nel 2023, i depositi cauzionali dovrebbero raggiungere circa gli 1,2 milioni, per un totale di circa 4 miliardi di franchi. Considerando, inoltre, che i depositi per gli spazi commerciali rappresentano tuttora circa il 20 per cento del totale, come nel 1999, la somma complessiva dei depositi cauzionali dovrebbe essere di circa 5 miliardi di franchi. Da questa stima andrebbe però detratta una certa somma per i contratti di locazione per i quali la garanzia non è prestata in denaro, bensì sotto forma di deposito o assicurazione cauzionale.Nell’attuale fase caratterizzata da tassi d’interesse bassi, le offerte online per gli interessi sui conti cauzionali della maggior parte delle banche sono comprese tra lo 0,0 e lo 0,10 per cento. Non esiste un rilevamento sui tassi d’interesse di questi conti negli ultimi 5 anni. È lecito presumere, tuttavia, che questi tassi d’interesse si siano evoluti di pari passo con il tasso ipotecario medio degli istituti bancari, che attualmente è dell’1,33 per cento. Il valore massimo raggiunto negli ultimi cinque anni è stato dell’1,72 per cento (al 31.12.2023 e al 31.3.2024). Si può quindi concludere che negli ultimi cinque anni il tasso di interesse sui depositi cauzionali è oscillato tra lo 0,0 e lo 0,5 per cento, con i valori massimi raggiunti a cavallo tra il 2023 e il 2024.La libertà di scelta prevista dall’articolo 257e del Codice delle obbligazioni (RS 220) si limita alla possibilità di prestare la garanzia in denaro o in cartevalori. L’alternativa dell’assicurazione cauzionale sotto forma di fideiussione comporta premi e in parte anche spese che nel corso di un rapporto di locazione pluriennale possono generare costi importanti. Queste offerte esistono perché vi è una domanda da parte degli inquilini e perché la maggior parte dei locatori le accettano. Gli offerenti le promuovono sui loro consueti canali pubblicitari. Al riguardo, la Confederazione non fornisce informazioni in modo proattivo. A differenza dei depositi cauzionali tradizionali, le tipologie digitali possono rappresentare una modernizzazione perché semplificano la stipula dei rispettivi contratti, riducono gli oneri amministrativi o estendono il campo d’applicazione. Idealmente ne beneficiano sia gli inquilini che i locatori, ad esempio quando anche loro partecipano ai risparmi sui costi. È importante che gli offerenti, in qualità di banche o assicurazioni, siano soggetti alla vigilanza della FINMA e che non sussistano rischi per nessuno dei contraenti. È probabile che queste soluzioni digitali trovino applicazione anche in altri settori del mercato dell’alloggio.Oggi l’assicurazione cauzione d’affitto è indicata soprattutto per gli inquilini che non dispongono di sufficienti mezzi liquidi per prestare la dovuta garanzia. I nuovi modelli digitali di cauzione d’affitto – in alternativa ai tradizionali depositi cauzionali – potrebbero diventare interessanti anche per coloro che dispongono della necessaria liquidità se consentono di gestire in modo più efficiente e produttivo le somme depositate, pur offrendo ai locatori un adeguato livello di garanzia. In questo caso sussiste senz’altro un certo potenziale economico.