25.4498 · Mozione · 2025-12-11
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Assegnato alla commissione competente
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare le disposizioni legislative in modo che
- i simboli, gli slogan e gli altri segni distintivi dei movimenti estremisti e contrari allo Stato – in particolare quelli della cosiddetta «Antifa» – siano vietati in modo analogo a quanto stabilito dalla prevista legge federale sul divieto di usare pubblicamente simboli nazionalsocialisti (LDSN);- il Servizio delle attività informative della Confederazione sia tenuto a controllare regolarmente i gruppi e le reti legati a tali movimenti e a sorvegliarli sistematicamente qualora si riscontrino tendenze estremiste o che incitano alla violenza.
Begründung
Durante le recenti manifestazioni non autorizzate e violente «Pro Palestina» si sono verificati in diverse città svizzere gravi disordini, slogan antisemiti, aggressioni agli agenti di polizia e danni alla proprietà. Gruppi violenti di estrema sinistra hanno strumentalizzato le manifestazioni per i propri scopi, presentandosi con simboli e slogan noti del cosiddetto movimento «Antifa».Questi segnali sono diventati tratti distintivi visibili di una rete che rifiuta i valori fondamentali della nostra democrazia e alimenta in modo mirato disordini e odio nei confronti di chi la pensa diversamente. Analogamente alle misure esistenti e previste contro le ideologie di estrema destra, è necessario vietare in modo coerente anche i simboli di estrema sinistra e contro lo Stato, al fine di proteggere l’ordine pubblico e la sicurezza. Secondo il rapporto sulla situazione 2025 del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), nel 2024 l’estrema sinistra è stata responsabile di circa 60 atti di violenza in Svizzera. La crescente minaccia rappresentata dalla violenza di matrice politica richiede una maggiore vigilanza e priorità da parte delle autorità di sicurezza.La democrazia non può rimanere inerte di fronte a coloro che vogliono distruggerla dall’interno. Il divieto dei simboli estremisti e una maggiore sorveglianza in materia di politica di sicurezza lanciano un segnale chiaro:
la violenza politica, l’odio e l’intimidazione, indipendentemente dalla loro provenienza, non hanno posto in Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale prende molto sul serio la minaccia derivante da episodi di violenza di matrice politica. Di conseguenza, in particolare a causa del forte aumento (ancora in corso) degli episodi di antisemitismo dal 2023, in data 29 novembre 2023 ha raccomandato di adottare la mozione 23.4318della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati «Divieto dell’uso pubblico di simboli razzisti, inneggianti alla violenza e estremisti, quali ad esempio i simboli nazionalsocialisti». Entrambe le Camere federali hanno dato seguito a questa proposta. Per dare seguito alla richiesta, espressa a più riprese, di una rapida attuazione del divieto dei simboli del nazionalsocialismo, il Consiglio federale ha deciso di procedere in modo graduale. In una prima fase sarà quindi vietato l’utilizzo pubblico dei simboli nazisti. Successivamente seguirà il divieto dell’utilizzo pubblico di altri simboli che incitano alla discriminazione razziale, alla violenza e all’estremismo. La richiesta avanzata nel quadro della presente mozione 25.4498 di vietare simboli, slogan e altri segni distintivi di movimenti estremisti e contrari allo Stato è quindi già stata presa in esame. Il Servizio della attività informative della Confederazione (SIC) agisce già oggi in modo preventivo conformemente alle basi giuridiche esistenti sia quando persone, organizzazioni o eventi presentano un legame effettivo con la violenza (ovvero commettono, incoraggiano o approvano atti violenti, compreso l’incitamento concreto all’uso della violenza) sia quando negano i fondamenti della democrazia e dello Stato di diritto. Ciò vale anche per persone, organizzazioni o eventi in relazione con il movimento «Antifa» che è una rete internazionale non strutturata di cui fanno parte singoli individui e gruppi di vario tipo. Ciò che le attuali basi giuridiche non consentono al SIC è il ricorso a misure soggette ad autorizzazione (MAA) nell’ambito dell’estremismo violento. Questa lacuna nell’ambito degli accertamenti sull’estremismo violento è nota e colmarla rientra nella revisione della legge federale sulle attività informative (LAIn; RS 121), attualmente in corso. Il primo progetto di revisione («pacchetto base»), che il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il 28 gennaio 2026, prevede infatti l’estensione del campo di applicazione delle MAA all’estremismo violento. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non vi sia necessità di ulteriori adeguamenti delle disposizioni legislative.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.