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25.4537 · Interpellanza · 2025-12-16

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il 5 dicembre 2025 la Camera bassa del Parlamento tedesco (Bundestag) ha approvato un disegno di legge sulla «pensione attiva». L’approvazione da parte della Camera alta (Bundesrat), prevista il 19 dicembre, sembra essere una pura formalità. Il modello di pensione attiva incoraggia i lavoratori tedeschi che hanno raggiunto l’età legale di pensionamento a continuare a lavorare volontariamente nel periodo del pensionamento. In questo modo possono infatti guadagnare fino a 2000 euro al mese esentasse. Questo incentivo fiscale si applica a prescindere dal fatto che la persona interessata percepisca una rendita o ne rinvii la riscossione. La pensione attiva è un elemento importante per lottare contro la carenza di personale e gli effetti negativi dell’evoluzione demografica. Contribuisce a rendere più attrattiva la prosecuzione della vita attiva e permette quindi di mobilitare un potenziale supplementare di personale qualificato. Benché la promozione della pensione attiva sia già stata oggetto di alcuni interventi parlamentari, quali la mozione 24.4517 e il postulato 25.4023, il modello sviluppato in Germania potrebbe essere d’ispirazione per il nostro Paese.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: 1. Come valuta la situazione demografica in Svizzera? 2. Una pensione attiva ispirata al modello tedesco potrebbe contribuire ad attenuare gli effetti negativi dell’evoluzione demografica? 3. Ritiene che, in un periodo di carenza di personale, i lavoratori qualificati e con esperienza contribuiscano al mantenimento della performance economica svizzera? 4. Il modello tedesco potrebbe produrre un effetto positivo sulla partecipazione delle persone anziane al mercato del lavoro svizzero? 5. Di quali incentivi (fiscali, sociali o legati alla politica del mercato del lavoro) dispone la Svizzera per incoraggiare la prosecuzione dell’attività professionale dopo l’età di riferimento ai sensi della legislazione sull’AVS? Quali incentivi supplementari sono in fase di preparazione? Come valuta la loro efficacia nel confronto internazionale? 6. Quali sono attualmente gli ostacoli fiscali o legati alla sicurezza sociale che possono rendere meno attrattiva la prosecuzione dell’attività professionale per i lavoratori anziani in Svizzera? 7. Quali sarebbero gli effetti di una pensione attiva sul finanziamento dell’AVS e della LPP?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il progressivo pensionamento delle coorti del baby boom genera una notevole crescita delle uscite dell’AVS. Questa crescita dovrebbe però cominciare a rallentare presumibilmente a partire dal 2030. Secondo le proiezioni attuali, lo spostamento della piramide delle età verso le fasce di età superiori fino al 2040 è sostenibile dal punto di vista finanziario, a condizione che venga deciso un finanziamento duraturo sufficiente per la 13a mensilità della rendita di vecchiaia e non vengano introdotte nuove prestazioni. Per una panoramica più ampia sulle future ripercussioni dell’evoluzione demografica in Svizzera si rimanda al rapporto in adempimento del postulato Bellaiche 23.3042. 2. Potenzialmente sì, sia per il mercato del lavoro che per l’AVS. Maggiori incentivi comportano però tendenzialmente anche maggiori spese o minori entrate, per effetto, da un lato, delle mancate entrate fiscali provenienti dai lavoratori che anche senza incentivi fiscali supplementari avrebbero comunque lavorato oltre l’età di riferimento e, dall’altro, delle rendite di vecchiaia AVS potenzialmente più elevate. Inoltre, uno sgravio fiscale forfettario provoca effetti inerziali che potrebbero essere evitati con misure più mirate. Infine, va rilevato che in età avanzata si opta tendenzialmente per gradi di occupazione più bassi, il che comporta remunerazioni e contributi relativamente modesti. L’effetto finanziario di tali incentivi fiscali sull’AVS sarebbe dunque presumibilmente piuttosto contenuto. Per stimare l’effetto complessivo sul mercato del lavoro e sull’economia occorrerebbero lavori di ricerca di ampia portata. 3. Sì. 4. e 7. Al momento non è ancora possibile valutare in modo inequivocabile se il modello di pensione attiva sia in grado di raggiungere l’effetto auspicato. Gli autori di uno studio giungono alla conclusione che gli effetti della pensione attiva in termini occupazionali possono essere stimati soltanto con un elevato grado d’incertezza; inoltre, anche in caso di stima ottimista, il suo contributo nel contrastare la carenza di lavoratori qualificati sarebbe modesto (cfr. S. Bach et al., «Aktivrente entlastet vor allem besserverdienende Rentner*innen – mit unsicheren Beschäftigungseffekten»; consultabile in Internet all’indirizzo www.diw.de > publikationen > diw wochenbericht > 25/2025). Il sistema delle assicurazioni sociali tedesco e quello svizzero sono fondamentalmente diversi. Formulare ipotesi sui possibili effetti del modello di pensione attiva sulla partecipazione delle persone anziane al mercato del lavoro svizzero e sulle istituzioni di sicurezza sociale è dunque problematico. 5. Il rapporto in adempimento del postulato Hegglin Peter 19.3172, adottato dal Consiglio federale il 16 dicembre 2022, giunge alla conclusione che con la riforma AVS 21 sono già state attuate misure efficaci nell’AVS e che gli incentivi alla prosecuzione dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento sono in aumento anche nel 2° pilastro. Creare incentivi per promuovere la prosecuzione dell’attività lucrativa è uno degli obiettivi principali della riforma AVS2030. Al momento non si dispone di incentivi fiscali per incoraggiare l’esercizio dell’attività lucrativa nella vecchiaia. Vi sono però incentivi al lavoro nella legislazione sull’AVS e in caso di mantenimento della previdenza professionale e della previdenza vincolata durante la vecchiaia (cfr. Po. Rechsteiner 25.4023). Non è disponibile alcuna analisi del Consiglio federale sull’efficacia delle misure nel confronto internazionale. Poiché le condizioni quadro variano fortemente da un Paese all’altro, tale raffronto non sarebbe molto rappresentativo. 6. Dal punto di vista dei lavoratori, i contributi AVS costituiscono un disincentivo al lavoro, se non servono a migliorare la rendita. La franchigia permette tuttavia di attenuare questo disincentivo. Sebbene l’imposizione del reddito da attività lucrativa dipenda dalla capacità economica dei singoli lavoratori anziani, l’effetto di progressione derivante dal cumulo del reddito da attività lucrativa con le entrate previdenziali periodiche (rendita non rinviata, rendita del 2° pilastro) può acuire l’effetto disincentivante dell’imposizione del reddito da attività lucrativa. Questo effetto può però essere evitato grazie alla possibilità di rinviare la riscossione della rendita o della prestazione di vecchiaia nell’AVS e nella previdenza professionale.