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25.4543 · Interpellanza · 2025-12-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Nel quadro dei parametri di riferimento per la politica climatica dopo il 2030, il Consiglio federale ha deciso che il numero delle misure nazionali dovrà aumentare entro il 2040. Nell’ambito del suo nuovo contributo determinato a livello nazionale (Nationally Determined Contribution, NDC) ha inoltre comunicato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) che la quota estera dovrebbe diminuire già entro il 2035. Al fine di precisare le informazioni sulle decisioni prese, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

  1. Qual è la riduzione delle emissioni nazionali prevista dal Consiglio federale entro il 2035 e il 2040 secondo la decisione sui parametri di riferimento dopo il 2030? È stata calcolata l’efficacia delle singole misure?

  2. Quanto ampio risulta il divario rispetto agli obiettivi (in mio. di tCO2eq.) fino al 2035 e al 2040, nel caso in cui le misure nazionali proposte dal Consiglio federale nei parametri di riferimento entrino in vigore dopo il 2030? Qual è il divario che rimane per il raggiungimento degli obiettivi pluriennali?

  3. Il Consiglio federale ritiene che i certificati di riduzione delle emissioni di CO2 provenienti dall’estero siano più convenienti rispetto al raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali. Su cosa si basa questo confronto dei prezzi? Come si presenta il confronto dei costi fino al 2050 se le emissioni devono comunque essere ridotte a livello nazionale entro quel termine (confronto in fr./t tra l’acquisto di certificati di riduzione delle emissioni di CO2 seguito da una riduzione delle emissioni a livello nazionale e la riduzione delle emissioni direttamente a livello nazionale)?

Stellungnahme des Bundesrates

1-2) I parametri di riferimento che il Consiglio federale ha adottato il 12 settembre 2025 consentono fondamentalmente di raggiungere gli obiettivi di riduzione nei settori degli edifici, dei trasporti e dell’industria di cui all’articolo 4 della legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310). L’effettivo ammontare delle riduzioni delle emissioni di gas serra in Svizzera, il contributo della quota estera e l’entità di un eventuale divario rispetto agli obiettivi dipendono dall’impostazione concreta delle misure. Pertanto, non è ancora possibile esprimersi in merito. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare un progetto di revisione della legge sul CO2 (RS 641.71) per il periodo successivo al 2030 da inviare in consultazione. L’Ufficio federale dell’ambiente, in collaborazione con la Segreteria di Stato dell’economia, sta conducendo un’analisi d’impatto della regolamentazione, che comprende anche un bilancio dell’effetto di riduzione delle singole misure. Bisogna inoltre tenere in considerazione che, secondo la legge sul CO2 in vigore, il mancato raggiungimento degli obiettivi per il 2030 si ripercuoterà sul periodo successivo: gli obiettivi di cui all’articolo 3 capoverso 3 lettera a LOCli (riduzione, in media, nel periodo 2031–2040, almeno del 64 % rispetto al 1990) non raggiunti entro il 2030 devono quindi essere recuperati nel periodo successivo. 3) Nel Messaggio concernente la revisione della legge sul CO2 per il periodo successivo al 2024 (FF 2022 2651), per le riduzioni conseguite all’estero il Consiglio federale ha ipotizzato un costo di 35 franchi per tonnellata di CO2 equivalenti, seppure l’evoluzione dei costi dipenda da numerosi fattori. Infatti, l’offerta futura di riduzioni conseguite all’estero sarà influenzata soprattutto dall’attuazione dell’articolo 6 paragrafo 4 dell’Accordo di Parigi (RS 0.814.012) e dall’ambizione dei contributi determinati a livello nazionale dei Paesi di provenienza. Per quanto riguarda la domanda, invece, bisogna considerare l’entrata dell’UE nel mercato. Essa ha annunciato che per raggiungere il proprio obiettivo climatico entro il 2040 intende utilizzare anche riduzioni ottenute all’estero, che così aumenteranno tendenzialmente di prezzo. I costi per tonnellata di CO2 per misure realizzate in Svizzera variano notevolmente: al momento, nel quadro dell’obbligo di compensazione, si aggirano in media sui 110 franchi per tonnellata di CO2. Come emerge da diversi studi, come per esempio da quello del 2022 della società di consulenza McKinsey sulle curve dei costi di decarbonizzazione (www.mckinsey.com/ch/our-insights/klimastandort-schweiz), già oggi esistono varie misure dai costi notevolmente inferiori. L’evoluzione futura dei costi potrebbe avere andamenti differenti a seconda della misura. Grazie al progresso tecnologico, alcune misure nei settori degli edifici, dei trasporti e dell’industria che oggi risultano ancora dispendiose potrebbero trovare un impiego sempre più ampio e, di conseguenza, scendere di costo. Altre, al contrario, potrebbero continuare a costare oltre 100 franchi a tonnellata di CO2. Nell’ottica di sostenere tali misure, il Consiglio federale intende destinare alla decarbonizzazione la maggior parte possibile dei proventi del nuovo sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) previsto per i combustibili e i carburanti e del SSQE già esistente per gli impianti industriali e l’aviazione.