L'ambasciatore svizzero Jürg Lauber, presidente del Consiglio ONU per i diritti umani, ha disatteso le procedure nel rinnovo del mandato alla relatrice sui territori palestinesi Francesca Albanese?
25.4595 · Interpellanza · 2025-12-17
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi, Francesca Albanese, è da tempo al centro di critiche. In particolare, i suoi comportamenti, i contatti intrattenuti e le dichiarazioni pubbliche – che l’hanno trasformata, in Italia e non solo, in un’icona politica della sinistra pro-Pal – non risultano compatibili con i requisiti di imparzialità e integrità richiesti a un relatore ONU.
Ad Albanese vengono attribuite posizioni antisemite, una “vicinanza” a Hamas – testimoniata anche da incontri via Zoom con esponenti del gruppo terroristico – e contatti con ONG ad esso vicine. Inoltre, ha definito il recente assalto alla redazione torinese del quotidiano La Stampa, compiuto da squadristi rossi pro-Pal, come “un monito per i giornalisti”.
L’inidoneità della relatrice ONU è stata segnalata nel tempo da diversi Stati. Un Watch, ONG accreditata presso le Nazioni Unite, ha trasmesso ai vertici dell’ONU un rapporto secondo cui Albanese avrebbe violato ripetutamente, durante il suo precedente incarico (2022-2025), il codice di condotta imposto ai consulenti dell’organizzazione.
Secondo tali accuse, sarebbe stato necessario aprire un’istruttoria prima di procedere al rinnovo del mandato.
Tuttavia, stando a fonti di stampa (vedi https://www.ilgiornale.it/news/politica/traballa-nomina-albanese-allonu-violate-regole-lincarico-bis-2579297.html) il presidente del Consiglio ONU per i Diritti Umani, l’ambasciatore svizzero Jürg Lauber, non avrebbe inoltrato le segnalazioni al Consiglio, come previsto dalla dichiarazione 8/PRST/2 e dal Manuale delle Procedure Speciali.
Se tale versione dei fatti risultasse confermata, l’ambasciatore elvetico avrebbe “forzato la mano” per rinnovare il mandato ad Albanese: un fatto grave, lesivo della posizione e dell’immagine della Svizzera, di cui il nostro Paese sarebbe certamente chiamato a rendere conto.
Chiedo al CF:
Qual è la posizione del DFAE e del CF riguardo ai rimproveri rivolti all’ambasciatore Lauber sulle circostanze del rinnovo del mandato a Francesca Albanese?
Il CF concorda che la situazione di cui sopra, se confermata, danneggerebbe la posizione e la reputazione internazionale della Svizzera?
Quali provvedimenti intende adottare il CF qualora venisse accertata una violazione delle procedure da parte dell’ambasciatore Lauber?
Stellungnahme des Bundesrates
In qualità di relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967, Francesca Albanese è tenuta a rispettare il Codice di condotta per i detentori di un mandato di procedura speciale del Consiglio dei diritti umani (risoluzione 5/2 del Consiglio dei diritti umani). Le accuse di violazione di tale codice sono esaminate dal Comitato di coordinamento delle procedure speciali, composto da sei detentori di un mandato. In questi casi, il presidente del Consiglio svolge una funzione puramente procedurale e non dispone di alcun potere decisionale in merito alla valutazione sostanziale delle accuse mosse ai detentori di un mandato di procedura speciale. Il 1° aprile 2025 l’Ufficio del Consiglio ha deciso di deferire al Comitato di coordinamento delle procedure speciali tutte le accuse ricevute riguardanti Francesca Albanese affinché le esaminasse. Il 18 giugno 2025, in qualità di presidente, l’ambasciatore Jürg Lauber ha informato il Consiglio dei diritti umani che, a seguito di tale esame, il Comitato di coordinamento non ha riscontrato alcuna violazione del Codice di condotta da parte della relatrice speciale. L’ambasciatore Lauber ha quindi rispettato le disposizioni applicabili e le procedure vigenti del Consiglio dei diritti umani.